Aldo Maria Valli

Individualista e statalista. Ovvero italiano

Che cosa qualifica gli italiani? Difficile rispondere. Al di là del folclore superficiale, non c’è un vero tratto distintivo nazionale. Le caratteristiche peculiari riguardano non tanto la nazione quanto l’area locale. Il nostro è il paese dei campanili, dei particolarismi. In certe occasioni, specialmente di carattere sportivo, ci trasformiamo in nazione, ma in questi casi, anche se ci mostriamo patriottici, nel profondo dell’animo avvertiamo che l’operazione ha sempre un che di forzato, se non proprio di falso. Invece ci sentiamo bene nella piccola comunità alla quale apparteniamo: quello è il mondo che riconosciamo come nostro e ci riconosce. Ma davvero…

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Il miglior manuale di educazione? Il Catechismo

Oggi si parla spesso di «emergenza educativa», e così l’educazione sembra qualcosa di inquietante. Dovremmo invece pensare che educare è sì difficile, ma anche naturale. Non dobbiamo far diventare l’educazione più difficile di quello che è. Dovremmo riscoprire la bellezza dell’educare, di questa avventura che può essere appassionante e coinvolgente. Educare viene da educere, condurre fuori. Condurre dove? E fuori da che cosa? Benedetto XVI, nel messaggio per la Giornata mondiale della pace 2012 (Educare i giovani alla giustizia e alla pace), spiega che si tratta di «condurre fuori da se stessi per introdurre nella realtà, verso una pienezza che…

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Il «pueblo» secondo Francesco

Da dove viene l’idea di popolo, così centrale nella visione politica, sociale ed economica di papa Francesco? Visto che il concetto continua ad avere un ruolo importante nel pensiero di  Bergoglio e ad essere al centro di commenti (fra l’altro domani, 5 ottobre, il quotidiano «Il Manifesto» pubblicherà un libro, «Terra, casa, lavoro», con i tre discorsi di Francesco ai movimenti popolari), rispondere alla domanda, o almeno provarci, può aiutare a capire meglio il retroterra culturale dell’attuale successore di Pietro. Nel libro-intervista con Dominique Wolton «Politique et société. Un dialogue inédit», uscito in Francia ai primi di settembre (e del…

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Don Camillo e le lasagne

Entro nella basilica di San Petronio proprio mentre è in corso il pranzo del papa con i poveri, i senza tetto, i migranti, gli anziani soli, i detenuti. Sui lunghi tavoli sono state stese tovaglie bianche. Vedo che alcuni volontari stanno servendo le lasagne fumanti. L’atmosfera è serena. Tutti conversano. Il papa sorride. Il profumo, devo dire, è buono. Cerco di restare un po’ defilato. Se qualcuno scoprisse che sono qui potrebbero essere guai. La stampa non è stata invitata. Mentre mi aggiro furtivo tra le cappelle laterali, scorgo una figura in penombra, robusta. Mi avvicino. È un uomo piuttosto…

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Perché Francesco non va in Argentina

Perché papa Francesco non ha ancora visitato la sua Argentina e, a quanto pare, non lo farà neppure nel 2018? La domanda tiene banco nel paese natale di Bergoglio, e non solo, dopo che il Vaticano ha fatto sapere che neppure per l’anno prossimo è in programma un viaggio a Buenos Aires. Sicuramente, scrive  Sergio Rubin sul «Clarín», molti argentini interpretano l’annuncio vaticano come conferma del fatto che il pontefice non ha simpatia nei confronti del presidente Mauricio Macri, ma è più probabile che la precisazione del portavoce papale, Greg Burke, sia arrivata per fare chiarezza dopo che diversi esponenti…

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Maschile, femminile

Laura Boldrini, presidente della Camera da tempo impegnata nella battaglia per declinare al femminile titoli professionali e cariche pubbliche, vuole che anche a Montecitorio si faccia lo stesso. Per cui, nel caso l’incarico sia ricoperto da una donna, niente più tecnico ma tecnica, niente più ragioniere ma ragioniera, niente più segretario ma segretaria eccetera. Le segretarie, a dir la verità, si sono lamentate. Hanno detto: proprio ora che siamo riuscite a farci chiamare al maschile, perché la definizione femminile del nostro lavoro ci sembra sminuente,  ecco che torniamo al passato. La questione è spinosa. Anche se l’Accademia della crusca ha…

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“Ecco perché abbiamo firmato”

Tra i firmatari (nel momento in cui scrivo siamo a quota 146) della «Correctio filialis de haeresibus propagatis» resa nota lo scorso 24 settembre c’è un vescovo, René Henry Gracida, novantaquattro anni, che nel suo blog (https://abyssum.org/2017/09/27/why-we-signed-the-filial-correction/) ha voluto spiegare le ragioni della scelta. Nato a New Orleans nel 1923, figlio di un architetto e ingegnere di origine messicana, Gracida prese parte alla seconda guerra mondiale nell’aviazione degli Stati Uniti, sui bombardieri impegnati in Europa contro il nazismo. Trentadue le sue missioni: una storia che impressionò Giovanni Paolo II. Sacerdote dal 1959, nel 1983 fu nominato vescovo della diocesi di Corpus…

