Consenso internazionale al dibattito sul Vaticano II aperto dai vescovi Viganò e Schneider

La revisione critica del Concilio Vaticano II è un fatto ormai ineluttabile. Un nuovo impulso al dibattito è stato dato nelle scorse settimane da alcuni articolati interventi dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, già nunzio pontificio negli Stati Uniti, e da mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana in Kazakistan.

Oltre quaranta studiosi, giornalisti e opinion-leaders di tutto il mondo hanno reso noto oggi un documento di sostegno ai due vescovi, rinnovando la richiesta di “un dibattito aperto e onesto su quanto è successo davvero all’interno del Vaticano II e sulla possibilità che il Concilio e la sua attuazione contengano errori o aspetti che favoriscono errori o pregiudicano la Fede”.

Ne riportiamo il testo integrale.

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Lettera aperta all’Arcivescovo Carlo Maria Viganò e al Vescovo Athanasius Schneider

Vostre Eccellenze,

Noi sottoscritti vogliamo esprimere la nostra sincera gratitudine per la Vostra fermezza e per la Vostra sollecitudine per le anime dei fedeli durante l’attuale crisi della Fede all’interno della Chiesa Cattolica. Le Vostre dichiarazioni pubbliche, che esortano ad aprire un dibattito onesto e aperto sul Concilio Vaticano II e sui cambiamenti drammatici operati nella fede e nella prassi da esso provocati hanno rappresentato una fonte di speranza e di consolazione per molti fedeli cattolici. Oggi, ossia più di cinquant’anni dopo la sua chiusura, gli eventi del Concilio Vaticano II si mostrano come qualcosa di unico nella storia della Chiesa. Mai prima d’ora un concilio ecumenico era stato seguito da un periodo così lungo di confusione, corruzione, perdita della fede e umiliazione per la Chiesa di Cristo.

Il cattolicesimo si è sempre distinto dalle false religioni per la sua insistenza sul fatto che l’Uomo debba ritenersi una creatura razionale e che il credo religioso, ben lungi dal sopprimerla, incoraggia la riflessione critica dei cattolici. Molti, ivi compreso l’attuale Santo Padre, sembrano mettere il Concilio Vaticano II, i suoi testi, i suoi atti e le loro applicazioni pratiche, in una fortezza fuori dalla portata dell’analisi critica e del dibattito. Contro le preoccupazioni e le obiezioni sollevate dai cattolici di buona volontà, il Concilio è stato innalzato allo status di “super-concilio”, [1] la menzione del quale pone fine ai dibattiti invece di incoraggiarli. La Vostra esortazione a rintracciare le radici della presente crisi nella Chiesa e il Vostro appello ad agire per correggere tutte le deviazioni del Vaticano II — che sembra ormai essere stato un errore — sono un egregio esempio di adempimento dell’ufficio episcopale in modo da tramandare la Fede così come la Chiesa l’ha ricevuta.

Vi siamo riconoscenti per la Vostra esortazione a iniziare un dibattito aperto e onesto su quanto è successo davvero all’interno del Vaticano II e sulla possibilità che il Concilio e la sua attuazione contengano errori o aspetti che favoriscono errori o pregiudicano la Fede. Un dibattito di questo tipo non può partire dalla conclusione secondo la quale il Concilio Vaticano II sia per sé, tanto nella sua totalità come nelle sue parti, in continuità con la Tradizione. Sottomettere il dibattito a una condizione preliminare del genere significa stroncare sul nascere l’analisi critica e ogni discussione, consentendo esclusivamente la presentazione di prove che supportino la conclusione appena menzionata. La questione se il Vaticano II possa conciliarsi o meno con la Tradizione è il punto da dibattere, non la premessa obbligatoria da seguire ciecamente anche qualora si dimostri contraria alla ragione. La continuità del Vaticano II con la Tradizione è un’ipotesi da verificare e da discutere, non un fatto incontrovertibile. È già da troppi decenni che la Chiesa ha visto troppo pochi pastori permettere — e tanto meno incoraggiare — un dibattito di questo tipo.

