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Il parroco con il velo

Mentre molti preti, come sappiamo, non si vestono più da preti, ecco a voi un prete col velo. Islamico. Succede in Germania, dove don Wolfgang Sedlmeier, sessant’anni, parroco della chiesa di Nostra Signora di Aalen (Baden-Württemberg) ha avuto l’idea di indossare una sorta di hijab subito dopo aver tenuto l’omelia per la santa messa nel giorno di Pentecoste. Motivo? Protestare contro le affermazioni di Alice Weidel, leader del partito nazionalista Alternativa per la Germania, secondo la quale «i burqa, le ragazze con il velo e gli uomini armati di coltelli tradizionali che vivono di sussidi statali non assicureranno la nostra…

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Intervista ai Mercati

– Buongiorno signori Mercati. – Buongiorno a lei. – Grazie per questo incontro. – Grazie a lei. – Ecco, signori Mercati, siccome in queste ore si parla molto di voi, vorrei avere qualche delucidazione… – Dica, dica… – In primo luogo, perché quando c’è una cisi politica, come adesso in Italia, siete così spesso citati? Perché tutti sono così attenti alle vostre reazioni, al vostro responso? – Beh, perché noi valutiamo, soppesiamo, diamo giudizi. – Già. Ma perché lo fate? – Oh, signore, lei è proprio un ingenuo. O forse finge di esserlo, per indurci a parlare… – No no,…

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Irlanda addio

«Un’infanzia infelice irlandese è peggio di un’infanzia infelice qualunque, e un’infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora». Le parole  dell’amato Frank McCourt in Le ceneri di Angela mi frullano nella testa dopo che  anche l’Irlanda ha detto sì all’aborto. L’ha detto in modo fragoroso, con una vittoria dei sostenitori del cosiddetto «diritto all’aborto» (66,4% per il sì, 33,6% per il no) che nessuno aveva ipotizzato in misura così schiacciante. E se un paese vota così c’è un perché. Nella maggior parte dei commenti le espressioni di giubilo si sprecano. Si parla di giorno storico, di un’epoca nuova che si…

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Un ballerino davanti all’altare?

Beh, devo dire che questa mi mancava. Non so se avete visto. Durante la messa celebrata dal cardinale Reinhard Marx al Katholikentag di Münster, il 13 maggio scorso, un giovane uomo ha danzato davanti all’altare al momento dell’Agnus Dei. Ha danzato a lungo, con movenze sinuose e sensuali. Ha danzato in canottiera, con sguardo ispirato, sulle note della Missa da pace, una «messa di pace» per coro e orchestra sinfonica, del compositore Klaus Wallrath, che prevede, appunto, anche il contributo della danza. Il balletto (che si può vedere qui: https://onepeterfive.com/the-growing-german-schism-warnings-personal-attacks-and-a-liturgical-dance/) è avvenuto davanti a numerosi fedeli e ai vescovi tedeschi…

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Quello “stilum” nella carne di una Chiesa smarrita

Il primo papa che ho seguito come cronista è stato Giovanni Paolo II e ricordo bene i miei tentativi, spesso vani, di dipingerlo al di là dei cliché stabiliti dalla grande stampa. Siccome viaggiava moltissimo e i giovani andavano in massa ai suoi incontri, i giornali lanciavano osanna al “papa globetrotter”, al “papa dei giovani”, al “papa moderno”, e ne mettevano in  risalto le qualità di attore e intrattenitore, ma parlavano pochissimo delle proposte, assai controcorrente e per niente “moderne”, che il papa polacco faceva agli uomini e alle donne del suo tempo. In realtà Wojtyła non fu mai, semplicemente,…

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“I love my life!” Parola di Conor

Mancano pochi giorni al referendum che potrebbe legalizzare l’aborto in Irlanda. L’appuntamento è per il 25 maggio, come stabilito dal Consiglio dei ministri. Se gli irlandesi diranno sì all’abrogazione dell’ottavo emendamento dell’articolo 40 della Costituzione, emendamento secondo il quale la madre e il bambino non ancora nato hanno gli stessi diritti, di fatto si avrà il via libera all’aborto dopo che la Corte suprema, chiamata a pronunciarsi sui diritti costituzionali dei bambini non ancora nati, ha detto che questi, al di fuori dell’articolo 40, non ne hanno nessuno. Secondo quanto anticipato dalla stampa irlandese, se l’emendamento sarà soppresso la nuova…

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Così l’Inghilterra perde la battaglia per la vita