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“Amoris laetitia”, le etichette e la verità

Siccome da tempo vado dicendo che in «Amoris laetitia» c’è qualcosa di non cattolico, per alcuni sono diventato improvvisamente un tradizionalista. Ci sono amici che, dandosi di gomito, mi guardano pieni di tristezza e dicono: «Poverino. Era una così brava persona, e ora è tradizionalista». Come se mi fossi preso una brutta malattia. «Che cosa ti è successo?», mi ha chiesto una simpatica collega che non vedevo da un annetto. Pensando si riferisse agli avvenimenti notevoli degli ultimi mesi, ho risposto giulivo: «Sono diventato nonno, due volte!». «Non intendevo quello», ha ribattuto leggermente infastidita e sventolando una mano, come quando…

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La correzione filiale e quella valanga innescata da “Amoris laetitia”

«Beatissimo Padre, con profondo dolore, ma mossi dalla fedeltà a Nostro Signore Gesù Cristo, dall’amore alla Chiesa e al papato, e dalla devozione filiale verso di Lei, siamo costretti a rivolgerLe una correzione a causa della propagazione di alcune eresie sviluppatesi per mezzo dell’esortazione apostolica “Amoris laetitia” e mediante altre parole, atti e omissioni di Vostra Santità». È sufficiente questo incipit per avvertire tutta la drammaticità della correzione filiale (http://www.correctiofilialis.org/) che quaranta sacerdoti e studiosi laici cattolici hanno inviato a papa Francesco l’11 agosto. Nella presentazione si legge: «Per il fatto che non è stata ricevuta nessuna risposta dal Santo…

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Oggi mi sposo

Leggo che a Lissone, vicino a Monza, una gentile signora quarantenne è diventata «la prima sposa single d’Italia». Sposa single? Sì, proprio così. La gentile signora, di nome Laura, ha fatto tutto per bene: ha scelto l’abito bianco dei suoi sogni, ha invitato amici e parenti, ha tagliato la torta, ha distribuito le bomboniere e non ha dimenticato di lanciare il bouquet. Solo che non c’era il marito. E non c’era non perché ci avesse ripensato, o fosse fuggito all’ultimo istante, ma perché non c’è mai stato. La signora infatti ha deciso di sposarsi con se stessa. E chi l’ha…

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Le parole di Pietro

Le numerose e sempre vivaci reazioni a quanto Francesco dice durante le conferenze stampa sui voli di rientro dai viaggi apostolici internazionali (l’ultimo, quello dalla Colombia),  spingono ad alcune riflessioni sul modo di comunicare del papa e sulla portata delle sue opinioni personali. Indagine che si lega da un lato alla questione del rilievo assunto dalla figura papale nella sfera pubblica, dall’altro a un’analisi degli autentici compiti  del successore di Pietro. Per secoli il vicario di Cristo sulla terra ha vissuto nella riservatezza, ha parlato poco e pochi erano al corrente di ciò che diceva, tanto che si poteva benissimo…

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Il clima che cambia. Le risposte della scienza

«Chiedete agli scienziati!» ha detto papa Francesco in aereo, di ritorno da Bogotà, a proposito dei cambiamenti climatici. «E vedrete che vi diranno che il riscaldamento del pianeta è colpa dell’uomo. Ma l’uomo è stupido». Per cui il sottoscritto, che sa di non sapere e di essere molto ma molto stupido, ha chiesto. Ed ecco i risultati. Scienziato A. Il riscaldamento del pianeta non è colpa dell’uomo. È una faccenda di cicli. Per un tot di secoli la terra ha la tendenza a raffreddarsi, poi per un tot di altri secoli mostra la tendenza opposta, e via così, con andamento…

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Spigolature colombiane

Bogotá, metropoli di oltre otto milioni di abitanti, è una delle città più violente al mondo e, stando alle statistiche, la più pericolosa delle Americhe. A dispetto delle apparenze (in giro si vede gente tranquilla, spesso sorridente), i tassi di criminalità sono impressionanti. Così non deve stupire che i giornali di qui, nel commentare la visita del papa, mettano in primo piano il fatto che da quando è arrivato Francesco per ben due giorni (record senza precedenti) non ci sono state uccisioni. Una specie di miracolo. Da parte dei «cachacos» (così si chiamano gli abitanti di Bogotà) «un comportamento molto…

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La Bibbia, la vecchiaia, i nipoti. Pensierini di fine estate

