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Pare che ci sia qualche problema per la posta vaticana. Le disfunzioni sono sorte dopo che l’ufficio filatelico ha diffuso un francobollo che ritrae Lutero e Melantone ai piedi del Crocifisso, sullo sfondo dorato della città di Wittenberg. Come si legge nella scheda di presentazione del francobollo, Lutero tiene tra le mani la Bibbia, «fonte e meta della sua dottrina», mentre Filippo Melantone, teologo e amico di Martin Lutero, uno dei maggiori protagonisti della riforma, «tiene in mano la “Confessione di Augusta”, “Confessio Augustuana”, la prima esposizione ufficiale dei principi del protestantesimo da lui redatta». Subito  diventato oggetto di desiderio da parte dei collezionisti, il francobollo sembra però non riuscire a svolgere il suo compito, perché non si appiccica sulle buste.  Dopo alcune indagini, si è scoperto che le buste vaticane, inguaribilmente cattoliche, rifiutano di lasciarsi apporre il francobollo con Lutero. La motivazione? «Con noi non attacca».

 

Pare che una tribù rimasta finora sconosciuta sia stata scoperta in Amazzonia. È curioso, ma la scoperta è avvenuta proprio all’indomani dell’annuncio da parte del papa di uno speciale sinodo dei vescovi per la regione panamazzonica, in calendario nel 2019. Come si sa, nel sinodo si parlerà anche della scarsità di sacerdoti che affligge quella grande area e dunque della possibilità di consacrare uomini sposati.  Un’eventualità che alcuni settori della Chiesa hanno immediatamente salutato con favore, come nel caso di monsignor  Erwin Krautler, della prelatura territoriale di Xingu, secondo il quale in Amazzonia occorre subito conferire il sacerdozio a uomini sposati e procedere all’ordinazione di diaconesse. Ma quali sono le caratteristiche della tribù recentemente scoperta? A quanto risulta sarebbe composta da preti celibi rimasti isolati dal resto del mondo. I quali, informati del sinodo del 2019 dedicato proprio alla regione amazzonica e alla possibilità di consacrare preti sposati, sono immediatamente fuggiti nel folto della foresta facendo perdere le loro tracce.

 

Pare che padre Thomas Weinandy, padre Samir Khalil Samir e il professor Josef Seifert stiano progettando di scrivere un libro insieme. Come si sa, i tre hanno vissuto di recente vicende analoghe: padre Weinandy, teologo, è stato dimissionato dalla Conferenza episcopale Usa, padre Samir, islamologo, è stato trasferito da Roma al Cairo e Josef Seifert, filosofo, è stato allontanato dall’insegnamento. Il motivo? Tutti e tre, sia pure in forme diverse, hanno espresso perplessità e critiche su alcuni aspetti dell’attuale magistero papale. Ma quale sarà il titolo del libro? A quanto sembra l’ipotesi a cui si sta lavorando è «Toccàti dalla misericordia».

 

Pare che il Parlamento europeo voglia attribuire il Premio Sacharov per la libertà di pensiero al vescovo di Modena. Come si sa, sua eccellenza ha scritto di recente sul settimanale diocesano un articolo con il quale invita le parrocchie a non ospitare, per incontri e conferenze, alcune categorie di persone. Si tratta di «veggenti e carismatici», ma anche di «giornalisti e intellettuali che manifestano un dissenso sottile o aperto verso la Chiesa ufficiale e soprattutto verso papa Francesco». Nella motivazione del premio Sacharov attribuito al presule si legge fra l’altro: «Per la sua azione indefessa a difesa dei diritti umani, primo fra tutti la libertà di parola e di pensiero, in linea con la dottrina sociale della Chiesa, e per la disponibilità a un confronto aperto e sincero, immune da ogni forma di prevenzione e pregiudizio».

 

Pare che un corso rapido di discernimento sia stato organizzato a livello internazionale. I primi convocati sono i ragazzi belgi che, mentre il cardinale De Kesel festeggiava con i protestanti i cinquecento anni dall’inizio della Riforma, hanno recitato il rosario nella cattedrale di Bruxelles. Insieme ai ragazzi belgi, convocati anche i milioni di polacchi che hanno recitato il rosario lungo i confini nazionali in segno di pentimento e riparazione per i peccati commessi, come richiesto dalla Madonna a Fatima cent’anni fa. Il corso rapido di discernimento avrà per titolo «Per un cammino di liberazione. No ai muri sì ai ponti» e si terrà, pare, in un ex campo di rieducazione cinese.

 

Pare che la Pontificia accademia delle scienze sociali non terrà più in Vaticano congressi internazionali sui cambiamenti climatici. Pare anche che la suddetta accademia non inviterà più ai suoi convegni esponenti della cultura abortista e neomalthusiani convinti.

 

Pare che la precedente notizia sia stata prontamente smentita.

 

Pare che la Conferenza episcopale degli Stati Uniti, dopo aver bannato dalla propria pagina Facebook tutti gli utenti che stavano inviando messaggi di protesta contro l’allontanamento di padre Weinandy, abbia deciso di pubblicare un documento. Il titolo, a quanto sembra, sarà: «Come si fa il dialogo nella Chiesa? L’importanza dell’ascolto».

 

Pare che le ragioni addotte dalla polizia, per giustificare il fatto di aver fermato (in territorio italiano) un camion con una grande foto di Carlo Caffarra e un messaggio di stima per il cardinale recentemente scomparso, non siano quelle trapelate. «Il cardinale Caffarra non era in linea con papa Francesco», hanno detto i poliziotti spiegando il provvedimento. Pare però che il vero motivo sia una questione di precedenze. Aveva dato la precedenza alla verità.

 

Aldo Maria Valli