  Il Servizio sanitario nazionale britannico (NHS) sostiene che l’eutanasia è illegale, ma di fatto la gestione del caso Alfie Evans dimostra che la proibizione dell’eutanasia in Gran Bretagna è solo sulla carta. Questa la terribile denuncia di Matthew Cullinan Hoffman su Life Site News https://www.lifesitenews.com/blogs/alfie-evans-not-alone-hundreds-of-patients-starved-to-death-in-uk-every-yea secondo il quale è ormai un fatto documentato che «centinaia di pazienti muoiono ogni anno di fame e di sete negli ospedali gestiti dal National Health Service», fenomeno facilitato da linee guida quanto meno ambigue. Così medici e infermieri, senza alcun pericolo di essere puniti, possono classificare arbitrariamente una persona come morente e negare alimentazione,…

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Sulla morte di Alfie Evans una congiura del silenzio

Nessuna autopsia, nessun esame tossicologico post mortem, niente di niente.  Interpellato dal blogger John Allman, esperto di inchieste su morti sospette, il coroner di Liverpool ha risposto che la morte di Alfie Evans è avvenuta per «cause naturali» e quindi non c’è motivo di procedere con esami autoptici sul corpo del bambino, i cui funerali sono avvenuti ieri. Figura tipica dei paesi anglosassoni, il coroner è più di un medico legale. Ha infatti una discrezionalità piuttosto ampia, può scegliere se investigare su un caso e come procedere nelle indagini. Inoltre dispone di fondi pubblici per realizzare le ricerche. Ma nel…

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Ma che noia questo nuovo scudetto bianco e nero

Che noia, che barba! Vorrei chiedere agli amici che tifano per quella squadra di Torino, quella con la maglia a righe bianche e nere e il nome latino: ma non siete stufi? Non sapete fare altro che vincere scudetti. Che monotonia, che piattezza, che uniformità. Volete mettere noi dell’Inter? Noi siamo la sorpresa, l’imprevedibile, il mistero. Noi vinciamo quando ci va, spesso quando dovremmo perdere, e perdiamo quando ci va, spesso in modo rovinoso, quando dovremmo vincere. Noi riusciamo a battere quella squadra lì, quella con le maglie bianche e nere, pur essendo in dieci contro undici, ma, ovviamente, solo…

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Don Camillo, il Met e una sfilata blasfema

  – Dove corri don Camillo? – Gesù, vengo a pregare in ginocchio per questa nostra Chiesa. – Don Camillo, che cosa c’è? Perché sei così agitato? – Ma Gesù, non avete saputo? – Che cosa dovrei sapere, don Camillo? – Non avete letto della sfilata blasfema a New York, quella carnevalata… per l’inaugurazione della mostra del Met?… – Il Met? Non capisco… – Ma sì, il Metropolitan Museum of Art… – Don Camillo, non ti facevo così glamour… – Ma Gesù, che cosa dite? Io non so niente di queste cose. Però ho letto quella notizia, ho visto le…

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Quelle parole che fanno tremare

«Osservando che i vescovi e soprattutto il successore di Pietro mancano nel mantenere e trasmettere fedelmente e in unità il deposito della fede, contenuto nella sacra Tradizione e nella Sacra Scrittura, non posso non pensare all’articolo 675 del Catechismo della Chiesa cattolica: “Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il ‘mistero di iniquità’ sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità”». Inutile nasconderlo….

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Il monaco e il cardinale

Come ho già avuto modo di raccontare in altre occasioni, da qualche anno sono in contatto con un giovane monaco ortodosso con il quale, sia pure a distanza e in modo intermittente, mi succede di affrontare temi spirituali. È un’esperienza molto bella che il Signore ci ha donato e che non esito a definire ecumenica nel senso più pieno e più vero del termine, perché nessuno dei due cerca di nascondere le proprie peculiarità, magari per comodità o anche solo per il timore di non apparire sufficientemente cortese. Al contrario, siamo entrambi molto curiosi e cerchiamo di sviscerare le diversità,…

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Se Marx (Reinhard) esalta Marx (Karl)

E così dopo un arcivescovo (Marcelo Sánchez Sorondo) secondo il quale la Cina è il paese nel quale viene meglio applicata la dottrina sociale della Chiesa, adesso abbiamo anche il cardinale (Reinhard Marx) che non si fa troppi problemi nell’affermare (intervista alla Frankfurter Allgemeinen Sonntagszeitung) che senza Karl Marx non ci sarebbe dottrina sociale della Chiesa. La Chiesa, lo abbiamo sempre saputo, è bella perché è varia e da un po’ di tempo la varietà ha superato ogni limite, ma la storia, almeno quella, andrebbe rispettata. E invece no. Invece ecco che il cardinale Marx, forse soggiogato psicologicamente dal suo…

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Ed ora avanti con la “legge di Alfie”

