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Il papa in Egitto e quei nodi che l’Islam deve sciogliere

Venerdì mattina, a Dio piacendo, mi imbarcherò sul volo papale per seguire la visita di Francesco al Cairo. E sabato sera, sempre a Dio piacendo, saremo di ritorno.  Un viaggio breve, dunque, ma che vale per tre. Come infatti ha ricordato lo stesso Francesco nel videomessaggio inviato al popolo egiziano, il papa va in Egitto per portare solidarietà ai cristiani copti colpiti dai recenti attentati, per incontrare la piccola comunità cattolica del paese e per far visita al Grande Imam di al-Azhar, Muhammad Ahmad al-Tayyib, il più importante esponente religioso dell’Egitto sunnita, responsabile sia della moschea sia dell’Università di al-Azhar. I significati…

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Nella vigna. Per il Signore

Se ci pensiamo, c’è qualcosa di paradossale e, nello stesso tempo, di altamente significativo nell’incontro internazionale che sta per aprirsi a Roma sulle perplessità e i disagi nati in numerosi fedeli cattolici a causa di alcuni contenuti di «Amoris laetitia». L’aspetto paradossale sta nel fatto che i partecipanti, tutti laici, si riuniscono perché vedono nel documento dei vescovi elementi di confusione sotto il profilo sia dottrinale sia pastorale e chiedono che si faccia chiarezza. Abbiamo dunque laici che chiamano in causa i pastori e li mettono in guardia su questioni non secondarie, ma centralissime, per la vita di fede, quali…

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Sulla bocca e in ginocchio. Ecco perché

Sulla bocca e in ginocchio. Così i fedeli hanno ricevuto la comunione durante la messa crismale celebrata dal vescovo di Madison, Wisconsin, Robert Morlino, che in questo modo ha voluto prendere sul serio le indicazioni del cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. In diverse circostanze Sarah ha raccomandato di recuperare la sacralità nell’azione liturgica e di accentuarne la dimensione contemplativa. C’è una tendenza, ha denunciato Sarah, a mettere l’uomo, e non Dio, al centro della liturgia. E non si tratta soltanto di forma. La crisi della liturgia è lo specchio di…

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Giudicare? Ecco perché il cattolico non solo può, ma deve farlo

Dodici anni fa, il 18 aprile 2005, dopo la morte di Giovanni Paolo II, nella «Missa pro eligendo romano pontifice», il decano del collegio cardinalizio, il cardinale Joseph Ratzinger, pronunciò un’omelia che alle orecchie di molti suonò come un programma da affidare al futuro pontefice. Un passaggio, in particolare, colpì tutti i presenti. È quello, famoso, nel quale Ratzinger denunciò la dittatura del relativismo, che ammette come unico metro di giudizio il proprio io moralmente ineducato: «Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero. La piccola barca del pensiero di molti…

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La Via Crucis di quartiere

La croce di legno è portata da un bambino. Attorno a lui i coetanei che frequentano il catechismo. Il parroco raccomanda a tutti: «La croce davanti! Noi dietro! La croce deve precederci!». La serata è fresca, quasi fredda, ma tantissime persone si sono riunite. La Via Crucis parte dal piazzale della parrocchia e si snoda lungo una strada in salita. Le stazioni sono di fronte ad alcune case, dove sono stati allestiti piccoli altari. Qualche automobile è costretta a fermarsi e a spegnere il motore, in attesa che la processione passi, ma nessuno suona il clacson o protesta. Sono state…

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Per ritrovare il desiderio di infinito.

«Is Truth Dead?». La domanda, in caratteri rossi su sfondo nero, riempie l’intera copertina di «Time». «La verità è morta?». Dopo la sconfitta di Hillary Clinton e l’elezione di Donald Trump, negli Stati Uniti i mass media hanno senz’altro da riflettere in proposito. Gli organi di informazione più influenti non solo hanno sostenuto Hillary, ma hanno dipinto Donald come inadatto e impresentabile. Se non che gli elettori hanno scelto proprio Donald. Una figuraccia che ha messo il sistema dell’informazione sul banco degli imputati e ha spinto Arthur Sulzberger jr., editore del «New York Times», in prima fila nell’appoggiare Hillary, a…

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Silenzio, adorazione, formazione. Per ritrovare la vera liturgia

Occorre un equilibro tra la fedeltà alla tradizione e un legittimo sviluppo, senza mai dimenticare la sacralità e la bellezza della liturgia. Non si ripeterà mai a sufficienza che la liturgia, in quanto culmine e fonte della Chiesa, ha il suo fondamento non nella creatività umana, ma in Cristo stesso. Sono questi i concetti che il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, sviluppa nel messaggio inviato al colloquio «Quelle der Zukunft» («La fonte del futuro») svoltosi dal 29 marzo all’1 aprile a  Herzogenrath, in Germania, nel decimo anniversario di «Summorum pontificum»,  la…

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Elemosina sì, elemosina no.

