A Trieste un Rosario in riparazione del protocollo sacrilego sottoscritto dalla Cei

Sabato 23 maggio a Trieste si terrà una recita del Rosario in riparazione dell’accordo, siglato dal governo e dalla Conferenza episcopale italiana, che regola la ripresa delle Messe alla presenza dei fedeli. La protesta riguarda soprattutto le modalità con le quali è consentito ricevere la Comunione. Qui il testo che illustra l’iniziativa.

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In quanto laici cattolici abbiamo vissuto come un’insopportabile ingiustizia la privazione della Santa Messa impostaci dal presidente del Consiglio dei ministri. I decreti, laddove imponevano la sospensione delle Messe cum populo, dei funerali e delle altre celebrazioni cattoliche, violavano palesemente la Costituzione e il Concordato. Abbiamo inoltre ritenuto gravemente conculcato il nostro diritto costituzionale alla libertà di culto.

Dopo due mesi di gravissime violazioni del diritto, speravamo finalmente di vedere ristabilita la giustizia rispetto ai diritti della Chiesa e di noi, cittadini italiani fedeli cattolici. Invece ancora una volta il governo della Repubblica (nelle persone del presidente del Consiglio e del ministro degli Interni) ha preteso, palesemente contro la norma costituzionale e concordataria, di regolare persino le modalità di svolgimento della liturgia eucaristica, subordinando a tali norme la possibilità di celebrare la Santa Messa.

È inaccettabile, e costituisce un intollerabile abuso, che il governo pretenda di normare Messe, sacramenti e liturgia.

Ragione e fede concorrono nel dichiarare inaccettabili le follie normative imposte dal governo sulla Messa cattolica.

Con forza, sottolineiamo come il contenuto delle norme sia palesemente sacrilego ove:

  • impone al sacerdote di toccare Gesù Eucaristia con i guanti di plastica;
  • impone al fedele di ricevere la Santissima Eucarestia sulla mano.

L’ostia consacrata non è un pezzo di pane con qualche significato simbolico: è Gesù Cristo stesso, realmente presente in Corpo, Anima e Divinità, ragion per cui la Chiesa da sempre insegna che il modo legittimo di ricevere la Santissima Eucaristia è in ginocchio e sulla lingua.

In ogni caso, mai è consentito toccare Gesù Eucaristia con guanti di plastica. Non vi è mai stata e mai vi potrà essere una norma liturgica che consenta una simile pratica.

Del pari, con il protocollo si impone ai fedeli la Comunione sulla mano, così violando la legge universale della Chiesa che prevede la Comunione sulla lingua e in ginocchio quale forma ordinaria e quale diritto per il fedele (Istruzione Memoriale Domini, Istruzione Redemptionis Sacramentum).

Il governo italiano, purtroppo con l’avallo della Cei, impone a sacerdoti e fedeli di compiere veri e propri abusi liturgici sacrileghi.

Come fedeli cattolici ci rifiutiamo di renderci complici di simili sacrilegi e anzi invitiamo vescovi, sacerdoti e laici all’obiezione di coscienza e alla disobbedienza civile, a non piegarsi a una norma ingiusta e illegittima, restando invece fedeli alle sacrosante norme della liturgia cattolica!

L’Eucaristia si celebra e si riceve come Dio comanda e non come comanda il governo!

Ne consegue che per tutta la durata della vigenza della normativa ci troviamo costretti a non poter ricevere la Comunione.

Il 23 maggio a Trieste, in piazza Sant’Antonio Nuovo, alle ore 17 verrà recitato un Santo Rosario in riparazione del sacrilego protocollo.

Comitato spontaneo di laici cattolici Beato Francesco Bonifacio per la difesa della SS. Eucarestia

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