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Una parola al giorno / Paura

È stata la grande protagonista della quarantena e lo sarà probabilmente ancora a lungo: parlo della paura. Paura di infettarci, paura della malattia, paura della sofferenza, paura della solitudine, paura degli altri, paura del futuro…

Alimentata dai governanti, promossa dai tecnici, fomentata dal mondo dell’informazione, la paura si è insinuata ovunque, nei nostri cuori e nelle nostre menti, trasformandoci in prede costrette a rifugiarsi nella tana.

Adesso ci sono persone che non vogliono più uscire di casa, bambini che non vogliono più giocare all’aperto, anziani ridotti a fantasmi. Gli psichiatri la chiamano sindrome della capanna: la sola idea di uscire provoca disagio, inquietudine, ansia.

Il potere lo sa da sempre: la paura rende docili. Se si vuole limitare o abrogare la libertà, niente di meglio che premere sul pedale del terrore.

“Noi siamo per il terrore organizzato”. Parola di Feliks Ėdmundovič Dzeržinskij, fondatore e primo direttore della Čeka, la polizia segreta sovietica.

A.M.V.

Aldo Maria Valli:
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