«Molti si domandano se è giusto fare l’elemosina alle persone che chiedono aiuto per strada; lei cosa risponde?». Era il 28 febbraio 2017 quando il mensile di strada «Scarp de’ tenis» poneva questa domanda a papa Francesco. Il quale rispondeva così: «Ci sono tanti argomenti per giustificare se stessi quando non si fa l’elemosina. ”Ma come, io dono dei soldi e poi lui li spende per bere un bicchiere di vino?”. Un bicchiere di vino è l’unica felicità che ha nella vita, va bene così. Domandati piuttosto: che cosa fai tu di nascosto? Tu quale “felicità” cerchi di nascosto? Un…

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Tra sogni e realtà. Il fenomeno dei musulmani che diventano cristiani

L’uomo è vestito di bianco. Si avvicina e dice: «Tu stai uccidendo la mia gente! Io so che mi ucciderai, ma ti do la mia Bibbia». La visione è raccontata da un ex militante jihadista dell’Isis. Dice che in seguito a questo sogno, ricorrente, si è sentito triste, a disagio per ciò che stava facendo, per aver ucciso dei cristiani. Di qui la decisione di leggere la Bibbia e, infine, la conversione. La storia è stata raccontata al «The Voice of The Martyrs Radio Network», emittente di «Voice of the Martyrs», organizzazione missionaria che assiste i cristiani perseguitati nel mondo….

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Soffrire nella Chiesa e per la Chiesa. Le parole chiare di Negri e Burke

In tempi grami come questi, nei quali tanta è la confusione nella Chiesa, la parola di alcuni pastori fedeli al Vangelo di Gesù è quanto mai preziosa. Vorrei qui parlare dell’ultimo intervento di monsignor Luigi Negri sulla rivista «Studi cattolici» (marzo 2017), dove l’arcivescovo emerito di Ferrara – Comacchio è titolare della rubrica «Opportune et importune». Sotto il titolo «Soffrire nella Chiesa e per la Chiesa», Negri parte da un ricordo di monsignor Lugi Giussani per esprimere in modo cristallino alcuni giudizi inequivocabili su questioni che in questi ultimi tempi hanno provocato sconcerto e suscitato tristezza in tanti cattolici. Scrive…

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La “divagarite” e la medicina per guarirla

Sempre più spesso, ascoltando i discorsi degli uomini di Chiesa o leggendo i loro testi, mi accorgo che non parlano delle cose essenziali relative alla fede e alla salvezza delle anime, ma si occupano d’altro. Lo fanno anche bene, dimostrando una certa preparazione. Ma non parlano, o parlano molto poco, o non in prima istanza, di Dio e della rivelazione divina. Non si occupano di quelli che un tempo si chiamavano i «novissimi»  (morte, giudizio, inferno, paradiso), ma preferiscono  parlare d’altro, delle cose terrene. Definirei questo atteggiamento «divagarite». Significa che queste persone divagano.  Per esempio fanno sociologia, discettano di temi…

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La curia, l’economia, il papa. La riforma di Francesco spiegata dal cardinale Maradiaga

Si intitola «Francesco e noi. I grandi protagonisti del nostro tempo raccontano il Papa più amato e discusso» (Piemme, 312 pagine, euro 17,50). L’ha curato il giornalista del «Sole 24 Ore» Francesco Antonioli e raccoglie le testimonianze di cinquanta persone (filosofi, teologi, scrittori, giornalisti, economisti, imprenditori, politici, artisti) che raccontano che cosa pensano di Jorge Mario Bergoglio, come stanno vivendo questo pontificato e come si sentono coinvolti in ciò che Francesco dice e fa. Tra gli interpellati ci sono chierici e laici, credenti e non credenti, italiani e stranieri, cristiani e non cristiani. L’elenco comprende Antonia Arslan, Zygmunt Bauman, Nazir…

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Il sogno

Suona la sveglia, mi alzo, faccio colazione, leggo il giornale. Tra le ultime notizie c’è che il papa ha chiesto ai parroci di stare molto vicini ai giovani che coraggiosamente scelgono di unire le loro vite con il matrimonio cattolico. Accendo il computer.  Leggo che il nuovo preposito generale dei gesuiti in un’intervista ha raccomandato di usare il discernimento come strumento nella vita spirituale per scegliere ciò che davvero avvicina a Dio e tralasciare il resto. Ha detto poi che delle parole di Gesù nel Vangelo possiamo essere del tutto certi. Vado in redazione, guardo la rassegna stampa e vedo…

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Come ti manipolo Francesco. Purtroppo con il contributo di lui stesso

