Burke: in Irlanda pro-life abbandonati da Roma

L’accusa è senza mezzi termini: i cattolici irlandesi che si sono schierati dalla parte della vita, contro l’aborto, “non hanno ricevuto sostegno da Roma”. Chi lo afferma è il cardinale Raymond Leo Burke, che in un’intervista al settimanale polacco Sieci,

https://wpolityce.pl/kosciol/399380-sytuacja-w-kosciele-jest-alarmujaca-kard-burke-dla-sieci-fundamentalne-prawdy-wiary-sa-podwazane-stawiane-pod-znakiem-zapytania

tra i più letti nel paese, spiega che, esattamente come nel precedente referendum sul cosiddetto matrimonio omosessuale, anche nella consultazione referendaria sull’aborto la gente che ha combattuto per difendere i principi morali non ha ricevuto sufficiente incoraggiamento e aiuto né da Roma né dai vescovi irlandesi. Quello che è successo, dice il cardinale, dimostra che la situazione nella Chiesa è “allarmante”, soprattutto perché all’interno della Chiesa stessa ci sono leader che mettono in dubbio ciò che dovrebbe essere l’insegnamento sicuro, al punto che “le verità fondamentali della fede vengono minate e messe in discussione”.

“L’insegnamento morale – argomenta Burke – ci dice che certi comportamenti sono cattivi sempre e ovunque e che non possono essere definiti buoni in nessuna circostanza. Ciò vale per i comportamenti sessuali con una persona dello stesso sesso e anche per relazioni sessuali extraconiugali”, ma “ora il consenso a questo tipo di pratiche appare anche nella Chiesa”. “Ripeto: è molto allarmante. Attualmente c’è anche l’assenza di una forte leadership da Roma, che potrebbe chiarire queste questioni e rimuovere l’incertezza “.

Il cardinale Burke poi mette in guardia dal permettere che la fede cattolica sia rimossa dalla sfera pubblica e relegata in quella esclusivamente privata, da coltivare soltanto all’interno delle abitazioni e degli edifici di culto. “Le persone dovrebbero capire che vivere in Cristo significa agire in Cristo anche nella sfera pubblica e quindi nella politica, nell’educazione, nella sanità e negli affari. Quando la nostra religiosità è solo privata, quando è riferita solo a ciò che facciamo a casa e in chiesa, non ha futuro. Un tale tipo di religiosità non potrà sopravvivere nel mondo moderno”.

Nel corso dell’intervista, della quale lifesitenews fornisce una sintesi in inglese

https://www.lifesitenews.com/news/cardinal-burke-irish-catholics-did-not-receive-support-from-rome-in-abortio

Il cardinale indica l’Irlanda come esempio di ciò che può accadere a un paese cattolico quando la fede è sostanzialmente bandita dalla vita pubblica e relegata in quella privata e individuale. “Gli Stati stanno entrando sempre di più in tutti gli aspetti della vita, in diverse aree della realtà. Interferiscono con la vita umana e la secolarizzano. E si finisce con quello che è successo in Irlanda”.

La secolarizzazione conduce all’abbandono dei fondamenti morali che non sono solo cattolici ma, in generale, trovano fondamento nella legge naturale. Di qui l’osservazione secondo cui “la situazione dell’Europa occidentale è difficile, molto seria. Basta guardare a ciò che sta accadendo attualmente nella Chiesa in Germania”, dove la Chiesa di fatto ha smesso, denuncia Burke, di difendere la verità circa il matrimonio e la Santa Comunione.

Il processo di secolarizzazione in corso all’interno della Chiesa, spiega il cardinale, conduce la Chiesa stessa a entrare nel mondo e nella cultura, ma “senza portare con sé un forte messaggio cristiano”.

In Polonia, dice Burke, c’è ancora una robusta cultura cattolica e cristiana, ma va difesa, perché il paese può prendere la stessa direzione dell’Irlanda.

Dal cardinale viene una richiesta ai fedeli: tornare il più spesso possibile all’insegnamento di san Giovanni Paolo II, oggi purtroppo quasi assente nella comunicazione della Santa Sede. Infine un appello ai polacchi: “Siate coraggiosi. Non lasciate dilagare l’idea che non si può fare nulla. Preparatevi a combattere, anche a soffrire. La sofferenza può essere sia fisica sia sociale. Vi possono schernire, mettere in ridicolo, isolarvi, combattervi con l’indifferenza. Potrebbero esserci anche persecuzioni e addirittura imprigionamenti, tuttavia dobbiamo combattere per ciò che è la nostra vita, la nostra vita eterna. Non possiamo permettere che la Chiesa vada in una falsa direzione”.

Aldo Maria Valli

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