Undici anni fa monsignor Brunero Gherardini aveva già rivolto una richiesta filiale a Papa Benedetto XVI: “È da molto tempo che ho in mente quest’idea (che mi permetto ora di esporre a Vostra Santità): mi riferisco alla possibilità di fornire una chiarificazione grandiosa e definitiva a tutti gli aspetti e contenuti dell’ultimo concilio. In realtà sembrerebbe una cosa logica — e a me sembra urgente — che tali aspetti e contenuti siano studiati tanto in sé come nel loro contesto insieme a tutti gli altri, con un esame scrupoloso di tutte le fonti e dal punto di vista specifico della continuità col precedente Magistero della Chiesa, tanto solenne come ordinario. Sulla base di un lavoro scientifico e critico — il più ampio e irreprensibile possibile — di comparazione col Magistero tradizionale della Chiesa sarà allora possibile affrontare questo tema giungendo a una valutazione certa e obiettiva del Vaticano II”. [2]

Vi siamo riconoscenti anche per aver voluto identificare alcuni dei punti dottrinali più importanti da affrontare in una siffatta analisi critica e per aver fornito un modello per un dibattito franco ma equilibrato che tolleri il disaccordo. Abbiamo raccolto alcuni esempi dai Vostri recenti interventi sugli argomenti che — come avete ben indicato — devono essere affrontati e — qualora si dimostri che sono erronei — corretti. La nostra speranza è che questa raccolta possa servire come base per una discussione e un dibattito più dettagliati. Non pretendiamo che questa lista sia esclusiva, perfetta o completa. Né siamo necessariamente tutti d’accordo sulla natura esatta di ciascuna delle critiche citate qui sotto o sulle risposte alle questioni da Voi sollevate, eppure siamo concordi nel ritenere che le Vostre domande meritino risposte oneste e non di essere semplicemente accantonate con argomentazioni ad hominem contenenti accuse di disobbedienza o di rottura della comunione. Anche qualora tutto ciò che voi affermate fosse falso, che gli interlocutori lo provino; in caso contrario, la gerarchia deve prestare ascolto alle vostre richieste.

La libertà religiosa per tutte le religioni come diritto naturale voluto da Dio

Vescovo Schneider: “Gli esempi includono alcune espressioni del Concilio sul tema della libertà religiosa (intesa come un diritto naturale — quindi voluta in modo certo da Dio — di praticare e diffondere una falsa religione, ivi compresa l’idolatria e anche peggio) … [3]

Vescovo Schneider: “Sfortunatamente, appena poche frasi più giù, il Concilio [nella Dignitatis humanae] intacca questa verità introducendo una teoria mai insegnata prima dal Magistero costante della Chiesa, vale a dire che l’uomo possederebbe il diritto, fondato sulla sua stessa natura, ‘di non essere ostacolato dall’agire secondo la propria coscienza in materie religiose, tanto nel privato come in pubblico, tanto individualmente come in associazione con altre persone, entro i dovuti limiti’ (ut in re religiosa neque impediatur, quominus iuxta suam conscientiam agat privatim et publice, vel solus vel aliis consociatus, intra debitos limites, n. 2). Secondo questa dichiarazione, l’uomo avrebbe il diritto, basato sulla sua stessa natura (e pertanto voluto in modo certo da Dio) di non essere ostacolato nello scegliere, dal praticare e dal diffondere, anche collettivamente, l’adorazione di un idolo, o persino la venerazione di Satana, dato che esistono anche religioni che venerano Satana, per esempio la ‘chiesa di Satana’, a cui, in alcune nazioni, viene riconosciuto lo stesso valore legale di tutte le altre religioni”. [4]

L’identità della Chiesa di Cristo con la Chiesa cattolica e il nuovo ecumenismo

Vescovo Schneider: “[La sua] [del Concilio] distinzione tra Chiesa di Cristo e Chiesa cattolica (il problema del “subsistit in” dà l’impressione che esistano due realtà separate: da una parte la Chiesa di Cristo, dall’altra la Chiesa cattolica); e la sua posizione nei confronti delle religioni non cristiane e del mondo contemporaneo”. [5]

