Blog

La versione di Messori

«Ormai, anche per tanti credenti divenuti incerti sulla verità dell’Aldilà cristiano, potrà sembrare strano quanto sto per dire: ma il progetto che domina su tutti è di chiudere “bene” la mia avventura terrena. Insomma, per dirla chiara: vorrei innanzitutto morire “bene”, nel senso evangelico». Sapete di chi sono queste parole così inusuali? Non di un cardinale, non di un vescovo, di un parroco, di un religioso o di un teologo. Sono in realtà di un laico cattolico, ma non di uno qualunque: Vittorio Messori. La riflessione si trova nella bella intervista fatta a Messori da Aurelio Porfiri alla fine del…

Continua a leggere

Le buone tagliatelle di Caffarra

«L’alternativa a una Chiesa senza dottrina non è una Chiesa pastorale, ma una Chiesa dell’arbitrio e schiava dello spirito del tempo: praxis sine theoria  coecus in via, dicevano i medioevali». Basterebbero queste poche parole per fare di «Prediche corte, tagliatelle lunghe» un libro imperdibile, ma nelle 208 pagine del volume, pubblicato dalle Edizioni Studio Domenicano, c’è molto di più. C’è tutta la saggezza e tutta la fede dell’autore, il compianto cardinale Carlo Caffarra (1938 – 2017), che qui rivive attraverso una scelta dei suoi interventi da arcivescovo di Bologna, a cura di Lorenzo Bertocchi e Giorgio Carbone. Da buon emiliano…

Continua a leggere

Parole chiare per la vita

«Esistono certi atti intrinsecamente malvagi e che è sempre proibito commettere. L’uccisione diretta di un essere umano innocente è sempre gravemente immorale. Di conseguenza, l’aborto, l’eutanasia e il suicidio assistito sono atti intrinsecamente malvagi. Il matrimonio è l’unione esclusiva e indissolubile di un uomo e di una donna e tutti gli atti sessuali al di fuori del matrimonio e tutte le forme di unione contro-natura sono intrinsecamente negativi e gravemente nocivi per gli individui e la società. L’adulterio è un grave peccato e coloro che vivono in adulterio non possono essere ammessi ai sacramenti della Penitenza e della Santa Comunione,…

Continua a leggere

Il primo presepio e il settimo clandestino

Ogni tanto ci succede. Al mattino, per  lo più, al momento della prima colazione. In cucina, al vecchio tavolo di legno, naturalmente, davanti alla tazzina di caffè fumante. Oggi è successo. Mentre parliamo del più e del meno, ma soprattutto dei nostri sei figli, che restano l’argomento principale delle conversazioni mattutine, il pensiero vola al bambino che non è nato. Parafrasando il titolo di un racconto di Guareschi, questo figlio lo chiamo il settimo clandestino. Se fosse nato, oggi avrebbe venticinque anni. Ne parlo al maschile ma in realtà non sappiamo se era un lui o una lei. L’aborto spontaneo…

Continua a leggere

Perché la Chiesa deve giudicare

Avrò avuto cinque o sei anni. Con l’amico Graziano giocavo nel giardino di casa. Vedemmo passare il signor Mario, che abitava lì accanto. Grassottello e pelato, incedeva con la sua tipica sicumera. La tentazione fu irresistibile. Graziano intonò una filastrocca in dialetto, che prende in giro i calvi, e io mi accodai. Nascosti dietro la siepe, eravamo sicuri dell’invisibilità e dell’impunità. Errore. La sera stessa la moglie del vicino suonò da noi e raccontò tutto alla mia mamma. Terrorizzato, mi nascosi sotto il letto. Ma la mamma non si impietosì. Pretese una confessione completa e l’indomani mi portò dal vicino…

Continua a leggere

Sì, Dio permette la tentazione. Perché siamo chiamati a scegliere

«E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male». Recenti dichiarazioni di papa Francesco («Non è una buona traduzione. Anche i francesi hanno cambiato il testo con una traduzione che dice “non mi lasci cadere nella tentazione”: sono io a cadere, non è lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto. Un padre non fa questo, un padre aiuta ad alzarsi subito») hanno riaperto una vecchia questione. Ma se per secoli i cristiani hanno pregato così, è possibile che abbiano preso tutti un abbaglio? Davvero sarebbe meglio dire «non abbandonarci nella tentazione», come si legge…

Continua a leggere

Ma perché Pietro viaggia?