Durante la calda estate ho potuto fare, sia pure a intermittenza, il nonno di due nipotini e i ricordi che conservo sono notevoli, meglio che se fossi andato alle Seychelles. Il primo ricordo è la faccia corrucciata del nipote maschio,  due anni e mezzo, mentre mi chiama «lupo mannao» e mi allontana da lui fingendosi terrorizzato. «Mannao» sta per «mannaro», soprannome che il pargolo mi ha affibbiato a causa di un certo sguardo che gli faccio per gioco, ad occhi spalancati. Non so dove e come abbia appreso la nozione di lupo mannaro (il bimbo ama moltissimo i libri ed…

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La grande bruttezza

Dopo pranzo ci troviamo alla macchinetta del caffè, ci guardiamo, beviamo e sospiriamo. Siamo tre amici, tre colleghi. Parliamo di Roma e del suo degrado. Viviamo qui, lavoriamo qui. Vorremmo che questa città, unica al mondo, potesse risplendere della sua bellezza ed essere onorata per ciò che è, per ciò che rappresenta nella storia della civiltà umana, e invece di giorno in giorno la vediamo sempre più oltraggiata, offesa, umiliata. Torme di maleducati la sporcano, la utilizzano come sfogatoio delle loro peggiori pulsioni. Se fino a qualche tempo erano le periferie lo squallido scenario della degradazione, ora anche il centro…

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Dare anime a Dio. La lezione di padre Domenico Barberi

Il 27 agosto, oltre a santa Monica, la mamma di sant’Agostino, la Chiesa cattolica ha ricordato Domenico Della Madre di Dio, al secolo Domenico Barberi, il passionista italiano che accolse nella fede cattolica John Henry Newman. Morto a Reading nel 1849 e beatificato da Paolo VI nel 1963, Barberi non è molto noto, eppure la sua figura merita di essere conosciuta per più aspetti. «Ogni santo – scrive sul “Catholic Herald” don Alexander Lucie-Smith – ha qualcosa da insegnarci, e il beato Domenico non fa eccezione». Newman lo definì un meraviglioso missionario e un predicatore pieno di zelo, un religioso…

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Viva il cane! Sì, però…

Dunque domani, 26 agosto, sarà la Giornata internazionale del cane (da non confondere con la Giornata internazionale del cane in ufficio, che si tiene, se non sbaglio, a giugno). Confesso che non ero a conoscenza della Giornata di domani, ma d’altra parte è difficile stare dietro alle Giornate mondiali e internazionali. L’Onu, l’Unesco, l’Unione europea e via dicendo sono piene di persone fantasiose che inventano Giornate a raffica e ormai ce n’è una ogni giorno. In un mondo secolarizzato, dimentichiamo i santi ma abbiamo le laicissime Giornate, che onoriamo con un’attenzione e uno scrupolo senza pari. Dirò subito che i…

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Migranti, sicurezza, ius soli. Leggendo il messaggio di Francesco

L’ultimo messaggio di Francesco per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (14 gennaio 2018) è stato variamente commentato ed ha sollevato polemiche in campo politico, specie a proposito del punto in cui il papa si occupa del diritto alla nazionalità. Ci permettiamo anche noi qualche commento e partiamo proprio dal presunto assist del papa alle legge sullo «ius soli». Il passaggio è forse un po’ sbrigativo, il che può renderlo ambiguo. Però, se si legge con attenzione, si vede che il problema che Bergoglio intende affrontare è piuttosto quello della apolidia, ovvero delle persone prive di qualunque cittadinanza….

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Pietro e la professione di fede. Contro le adulterazioni

Tempo fa è stato monsignor Nicola Bux, in un’intervista a Edward Pentin («Monsignor Bux: We Are in a Full Crisis of Faith», in «National Catholic Register», 21 giugno 2017) a proporre che il papa, quando la crisi della fede si manifesta con particolare evidenza, proceda con una professione di fede, per ribadire i punti centrali del «depositum fidei» e confermare così i fratelli. E adesso sulla questione torna il cardinale Walter Brandmüller, uno dei quattro porporati dei «dubia». Nel saggio «Der Papst: Glaubender – Lehrer der Glaübigen» («Il papa: credente e maestro dei fedeli»), pubblicato nel fascicolo di agosto di…

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Islam, fondamentalismo, Europa. La parola a tre gesuiti e una giornalista

I fatti di Barcellona riportano sotto i riflettori il fondamentalismo islamico. Al di là delle notizie di cronaca, ci si interroga sui motivi profondi dell’attacco in corso. Ecco quattro opinioni qualificate. Le prime tre sono di altrettanti studiosi gesuiti, la quarta di una giornalista francese.     Padre Henri Boulad: quale islam? Padre Boulad, lei è stato rettore del Collegio dei gesuiti al Cairo dove hanno studiato tanti musulmani e cristiani, un esempio concreto di convivenza. Eppure oggi il mondo sembra essere sotto attacco dallo stesso islam. Ma di quale islam parliamo? È questo il punto. Nel Corano ci sono…

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