Dalla santificazione alla sanificazione. Un anno fa scrivevo…

Cari amici di Duc in altum, una gentile lettrice mi ha ricordato quanto raccontavo più di un anno fa in una delle mie visioni del futuro. Era il 29 marzo 2019, il coronavirus era lontanissimo, eppure… Leggete qui.

A.M.V.

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[…] Ecco perché durante le Sante Messe, su decreto della neonata Congregazione vaticana per la salute e l’igiene pubblica, saranno distribuiti guanti usa e getta che i fedeli dovranno infilarsi a vicenda prima di scambiarsi il famigerato gesto della pace. E ogni volta che qualcuno starnutirà o tossirà nel bel mezzo della celebrazione, il sacerdote interromperà la funzione e un chierichetto appositamente incaricato provvederà a irrorare i fedeli con uno spray sanificante (di nuovo: ho detto sanificante, non santificante), mentre colui che si sarà reso responsabile dell’emissione di sostanze contaminanti attraverso le cavità orali o nasali verrà prontamente allontanato e, volendo, potrà continuare a seguire la Messa dall’interno di una capsula di plexiglass a tenuta stagna. E nei casi più delicati sull’assemblea i chierichetti spruzzeranno anche prodotti anti-acari, anti-cimici e anti-carie, mentre dai turiboli al posto dell’incenso sarà sprigionata anidride solforosa con funzione antisettica.

E durante la Messa crismale niente più olii santi, bensì olii essenziali, efficaci contro germi e muffe. E durante la lavanda dei piedi, tanto cara al papa Francesco, nella caraffa dell’acqua saranno introdotte generose porzioni di un prodotto, ben noto alle casalinghe, contro i batteri, così da evitare l’orrenda prospettiva di favorire la proliferazione dei temibili microrganismi, i quali, si sa, adorano certi luoghi e certe situazioni.

E il prete che distribuisce l’ostia indosserà guanti chirurgici in lattice, mentre una suora, con guanti senza lattice, sarà a disposizione dei fedeli che soffrono a causa di allergie e sensibilizzazioni dovute a questo materiale.

E nelle acquasantiere saranno immessi additivi igienizzanti che il sacrestano potrà scegliere (liquidi o tabs) e la Cei fornirà grazie all’otto per mille. E un incaricato laico, dopo ogni lettura, si recherà all’ambone e igienizzerà il microfono mediante apposite salviette (al gusto di limone o menta). E anche nei confessionali, prima e dopo il sacramento, saranno distribuiti prodotti in grado di limitare le tipiche infezioni da luoghi pubblici e, in casi estremi, sia il prete sia il penitente indosseranno mascherine protettive le quali, per ciò che concerne il penitente, potranno coprire tutta la faccia, così da garantire, oltre alla salute, anche l’anonimato, un po’ come succedeva quando c’era la grata.

E con l’istruzione De salute corporum il Vaticano sconsiglierà il bacio di icone, croci e immagini sacre in generale. Lo slogan sarà “sacro è bene, ma sano è meglio” […].

A.M.V.

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Fonte: Duc in altum

 

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