Da poco rientrato dal Myanmar e dal Bangladesh, ripenso ad alcune delle risposte date dal papa in aereo, sul volo di ritorno. E, per quanto mi sforzi, non riesco a respingere alcune perplessità. La prima è sotto forma di domanda: ma perché il papa è andato nel Myanmar e nel Bangladesh? Il quesito non sembri peregrino. Da quando i successori di Pietro si sono messi a viaggiare, lo scopo principale delle loro trasferte è sempre stato uno solo: confermare i fratelli nella fede, e soprattutto i fratelli più lontani e più soli, quelli che vivono in mondi e contesti nei…

Continua a leggere

Dopo il Myanmar e il Bangladesh

Tra poche ore salirò sul volo papale che, a Dio piacendo, farà ritorno a Roma, dopo il viaggio apostolico nel Myanmar e nel Bangladesh. Butto giù qualche impressione rapida e chiedo scusa anticipatamente per la superficialità, ma non voglio lasciarvi senza due parole. In generale, anche con il contributo determinante di noi della stampa, l’impressione è che il contenuto principale del viaggio sia diventato il popolo Rohingya e che tutta la narrazione si sia trasformata in una sorta di crescendo verso l’incontro di Francesco, avvenuto ieri qui a Dacca, con il gruppo di profughi provenienti dal campo di Cox Bazar….

Continua a leggere

Francesco in Myanmar. Il nodo Rohingya e le ombre cinesi

I generali hanno voluto subito mettere le cose in chiaro. Chiedendo di essere ricevuti a poche ore dall’arrivo del papa, prima di ogni altro incontro di Francesco in Myanmar, hanno dimostrato che qui comandano ancora loro, sebbene la transizione verso la democrazia sia formalmente incominciata. Cinque i generali che sono andati da Francesco nella residenza dell’arcivescovo (a Yangon non c’è ancora una nunziatura perché le relazioni diplomatiche con la Santa Sede sono state allacciate da poco). Proprio la transizione politica verso un sistema più democratico, ha riferito il portavoce vaticano Greg Burke, è stato l’argomento al centro del dialogo, durato…

Continua a leggere

La lezione del curling

Sono soddisfazioni. L’Italia, ahinoi, non andrà a mondiali di calcio, però ha centrato l’obiettivo di andare a quelli di curling. Ai campionati europei di San Gallo (Svizzera), gli azzurri hanno infatti vinto lo spareggio con la Finlandia, conquistando così la qualificazione alla manifestazione iridata di Las Vegas 2018. Se pensate a una «fake new», altrimenti detta bufala, andate a verificare: è tutto vero. Come sarebbe a dire che cos’è il curling? Davvero non lo sapete? Il curling è quel gioco che si gioca sul ghiaccio, con le scope in mano, e consiste nel lanciare dei cosi che assomigliano a pentole…

Continua a leggere

Contro il venerdì nero

Oggi, 24 novembre, usciamo da una giornata da incubo. Attraverso i mass media siamo stati bombardati, inseguiti, perseguitati, tormentati da messaggi all’insegna del «black friday», il venerdì nero dell’acquisto forsennato. Importato, tanto per cambiare, dagli Stati Uniti, il «black friday» viene dopo il «thanksgiving day», il giorno del ringraziamento, osservato il quarto giovedì di novembre per ringraziare Dio del raccolto. Una festa, quest’ultima, che ha origine nel Seicento, quando i primi pionieri sentirono il bisogno di dire grazie a Dio per essere riusciti a sostentarsi (dietro consiglio dei nativi) con il granoturco e i tacchini. Di qui l’idea, che risale…

Continua a leggere

Giovanni Paolo II e l’Islam

«Vedo la Chiesa afflitta da una piaga mortale. Più profonda, più dolorosa rispetto a quelle di questo millennio, quella del comunismo e del nazismo. Si chiama islamismo. Invaderanno l’Europa. Ho visto le orde provenire dall’Occidente e dall’Oriente». Queste parole di Giovanni Paolo II, riferite da monsignor Mauro Longhi, hanno suscitato clamore. Monsignor Longhi, sacerdote dell’Opus Dei, ha raccontato (durante un incontro pubblico a Bienno, in Valcamonica) che la visione gli fu descritta direttamente da Giovanni Paolo II nel 1992. Longhi, che poté frequentare papa Wojtyla per anni, nel corso della sua relazione ha confermato che Giovanni Paolo II aveva un’intensa…

Continua a leggere

La Giornata (ipocrita) per i diritti dell’infanzia

Nella mia totale ingenuità pensavo che oggi, 20 novembre, fosse sant’Edmondo martire. Apprendo invece che è la Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza, istituita, ça va sans dire, dall’Onu. Non c’è niente da fare, non riesco a sintonizzarmi sulla lunghezza d’onda secolarizzata. Procedo con la mia vecchia agenda piena zeppa di santi e ignoro le Giornate mondiali: un peccato del quale prima o poi dovrò rispondere di fronte a qualche tribunale. Comunque sia, visto che è la Giornata dell’infanzia e dell’adolescenza, sono andato a vedere di che si tratta (a dire il vero, non ho mai ben capito a che cosa…