Vescovo Schneider: “Affermare che i musulmani venerino insieme a noi l’unico Dio (“nobiscum Deum adorant”), come il Concilio Vaticano II ha fatto nella Lumen gentium, n. 16, costituisce da un punto di vista teologico una dichiarazione estremamente ambigua. Non è vero che noi cattolici veneriamo insieme ai musulmani l’unico Dio. Non lo veneriamo insieme a loro. Nell’atto di venerazione, veneriamo sempre la Santa Trinità; non veneriamo semplicemente “l’unico Dio”, bensì, in modo consapevole, la Santa Trinità — Padre, Figlio e Spirito Santo. L’islam rifiuta la Santa Trinità. Quando i musulmani venerano, lo fanno senza raggiungere il livello sovrannaturale della fede. Anche il nostro atto di venerazione è radicalmente differente. È nella sua essenza differente. Proprio perché ci rivolgiamo a Dio e Lo veneriamo come figli costituiti come tali all’interno dell’ineffabile dignità della divina adozione filiale e perché lo facciamo con fede sovrannaturale. I musulmani, invece, non hanno la fede sovrannaturale. [6]

Arcivescovo Viganò: “Sappiamo bene che citando il passo della Scrittura Littera enim occidit, spiritus autem vivificat [Perché la lettera uccide, lo spirito dà vita (2 Cor 3,6)] i progressisti e i modernisti avevano trovato il modo di nascondere astutamente espressioni equivoche all’interno dei testi conciliari, che all’epoca sembravano innocui ai più ma che oggi si rivelano nel loro carattere sovversivo. È il metodo impiegato nell’uso della frase subsistit in: dire una mezza verità in modo da non offendere l’interlocutore (ammesso e non concesso che sia lecito silenziare la verità di Dio come forma di rispetto per le Sue creature) ma con l’intenzione di poter utilizzare il mezzo errore che sarebbe immediatamente respinto qualora venisse proclamata l’intera verità.

Pertanto “Ecclesia Christi subsistit in Ecclesia Catholica” non specifica l’identità di entrambe, bensì la sussistenza dell’una all’interno dell’altra e, coerentemente, anche all’interno delle altre chiese: da qui nascono l’apertura alle celebrazioni interconfessionali, alle preghiere ecumeniche e il rinnegamento inevitabile della necessità della Chiesa ai fini della salvezza, nella sua unicità e nella sua natura missionaria”. [7]

Il primato papale e la nuova collegialità

Vescovo Schneider: “Per esempio, il semplice fatto che una ‘nota explicativa praevia’ al documento Lumen gentium sia necessaria dimostra che il testo della Lumen gentium, al n. 22, è ambiguo sul tema del rapporto tra il primato papale e la collegialità episcopale. I documenti che hanno chiarito il Magistero in tempi post-conciliari, come le encicliche Mysterium fidei, Humanae vitae e il Credo del popolo di Dio di Paolo VI sono stati di grande valore e aiuto, ma non hanno chiarito le summenzionate dichiarazioni ambigue del Concilio Vaticano II”. [8]

Il Concilio e i suoi testi sono la causa di molti scandali ed errori attuali

Arcivescovo Viganò: “Se è legittimo venerare la pachamama in una chiesa, lo si deve alla Dignitatis humanae. Se abbiamo una liturgia protestantizzata e allo stesso tempo addirittura paganizzata, lo si deve agli atti rivoluzionari di Monsignor Annibale Bugnini e alle riforme post-conciliari. Se si è potuto firmare la Dichiarazione di Abu Dhabi, lo si deve alla Nostra aetate. Se siamo arrivati al punto di delegare le decisioni alle Conferenze Episcopali — anche nel caso della grave violazione del Concordato, come è successo in Italia —, lo si deve alla collegialità e alla sua versione aggiornata, la sinodalità [vedi]. Per colpa della sinodalità ci ritroviamo con l’Amoris laetitia nella necessità di cercare come di prevenire ciò che era ormai sotto gli occhi di tutti: l’intenzione di questo documento, preparato da una macchina organizzativa impressionante, di legittimare la Comunione ai divorziati che convivono con nuovi partner; allo stesso modo, la Querida Amazonia verrà usata per legittimare il sacerdozio femminile (come nel caso recente della ‘vicaria episcopale’ di Friburgo) e l’abolizione del Santo Celibato”. [9]

Arcivescovo Viganò: “Ma se all’epoca era difficile immaginare che la libertà religiosa condannata da Pio XI (Mortalium animos) avrebbe potuto essere affermata dalla Dignitatis humanae, o che il Romano Pontefice potesse vedere la sua autorità usurpata da un fantomatico collegio episcopale, oggi siamo in grado di capire che quanto venne astutamente nascosto nel Concilio Vaticano II viene attualmente affermato ore rotundo nei documenti papali proprio in nome di una coerente applicazione del Concilio”. [10]