Passano i giorni, ci allontaniamo dalla morte di Alfie Evans e il rischio è che dimentichiamo che cosa è successo. Non dobbiamo permetterlo. Per questo è utile parlare della proposta di Steven Woolfe, avvocato e deputato inglese indipendente che proprio in seguito al dramma di Alfie e dei suoi giovani genitori, Tom e Kate, ha deciso di battersi per l’introduzione di un’Alfie’s Law, una legge di Alfie, che garantisca maggiori diritti per i genitori. Ciò che è successo ad Alfie, argomenta Woolfe in un editoriale sull’Independent (https://www.independent.co.uk/voices/alfie-evans-case-steven-woolfe-law-change-needed-opinion-a8326041.html) può succedere a chiunque: una malattia, un incidente, ed ecco che un ospedale…

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Quella volta che Ashya fu “rapito”

Un bambino malato, un ospedale inglese che non vuole lasciarlo curare all’estero, due genitori determinati. Sembra il copione visto nel caso di Alfie Evans. Invece riguarda un’altra storia, quella di Ashya King. Nell’estate del 2014 Ashya, cinque anni, è ricoverato, in Inghilterra, presso il Southampton General Hospital. I chirurghi hanno rimosso un medulloblastoma, tumore cerebrale maligno particolarmente frequente nei bambini fra i due e i sette anni, ma Ashya, assai debilitato, non è in grado di parlare, mangiare o bere e dipende dall’alimentazione assistita. Il tumore è infatti molto resistente sia all’intervento chirurgico sia a i farmaci Che cosa fare?…

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Senza vergogna

Il comunicato dell’Alder Hey Children’s Hospital sulla morte di Alfie https://www.riscossacristiana.it/senza-vergogna-alder-hey-hospital/  Riportiamo senza commenti quanto scrive dopo la morte di Alfie l’ospedale in cui il bambino era recluso con i suoi genitori. Questa la traduzione: “Desideriamo esprimere le nostre sentite condoglianze alla famiglia di Alfie in questo momento estremamente doloroso. Tutti noi ci sentiamo profondamente vicini ad Alfie, Kate, Tom e tutta la sua famiglia, e i nostri pensieri sono con loro. Questo è stato un viaggio devastante per loro e chiediamo che la loro privacy e la privacy del personale dell’Alder Hey siano rispettate.” ********  

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Riconosco la tirannia quando la vedo!

«È sempre più evidente che oltre alle migliaia di aborti che procurano ogni anno, gli ospedali del servizio sanitario nazionale britannico stanno diventando fabbriche di morte non solo per i non ancora nati, ma per i vivi. […] Che i nostri vescovi continuino ad allearsi con il servizio sanitario nazionale nel difendere l’indifendibile va al di là di ogni possibile comprensione». L’atto di accusa, inequivocabile, arriva da Londra, da Jean Pierre Casey, nipote di un famoso filosofo cattolico tedesco deciso oppositore di Hitler, Dietrich von Hildebrand (1889-1977). In una lettera aperta inviata ai vescovi di Inghilterra e Galles, Casey torna…

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Caro il mio Alfie

Caro il mio Alfie, qui è un nonno che ti parla. Un nonno italiano che ha seguito la tua vicenda minuto per minuto e ha trepidato per te e con te. La notte scorsa, mentre l’angelo custode accompagnava la tua anima in cielo, mi sono svegliato e non sono più riuscito a riprendere sonno. Subito dopo è arrivata la notizia. Noi nonni spesso non ci vediamo e non ci sentiamo bene, però abbiamo un sesto senso. Io non so quale fosse esattamente la patologia di cui soffrivi. So soltanto che alcune persone, parlando paradossalmente del tuo «miglior interesse», hanno voluto…

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Intervista a Berlicche

– Buongiorno signor Berlicche. – Buongiorno a lei. – Come va? – Molto bene, grazie. – Ci può dire qualcosa circa la vicenda di Alfie Evans? – Sono soddisfattissimo! – Perché? – Beh, siamo riusciti a far prevalere la nostra visione. – Quale? – In due parole direi così: che la morte è meglio della vita, che la speranza è un’illusione, che un essere umano è inutile quando non è in linea con i parametri della massima efficienza, che il dolore non ha senso… – Però, signor diavolo… oh, mi scusi, volevo dire signor Berlicche…  non può negare che a…

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Per una retta liturgia

«Sembra che oggi gran parte della liturgia, almeno nella sua attuazione pratica, si sia ridotta ai soli due movimenti kerigmatico-catechistico ed epicletico-comunicativo con la scomparsa o la forte riduzione della posizione latreutico-contemplativa». Scrive così don Enrico Finotti in una delle sue risposte dedicate alla liturgia. In un primo tempo sembra linguaggio per iniziati, ma don Finotti non lascia mai i suoi interlocutori senza spiegazione. Sempre attento alle osservazioni dei fedeli, l’autore resta colpito dal fatto che una di loro mostri stupore dopo aver visto un sacerdote in preghiera, e di conseguenza si interroga: se nella liturgia la dimensione della preghiera,…

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