Ecco Francesco fotografato dai cattolici Usa

Il papato di Francesco sta per compiere cinque anni e, secondo un’indagine del Pew Research Center (istituto di ricerche sociali con sede a Washington) la stragrande maggioranza dei cattolici americani continua ad avere un’opinione favorevole su Bergoglio. La maggior parte degli interpellati dice infatti che Francesco ha rappresentato un cambiamento importante  e positivo  per la Chiesa cattolica. Tuttavia ci sono anche segnali di un crescente scontento, specie fra i cattolici della destra politica.

Secondo l’indagine (http://www.pewforum.org/2018/03/06/pope-francis-still-highly-regarded-in-u-s-but-signs-of-disenchantment-emerge/) attualmente l’84% dei cattolici americani ha un giudizio favorevole su papa Francesco, quota praticamente identica a quella di quattro anni fa, dopo un anno dall’elezione. Inoltre circa nove cattolici statunitensi su dieci descrivono papa Francesco come misericordioso e umile.

«Ma mentre Francesco rimane piuttosto popolare – sostiene la ricerca – ci sono segni che i cattolici americani siano meno innamorati di lui di quanto lo fossero una volta. Ad esempio, la quota di cattolici americani che dicono che papa Francesco è “troppo liberale” è cresciuta di quindici punti percentuali dal 2015 a oggi (dal 19% al 34%) e circa un quarto dei cattolici statunitensi (24%) ora lo giudica ingenuo, rispetto al 15% del 2015».

Nello stesso periodo, la quota di cattolici americani che hanno attribuito a papa Francesco voti  eccellenti o buoni per il suo modo di affrontare lo scandalo sugli abusi sessuali è scesa dal 55% al ​​45%, e bisogna tener conto del fatto che il sondaggio è stato condotto prima della  visita di Bergoglio in Cile e Perù, viaggio che ha suscitato nuove domande e sollevato nuove polemiche circa la gestione del problema da parte del papa.

Anche se a conti fatti Francesco, dicono i ricercatori, continua a raccogliere più elogi che critiche, diminuisce la quota di cattolici che assegnano al papa valutazioni positivi circa il suo impegno nella diffusione della fede cattolica e la difesa dei valori morali tradizionali.

Il sondaggio dimostra poi una polarizzazione crescente tra i cattolici repubblicani e i cattolici democratici.  Se quattro anni fa la differenza tra cattolici repubblicani e democratici favorevoli a Francesco era minima (90% tra i primi, 87% tra i secondi), oggi la forbice è aumentata: i cattolici democratici favorevoli sono infatti l’89% rispetto al 79% dei cattolici repubblicani. Tra i primi la percentuale di coloro che ritengono Francesco «troppo liberale» è più che raddoppiata rispetto al 2015 (passando dal 23% al 55%). Allo stesso modo, rispetto al 16% del 2015, oggi un terzo dei repubblicani cattolici dicono che Bergoglio  è «ingenuo» («naïve»).

Nello stesso periodo, la percentuale di cattolici repubblicani secondo i quali Francesco rappresenta un cambiamento importante e positivo per la Chiesa cattolica è diminuita dal 60% al 37%, mentre tra i cattolici democratici la quota di coloro che hanno questa opinione è passata dal 76% al 71%.

Condotto dal Pew Research Center dal 10 al 15 gennaio 2018 su un campione di 1503 adulti, il sondaggio indica che circa sei americani su dieci hanno un giudizio favorevole su papa Francesco, leggermente al di sotto del picco del 70% registrato nel febbraio 2015 e all’inizio del 2017.

Mentre Francesco sembra dunque mantenersi abbastanza popolare, l’analisi del centro ricerche sostiene che da quando Bergoglio è diventato papa c’è stata una leggera diminuzione degli americani di fede cattolica  (22% nel 2012, 20% nel 2017) né ci sono indizi di una crescita ispirata da Francesco per quanto riguarda le presenze dei cattolici alle messe. Nessun «effetto Francesco», dunque. Anzi, se un anno prima della sua elezione i cattolici americani che dicevano di andare a messa una volta alla settimana erano pari al 41%, nel 2017 la quota era già scesa al 38%.

Altri dati dimostrano che alcune tendenze in corso tra i cattolici americani già prima dell’elezione di Francesco si sono consolidate sotto il suo pontificato. Ad esempio, la percentuale di cattolici americani ispanici è cresciuta dal 32% del 2012, un anno prima che Bergoglio diventasse papa, al 36% odierno. E la percentuale di cattolici statunitensi favorevoli al matrimonio di gay e lesbiche è cresciuta dal 54% del 2012 al 67% del 2017.

Circa la metà dei cattolici interpellati (55%) afferma che i sacerdoti della loro parrocchia sono «molto solidali» con papa Francesco, e un ulteriore 23% afferma che i loro sacerdoti sono «abbastanza solidali». Solo il 2% afferma che i loro preti sono «non troppo» o «per nulla» favorevoli al pontefice.

Circa sei cattolici su dieci (58%) affermano che Francis sta facendo un lavoro «eccellente» o «buono»  per quanto riguarda la nomina di nuovi vescovi e cardinali, e il 55% afferma che Bergoglio sta svolgendo un lavoro «eccellente» o «buono» circa le questioni ambientali.

Circa tre quarti degli interpellati dicono che il pontefice ha fatto «molto» (33%) o «un po’» (41%) per far sì che la Chiesa cattolica accetti di più l’omosessualità. E sette cattolici statunitensi su dieci dicono che papa Francesco ha fatto «molto» o «almeno un po’» per rendere la chiesa più favorevole al divorzio e alle seconde nozze.

In generale la popolarità di Francesco si mantiene più alta rispetto a quanto successe con Benedetto XVI, ma non raggiunge i livelli di Giovanni Paolo II dalla fine degli anni Ottanta alla metà degli anni Novanta.

Quanto ai sottogruppi, si nota che i cattolici che frequentano la messa almeno una volta alla settimana attribuiscono a Francesco valutazioni leggermente più alte di quelle espresse da coloro che frequentano la messa meno spesso.

Da notare poi che tra i protestanti bianchi è cresciuta la valutazione favorevole a Francesco, dal 9% del 2013 al  28% di oggi. Andamento simile a quello che si registra tra gli americani religiosamente non affiliati, tra i quali i favorevoli a Francesco sono passati dal 39% di cinque anni fa  al 58% , ma con una vistosa diminuzione rispetto al 71%  raggiunto nel gennaio 2017.

Alla domanda su qual è stata la cosa più significativa fatta da Francesco nel pontificato i cattolici americani indicano una vasta gamma di temi. Circa uno su dieci sottolinea l’impegno per dare un buon esempio cristiano, aprire la Chiesa, e farla diventare più accogliente («more accepting»), aiutare i poveri. Un altro 7% afferma che il suo più grande contributo è stato quello di rendere la Chiesa cattolica più aperta nei confronti di gay e lesbiche, mentre il 5%  fa riferimento al lavoro per unire la comunità cattolica e incoraggiare la comunicazione e il dialogo.

Solo il 4% dei cattolici americani elenca azioni negative (come l’eccessivo coinvolgimento in politica o l’allontanamento dei cattolici conservatori), mentre un altro 4% dice che il papa non ha fatto nulla di significativo.  Piuttosto alta, quasi il 30%, la quota di chi si dice non in grado di indicare un’azione significativa.

Aldo Maria Valli