Arcivescovo Viganò: “Possiamo quindi affermare che lo spirito del Concilio non è altro che il Concilio stesso, che gli errori del periodo post-conciliare erano già contenuti in nuce negli Atti conciliari, così come si afferma anche correttamente che il Novus Ordo è la Messa del Concilio, anche se in presenza dei Padri del Concilio veniva celebrata quella Messa che i progressisti definiscono in modo significativo pre-conciliare”. [11]

Vescovo Schneider: “A qualsiasi persona intellettualmente onesta che non cerchi di fare la quadratura del cerchio risulta chiaro che l’asserzione fatta nella Dignitatis humanae, secondo la quale ogni uomo avrebbe il diritto — basato sulla sua stessa natura (e quindi voluto in modo certo da Dio) — di praticare e diffondere una religione in conformità con la propria coscienza, non differisce sostanzialmente dall’affermazione contenuta nella Dichiarazione di Abu Dhabi, secondo la quale: ‘Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi’”. [12]

Abbiamo preso nota delle differenze da Voi sottolineate tra le soluzioni che ognuno di Voi ha proposto per reagire alla crisi esplosa col Concilio Vaticano II. Ad esempio, l’arcivescovo Viganò ha sostenuto che sarebbe meglio “dimenticare” del tutto il Concilio, mentre il vescovo Schneider, in disaccordo con lui su questo punto specifico, propone ufficialmente di correggere solo quelle parti dei documenti del Concilio che contengono errori o che sono ambigue. Il Vostro scambio di opinioni cortese e rispettoso dovrebbe servire da modello per un dibattito ancora più robusto che tanto Voi come noi desideriamo. Troppo spesso, negli ultimi cinquant’anni, al disaccordo col Vaticano II si è replicato con meri attacchi ad hominem invece che con argomentazioni civili. Esortiamo tutti coloro che vogliono unirsi a questo dibattito a seguire il Vostro esempio.

Preghiamo la Nostra Santa Madre, San Pietro Principe degli Apostoli, Sant’Atanasio e San Tommaso d’Aquino di proteggere e preservare le Vostre Eccellenze. Possano essi ricompensarvi per la Vostra fedeltà alla Chiesa e confermarVi nella Vostra difesa della Fede della Chiesa.

In Christo Rege,

_________________________

[1] Cardinal Joseph Ratzinger, Santiago del Cile, 13 luglio 1988 [qui].

[2] Concilio Vaticano II: Un discorso da fare (Frigento, Casa Maria Editrice, 2009) [qui], pubblicato successivamente in inglese col titolo The Ecumenical Vatican Council II: A Much Needed Discussion. Il presente estratto è tratto da https://fsspx.news/en/vatican-ii- council-much-needed-discussion

[3] https://remnantnewspaper.com/web/index.php/articles/item/4949-55-years-later-bishop-athanasius-schneider-s-appraisal-of-vatican-ii

[4] https://www.lifesitenews.com/opinion/bishop-schneider-how-church-could-correct-erroneous-view-that-god-wills-diversity-of-religions  [nostra traduzione qui]

[5] https://remnantnewspaper.com/web/index.php/articles/item/4949-55-years-later-bishop-athanasius-schneider-s-appraisal-of-vatican-ii

[6] https://www.lifesitenews.com/blogs/bishop-schneider-catholics-and-muslims-share-no-common-faith-in-god-no-common- adoration [nostra traduzione qui]

[7] https://www.lifesitenews.com/blogs/abp-Viganò-on-the-roots-of-deviation-of-vatican-ii-and-how-francis-was-chosen-to- revolutionize-the-church [testo originale qui]

[8] https://remnantnewspaper.com/web/index.php/articles/item/4949-55-years-later-bishop-athanasius-schneider-s-appraisal-of-vatican-ii

[9] https://www.lifesitenews.com/blogs/abp-vigano-on-the-roots-of-deviation-of-vatican-ii-and-how-francis-was-chosen-to- revolutionize-the-church [testo originale qui]

[10] https://www.lifesitenews.com/blogs/abp-vigano-on-the-roots-of-deviation-of-vatican-ii-and-how-francis-was-chosen-to- revolutionize-the-church [testo originale qui]

[11] https://catholicfamilynews.com/blog/2020/06/26/archbishop-vigano-to-phil-lawler-council-fathers-were-the-object-of-a- sensational-deception/ [testo originale qui]

[12] https://www.lifesitenews.com/opinion/bishop-schneider-how-church-could-correct-erroneous-view-that-god-wills-diversity- of-religions [nostra traduzione qui]

Firmatari

Donna F. Bethell, J.D.