Una lettura istruttiva «Guarda qui!». Quando mia moglie Serena, detta Santa Subito, mi interpella così, significa che ha trovato pane per i miei denti. Siamo seduti al vecchio tavolo della cucina, per la colazione del mattino. Che per noi due si traduce in una specie di rassegna stampa casareccia. Lei mi segnala un po’ di cose che ha letto e ha trovato interessanti, e io faccio lo stesso. Il rapporto in realtà non è proprio paritario, perché Santa Subito al posto degli occhi ha uno scanner e legge molti più articoli del sottoscritto. Comunque sia, questa mattina il suo «guarda…

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Dentro il mistero Fatima

«Un mistero che inquieta e che consola». Si intitola così la prefazione scritta da Vittorio Messori per il libro di Vincenzo Sansonetti «Inchiesta su Fatima» (Mondadori, 196 pagine, 19,50 euro), opera che ricostruisce il «caso Fatima» in tutte le sue implicazioni (storiche, politiche, religiose, spirituali) riportandoci a cent’anni fa, a quei giorni del maggio 1917, mentre in Europa infuriava la guerra più sanguinosa e terribile mai scatenata dall’uomo e in Russia si andava preparando una rivoluzione a sua volta foriera di milioni di morti e radice di un totalitarismo spietato, con riflessi profondi sugli equilibri mondiali e sul volto stesso…

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A proposito di cenere. Un gesto coraggioso e un ricordo di papa Benedetto XVI

La scelta di Carol   È andata in chiesa, ha ricevuto le ceneri e poi si è recata al lavoro così, con la sua bella croce fatta di cenere tracciata sulla fonte. Parliamo di una signora scozzese, di Glasgow,  quarantacinque anni, cattolica, sposata, tre figli, laureata in fisica del laser. Il fatto è che la signora in questione, Carol Monaghan, non è una persona qualsiasi. È infatti una deputata dello Scottish National Party, portavoce del suo partito per il settore servizi pubblici e istruzione alla Camera dei Comuni. E così la sua scelta non è passata certamente inosservata. Tanto più che…

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“Ecco perché tornerei a convertirmi al cattolicesimo”

«Recentemente ho festeggiato il venticinquesimo anniversario della mia conversione al cattolicesimo, e quando ripenso a quel tempo ricordo che era una stagione di grande ottimismo nella Chiesa». Scrive così Eric Sammons, ex evangelico convertito al cattolicesimo nel 1993. Il suo articolo, «Twenty Five Years Later, I Would Still Become Catholic», «Venticinque anni dopo vorrei ancora diventare cattolico», si può leggere nel sito www.onepeterfive.com ed è un contributo molto interessante sia per capire qual è l’attuale stato di salute della Chiesa cattolica sia per considerare in quale misura e per quali motivi la Chiesa cattolica, vista da fuori, può essere attraente….

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Per favore, ridateci i tabernacoli

Non so se succede anche a voi. Quando entro in una chiesa, sempre più spesso fatico a capire dov’è il tabernacolo. Mi tocca cercarlo, come in una caccia al tesoro. E qualche volta non lo trovo proprio. Così come la fantasia degli architetti si sbizzarrisce nel progettare ed edificare chiese che sembrano tutto tranne che chiese cattoliche (possono andare benissimo come palazzetti dello sport o come sale protestanti, ma non come luoghi di culto cattolici), allo stesso modo gli arredatori degli interni, presi da irrefrenabile voglia di novità e cambiamento, spostano il tabernacolo negli angoli più strani e a volte…

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La vera posta in gioco.

«Che cosa significa “misericordia”? Guarisci il mio peccato, rendimi in grado di accettare la tua volontà. Questo significa “misericordia”!». Da qualche tempo (come ho accennato in un altro intervento) sono alle prese con l’insegnamento di un padre spirituale ortodosso del Monte Athos (sto aiutando un giovane e bravo monaco in un lavoro di traduzione) e resto colpito da questa definizione della misericordia. Che suona così antica ma proprio per questo così nuova per noi cattolici. In primo piano non c’è la richiesta che Dio guardi ai limiti della creatura e li giustifichi. C’è una creatura che si sente peccatrice, invoca…

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Ma Gesù ha detto quel che ha detto? I “dubia” del generale dei gesuiti

Dunque, vediamo di riassumere. Per Arturo Sosa «bisognerebbe  incominciare una bella riflessione su che cosa ha detto veramente Gesù. A quel tempo nessuno aveva un registratore per incidere le sue parole. Quello che si sa è che le parole di Gesù vanno contestualizzate, sono espresse con un linguaggio, in un ambiente preciso, sono indirizzate a qualcuno di definito». Ora, anche se ha un nome da calciatore, Arturo Sosa non è l’ultimo acquisto dell’Atalanta. È un religioso. Un gesuita. Anzi, il generale dei gesuiti. Il successore di sant’Ignazio. E dice che le parole di Gesù non sono proprio sicure, perché all’epoca nessuno…

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