Il diavolo gioca di più? No! C’è più gente che gioca

In Francia il numero di persone che si rivolgono alla Chiesa cattolica per chiedere aiuto in casi di possessione o influenza demoniaca  si sta moltiplicando. Javier Lozano, in un articolo su «Religión en libertad», riferisce in proposito le valutazioni di padre Emmanuel Coquet , vice segretario generale della Conferenza episcopale francese e coordinatore dell’Ufficio nazionale degli esorcisti.

In ogni diocesi, spiega padre Coquet, c’è almeno un esorcista e in tutto sono centoventi. Non più di trent’anni fa erano circa una trentina e intere diocesi ne erano sprovviste.

«L’aumento di richiesta è considerevole. Gli esorcisti sono colpiti da questo fenomeno, che sta assumendo dimensioni un fenomeno sempre più rilevante» , ha detto il sacerdote al quotidiano «Le Figaro», spiegando che ogni esorcista lavora con l’aiuto di una squadra di religiosi e laici.

Nella sola area di Parigi (dodici milioni di abitanti e sette milioni di cattolici) in un anno ci sono stati cinquanta esorcismi, mentre le richieste sono state 2500.  Dieci anni fa non si superava quota quindici. La Conferenza episcopale francese parla di un esorcismo ogni 143 mila cattolici e di una richiesta d’aiuto ogni 2800.

In via preliminare, spiega padre Coquet, di fronte a una richiesta d’intervento occorre un’attenta opera di discernimento, perché non tutto può e deve essere oggetto di esorcismo.  Necessaria è anche una visita medica e una psichiatrica, tuttavia «il diavolo non è qualcosa di simbolico: la gente è veramente colpita dal Maligno e dalla sua influenza».

Padre Coquet racconta, per quanto possibile, ciò di cui è testimone: persone che dimostrano di possedere una forza sovrumana o parlano lingue che non conoscono. Tutti fenomeni reali, non frutto di fantasia.

Nell’Ile de France, la regione di Parigi, sono all’opera a tempo pieno almeno quattro esorcisti, ma l’Ufficio nazionale degli esorcisti ha comunicato ufficialmente soltanto due nomi, quelli di padre Jean Pascal Duloisy e padre George Berson.

«Più o meno – spiega padre Duloisy, attivo nella parrocchia di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Parigi –  ricevo dieci persone al giorno, tutto l’anno. Lavoro con un team di quindici persone, composto da religiosi e laici, che mi aiutano a fare una diagnosi per determinare se l’esorcismo è necessario o si deve intervenire per altre vie. A conti fatti, circa l’uno o il due per cento delle persone che si rivolgono a noi hanno poi effettivamente bisogno dell’esorcismo».

«La maggior parte delle persone – spiega ancora padre Duloisy –  appartiene a famiglie segnate da profonde ferite psicologiche e gravi perdite, tutte situazioni che il diavolo utilizza come vie di ingresso nella persona. Vedo molte vittime di stupro, incesto e violenza. Ricevo uomini e donne, di ogni età e appartenenti a tutti gli strati sociali. Ciò che hanno in comune è una grande sofferenza, provata a volte per lunghi anni, che né la psicologia, né la medicina né il ricorso a maghi e stregonerie hanno potuto alleviare».

«Occorre mettere in chiaro – prosegue padre Duloisy – che l’esorcismo non ha nulla a che fare con la magia e che non stiamo parlando di sintomi ipotetici. Il Maligno è concreto e intelligente. Procede lentamente e mai a caso. Il diavolo si manifesta principalmente attraverso le suggestioni, ed è così che propone il male. Poi arriva l’accettazione della proposta e infine il consenso: la determinazione a fare il male. I tre grandi ambiti in cui opera la tentazione sono il potere, il denaro e il sesso».

È quindi necessario, avverte don Duloisy, garantire un «servizio di guardia» alle porte del cuore. «Dobbiamo evitare le droghe, l’alcool e la pornografia. Né si devono invocare gli spiriti, nemmeno per divertimento. Spiritismo, veggenti, streghe e magia nera favoriscono l’azione del diavolo».

Le persone sofferenti sono spesso molto deboli e influenzabili, e così possono finire nelle mani sbagliate. Nella parrocchia di Notre-Dame du Perpétuel Secours, al numero 6 bis di rue René Villermé, un avviso fa sapere a tutti che ci sono individui, non autorizzati dalla Chiesa, che si presentano come vescovi, monsignori o preti esorcisti. Occorre fare attenzione: queste persone non fanno parte degli organismi diocesani. È quindi consigliabile consultare l’Annuario ecclesiastico.

L’altro esorcista operante a Parigi, padre Berson, avverte che il diavolo sa dove annidarsi e assicura che il miglior rimedio contro la sua presenza è amare Gesù, vivere una vita di pietà e frequentare i sacramenti. E a tutti coloro che pensano ancora che il diavolo sia soltanto frutto di immaginazione racconta una sua esperienza: «Una volta, durante un esorcismo, ho visto un uomo che non parlava, ma ruggiva! Le sue espressioni facciali erano quelle di un leone!».

Il fenomeno vissuto dalla Chiesa in Francia, commenta  Javier Lozano, non è certamente isolato. L’aumento dei casi di possessione riguarda tutto il mondo. Lo scorso marzo anche gli esorcisti degli Stati Uniti hanno definito allarmante il numero dei casi sottoposti alla loro attenzione. «Il problema – dice padre Vincent Lampert, esorcista dell’arcidiocesi di Indianapolis  – non è che il diavolo ha aumentato l’intensità del gioco, ma che più persone sono disposte a giocare».

Il diavolo, spiega padre Lampert, può avere due tipi di influenza: ordinaria e straordinaria. La prima si manifesta nella tentazione comune, la seconda è divisa in quattro categorie: infestazione, tormento, ossessione e possessione.  «Molte persone, sia all’esterno sia all’interno della Chiesa,  pensano che la pratica dell’esorcismo sia fuori dal tempo, ma le Scritture contengono molti dettagli sugli scontri tra il Regno di Dio e Satana.  Il nome Gesù significa “Dio salva”. Se neghiamo l’esistenza del male neghiamo anche la necessità di Cristo come nostro salvatore».

Molti cattolici, dice ancora padre Lampert, non credono nel male personificato e quindi nell’effettiva esistenza del diavolo. «In effetti nella Chiesa del post Concilio le definizioni di peccato e di male si sono fatte vaghe, tuttavia penso che ci sia stato un cambiamento in anni recenti e oggi le persone che credono nel male personificato sono più numerose».

Dal 2011 nella Chiesa cattolica degli Stati Uniti il numero degli esorcisti è quintuplicato.

Aldo Maria Valli