Prof. Dr Brian McCall

Paul A. Byrne, M.D.

Edgardo J. Cruz-Ramos, President Una Voce Puerto Rico

Dr Massimo de Leonardis, Professor (ret.) of History of International Relations

Prof. Roberto de Mattei, President of the Lepanto Foundation

Fr Jerome W. Fasano

Mauro Faverzani, journalist

Timothy S. Flanders, author and founder of a lay apostolate

Matt Gaspers, Managing Editor, Catholic Family News

Corrado Gnerre, leader of the Italian movement “Il Cammino dei Tre Sentieri”

Dr Maria Guarini STB, editor of the website Chiesa e postconcilio

Kennedy Hall, book author

Prof. Dr em. Robert D. Hickson

Prof. Dr.rer.nat. Dr.rer.pol. Rudolf Hilfer, Stuttgart, Germany

Rev. John Hunwicke, Senior Research Fellow Emeritus, Pusey House, Oxford

Prof. Dr Peter Kwasniewski

Leila M. Lawler, writer

Pedro L. Llera Vázquez, school headmaster and author at InfoCatólica

James P. Lucier PhD

Massimo Magliaro, journalist, Editor of “Nova Historica”

Antonio Marcantonio, MA

Dr Taylor Marshall, author of Infiltration: The Plot to Destroy the Church from Within

The Reverend Deacon, Eugene G. McGuirk

Fr Michael McMahon Prior St. Dennis Calgary

Fr Cor Mennen

Fr Michael Menner

Dr Stéphane Mercier, Ph.D., S.T.B.

Hon. Andrew P. Napolitano, Senior Judicial Analyst, Fox News; Visiting Professor of Law, Hofstra University

Fr Dave Nix, Diocesan Hermit

Prof. Paolo Pasqualucci

Fr Dean Perri

Dr Carlo Regazzoni, Philosopher of Culture, Therwill, Switzerland

Fr Luis Eduardo Rodríguez Rodríguez

Don Tullio Rotondo

John F. Salza, Esq., Catholic Attorney and Apologist

Wolfram Schrems, Wien, Mag. theol., Mag. Phil., catechist

Henry Sire, historian and book author

Robert Siscoe, author

Jeanne Smits, journalist

Dr. sc. Zlatko Šram, Croatian Center for Applied Social Research

Fr Glen Tattersall, Parish Priest, Parish of St John Henry Newman (Melbourne, Australia)

Marco Tosatti, journalist

Jose Antonio Ureta

Aldo Maria Valli, journalist

Dr Thomas Ward, President of the National Association of Catholic Families

John-Henry Westen, co-founder and editor-in-chief LifeSiteNews.com

Willy Wimmer, Secretary of State, Ministry of Defense (ret.)

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Chiunque sia interessato a firmare la lettera aperta può rivolgersi a questo indirizzo:

Openlettercouncil@gmail.com

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Open Letter to Archbishop Carlo Maria Viganò and Bishop Athanasius Schneider

July 9, 2020

Your Excellencies:

We the undersigned wish to express our sincere gratitude for your fortitude and care for souls during the ongoing crisis of Faith in the Catholic Church. Your public statements calling for an honest and open discussion of the Second Vatican Council and the dramatic changes in Catholic belief and practice that followed it have been a source of hope and consolation to many faithful Catholics. The event of the Second Vatican Council appears now more than fifty years after its completion to be unique in the history of the Church. Never before our time has an ecumenical council been followed by such a prolonged period of confusion, corruption, loss of faith, and humiliation for the Church of Christ.

Catholicism has distinguished itself from some false religions by its insistence that Man is a rational creature and that religious belief encourages rather than suppresses critical reflection by Catholics. Many, including the current Holy Father, appear to place the Second Vatican Council—and its texts, acts, and implementation—beyond the reach of critical analysis and debate. To concerns and objections raised by Catholics of good will, the Council has been held up by some as a “super-council,” the invocation of which ends rather than fosters debate. Your call to trace the current crisis in the Church to its roots and to call for action to correct any turn taken at Vatican II that is now seen to have been a mistake exemplify the fulfillment of the episcopal office to hand on the Faith as the Church has received it.