Continua a leggere

Silenzio, adorazione, preghiera. La lezione dei bambini

Oggi Santa Subito mi ha raccontato una bella esperienza con i suoi bambini del secondo anno di catechismo. I ragazzini sono tredici, di nove anni. L’argomento affrontato è «La chiamata». Prima nel Vecchio Testamento, poi nel Nuovo. Dopo aver approfondito la conoscenza della storia di Abramo, è il turno di Mosè: la sua origine, la vita, i problemi di balbuzie, l’episodio dell’uccisione di un sorvegliante che picchiava uno schiavo ebreo. E poi Mosè chiamato da Dio, che si manifesta come fuoco nel roveto ardente. Mosè accetta di avvicinarsi mosso prima di tutto dalla meraviglia e dalla curiosità. Il roveto arde…

Continua a leggere

Ecco perché non abbiamo meritato i mondiali di calcio

Sapete quando ho capito che la Svezia ci avrebbe fatti fuori? Prima ancora che la partita incominciasse, quando San Siro ha fischiato l’inno nazionale svedese. Possiedo doti di preveggenza? No, mi sono semplicemente detto: un popolo che si comporta così non merita di partecipare ai mondiali, la massima competizione calcistica. Un popolo che si comporta così merita di essere retrocesso nella più infima delle serie inferiori e costretto a meditare sulla propria mancanza di educazione e di rispetto degli altri. Fischiare l’inno degli avversari è vergognoso, ed è da pusillanimi. Soltanto una persona meschina e vile può abbassarsi a tanto….

Continua a leggere

“Like”. Che cosa non si fa per te!

Non so se avete presente quando un calciatore segna un gol bellissimo e poi corre sotto la curva e poi si getta in ginocchio e poi batte la mano sul petto dalla parte del distintivo e poi fa il segno della vittoria e poi lancia baci verso gli spettatori e poi alza la maglietta e sotto ce n’è un’altra con il nome della fidanzata… Avete presente? Ecco, così (a parte la maglietta con la fidanzata) era il sottoscritto ieri sera, dopo aver appreso che i «mi piace» nella pagina Facebook avevano toccato quota cinquemila. Una sobria manifestazione di felicità, diciamo….

Continua a leggere

Il giudizio di Dio, l’inferno, il paradiso, il purgatorio. Le attualissime lezioni di san Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

Oggi, 11 novembre, la Chiesa ricorda un grande santo, Martino di Tours (316-397), noto per il gesto riprodotto in tanti dipinti: Martino, soldato romano, che durante una ronda, alle porte di Amiens, vede un medicante seminudo, infreddolito, e taglia in due il suo mantello per condividerlo con il povero. Il cielo si schiarisce, la temperatura si fa più mite, e quella stessa notte Martino ha un sogno: Gesù, avvolto dalla metà di mantello donata al povero, si presenta a lui e gliela restituisce. Poi, l’indomani, il soldato trova il suo mantello di nuovo intero. Martino, che all’epoca ha diciotto anni…

Continua a leggere

Quei martiri così attuali

A cent’anni dalla rivoluzione bolscevica del 1917, mi è capitato di leggere un libro che non si occupa di quei fatti, ma di una realtà, quella dell’Albania comunista e delle persecuzioni anticristiane, che ne è figlia legittima e tragica. Una delle tante figlie legittime e tragiche. Il libro è «Martiri d’Albania. 1945-1990» (Editrice La Scuola, 2016). Curato dagli storici Roberto Morozzo della Rocca e Andrea Giovannelli, narra le vicende di Anton Luli e Gjovalin Zezaj, il primo sacerdote gesuita, il secondo laico cattolico, accomunati dal fatto di essere stati a lungo perseguitati dal regime ateo del dittatore comunista Enver Hoxha….

Continua a leggere

Pare che…

Pare che ci sia qualche problema per la posta vaticana. Le disfunzioni sono sorte dopo che l’ufficio filatelico ha diffuso un francobollo che ritrae Lutero e Melantone ai piedi del Crocifisso, sullo sfondo dorato della città di Wittenberg. Come si legge nella scheda di presentazione del francobollo, Lutero tiene tra le mani la Bibbia, «fonte e meta della sua dottrina», mentre Filippo Melantone, teologo e amico di Martin Lutero, uno dei maggiori protagonisti della riforma, «tiene in mano la “Confessione di Augusta”, “Confessio Augustuana”, la prima esposizione ufficiale dei principi del protestantesimo da lui redatta». Subito  diventato oggetto di desiderio…

Continua a leggere

Quel miracolo eucaristico di Buenos Aires

Mentre si parla con sempre maggiore insistenza di una «messa ecumenica» che sarebbe allo studio di una commissione vaticana, e mentre da parte cattolica c’è chi sostiene che il centro dell’eucaristia non sarebbe la consacrazione del pane e del vino ma l’ascolto della parola, vorrei portare l’attenzione su un miracolo eucaristico che papa Francesco dovrebbe conoscere bene, perché avvenuto a Buenos Aires, prima e durante gli anni dell’episcopato di Bergoglio. Anche se la Chiesa di Buenos Aires non ha mai voluto suscitare clamore attorno ai fatti, ormai il quadro è piuttosto chiaro. Nella parrocchia di Santa Maria, che si trova…

Continua a leggere