We are grateful for your calls for an open and honest debate about the truth of what happened at Vatican II and whether the Council and its implementation contain errors or aspects that favor errors or harm the Faith. Such a debate cannot start from a conclusion that the Second Vatican Council as a whole and in its parts is per se in continuity with Tradition. Such a pre-condition to a debate prevents critical analysis and argument and only permits the presentation of evidence that supports the conclusion already announced. Whether or not Vatican II can be reconciled with Tradition is the question to be debated, not a posited premise blindly to be followed even if it turns out to be contrary to reason. The continuity of Vatican II with Tradition is a hypothesis to be tested and debated, not an incontrovertible fact. For too many decades the Church has seen too few shepherds permit, let alone encourage, such a debate.

Eleven years ago, Msgr. Brunero Gherardini had already made a filial request to Pope Benedict XVI: “The idea (which I dare now to submit to Your Holiness) has been in my mind for a long time. It is that a grandiose and if possible final clarification of the last council be given concerning each of its aspects and contents. Indeed, it would seem logical, and it seems urgent to me, that these aspects and contents be studied in themselves and in the context of all the others, with a close examination of all the sources, and from the specific viewpoint of continuity with the preceding Church’s Magisterium, both solemn and ordinary. On the basis of a scientific and critical work—as vast and irreproachable as possible—in comparison with the traditional Magisterium of the Church, it will then be possible to draw matter for a sure and objective evaluation of Vatican II.”

We also are grateful for your initiative in identifying some of the most important doctrinal topics that must be addressed in such a critical examination and for providing a model for frank, yet courteous, debate that can involve disagreement. We have collected from your recent interventions some examples of the topics you have indicated must be addressed and, if found lacking, corrected. This collection we hope will serve as a basis for further detailed discussion and debate. We do not claim this list to be exclusive, perfect, or complete. We also do not all necessarily agree with the precise nature of each of the critiques quoted below nor on the answer to the questions you raise, yet we are united in the belief that your questions deserve honest answers and not mere dismissals with ad hominem claims of disobedience or breaking with communion. If what each of you claims is untrue, let interlocutors prove it; if not, the hierarchy should give credence to your claims.

Religious Liberty for All Religions as a Natural Right Willed by God

Bishop Schneider: “Examples include certain expressions of the Council on the topic of religious freedom (understood as a natural right, and therefore positively willed by God, to practice and spread a false religion, which may also include idolatry or even worse)….”

Bishop Schneider: “Unfortunately, just a few sentences later, the Council [in Dignitatis Humanae] undermines this truth by setting forth a theory never before taught by the constant Magisterium of the Church, i.e., that man has the right founded in his own nature, ‘not to be prevented from acting in religious matters according to his own conscience, whether privately or publicly, whether alone or in association with others, within due limits’ (ut in re religiosa neque impediatur, quominus iuxta suam conscientiam agat privatim et publice, vel solus vel aliis consociatus, intra debitos limites, n. 2). According to this statement, man would have the right, based on nature itself (and therefore positively willed by God) not to be prevented from choosing, practicing and spreading, also collectively, the worship of an idol, and even the worship of Satan, since there are religions that worship Satan, for instance, the ‘church of Satan.’ Indeed, in some countries, the ‘church of Satan’ is recognized with the same legal value as all other religions.”

The Identity of the Church of Christ with the Catholic Church and the New Ecumenism

Bishop Schneider: “[I]ts [the Council’s] distinction between the Church of Christ and the Catholic Church (the problem of “subsistit in” gives the impression that two realities exist: the one side, the Church of Christ, and on the other, the Catholic Church); and its stance towards non-Christian religions and the contemporary world.”

Bishop Schneider: “To state that Muslims adore together with us the one God (“nobiscum Deum adorant”), as the II Vatican Council did in Lumen Gentium n. 16, is theologically a highly ambiguous affirmation. That we Catholics adore with the Muslims the one God is not true. We do not adore with them. In the act of adoration, we always adore the Holy Trinity, we do not simply adore “the one God” but, rather, the Holy Trinity consciously—Father, Son, and Holy Ghost. Islam rejects the Holy Trinity. When the Muslims adore, they do not adore on the supernatural level of faith. Even our act of adoration is radically different. It is essentially different. Precisely because we turn to God and adore Him as children who are constituted within the ineffable dignity of divine filial adoption, and we do this with supernatural faith. However, the Muslims do not have supernatural faith.”

Archbishop Viganò: “We know well that, invoking the saying in Scripture Littera enim occidit, spiritus autem vivificat [The letter brings death, but the spirit gives life (2 Cor 3:6)], the progressives and modernists astutely knew how to hide equivocal expressions in the conciliar texts, which at the time appeared harmless to most but that today are revealed in their subversive value. It is the method employed in the use of the phrase subsistit in: saying a half-truth not so much as not to offend the interlocutor (assuming that it is licit to silence the truth of God out of respect for His creature), but with the intention of being able to use the half-error that would be instantly dispelled if the entire truth were proclaimed. Thus“Ecclesia Christi subsistit in Ecclesia Catholica” does not specify the identity of the two, but the subsistence of one in the other and, for consistency, also in other churches: here is the opening to interconfessional celebrations, ecumenical prayers, and the inevitable end of any need for the Church in the order of salvation, in her unicity, and in her missionary nature.”

Papal Primacy and the New Collegiality

Bishop Schneider: “For example, the very fact that a ‘nota explicativa praevia’ to the document Lumen Gentium was needed shows that the text of Lumen Gentium, in n. 22, is ambiguous with regard to the topic of the relationship between papal primacy and episcopal collegiality. Documents clarifying the Magisterium in post-conciliar times, such as the encyclicals Mysterium Fidei, Humanae Vitae, and Pope Paul VI’s Creed of the People of God, were of great value and help, but they did not clarify the aforementioned ambiguous statements of the Second Vatican Council.”

The Council and Its Texts are the Cause of Many Current Scandals and Errors

Archbishop Viganò: “If the pachamama could be adored in a church, we owe it to Dignitatis Humanae. If we have a liturgy that is Protestantized and at times even paganized, we owe it to the revolutionary action of Msgr. Annibale Bugnini and to the post-conciliar reforms. If the Abu Dhabi Declaration was signed, we owe it to Nostra Aetate. If we have come to the point of delegating decisions to the Bishops’ Conferences – even in grave violation of the Concordat, as happened in Italy – we owe it to collegiality, and to its updated version, synodality. Thanks to synodality, we found ourselves with Amoris Laetitia having to look for a way to prevent what was obvious to everyone from appearing: that this document, prepared by an impressive organizational machine, intended to legitimize Communion for the divorced and cohabiting, just as Querida Amazonia will be used to legitimize women priests (as in the recent case of an ‘episcopal vicaress’ in Freiburg) and the abolition of Sacred Celibacy.”

Archbishop Viganò: “But if at the time it could be difficult to think that a religious liberty condemned by Pius XI (Mortalium Animos) could be affirmed by Dignitatis Humanae, or that the Roman Pontiff could see his authority usurped by a phantom episcopal college, today we understand that what was cleverly concealed in Vatican II is today affirmed ore rotundo in papal documents precisely in the name of the coherent application of the Council.”

Archbishop Viganò: “We can thus affirm that the spirit of the Council is the Council itself, that the errors of the post-conciliar period were contained in nuce in the Conciliar Acts, just as it is rightly said that the Novus Ordo is the Mass of the Council, even if in the presence of the Council Fathers the Mass was celebrated that the progressives significantly call pre-conciliar.”

Bishop Schneider: “For anyone who is intellectually honest, and is not seeking to square the circle, it is clear that the assertion made in Dignitatis Humanae, according to which every man has the right based on his own nature (and therefore positively willed by God) to practice and spread a religion according to his own conscience, does not differ substantially from the statement in the Abu Dhabi Declaration, which says: ‘The pluralism and the diversity of religions, color, sex, race and language are willed by God in His wisdom, through which He created human beings. This divine wisdom is the source from which the right to freedom of belief and the freedom to be different derives.’”

We have taken note of the differences you have highlighted between the solutions each of you has proposed for responding to the crisis precipitated at and following the Second Vatican Council. For example, Archbishop Viganò has argued it would be better to altogether “forget” the Council, while Bishop Schneider, disagreeing with him on this specific point, proposes officially to correct only those parts of the Council documents that contain errors or that are ambiguous. Your courteous and respectful exchange of opinions should serve as a model for the more robust debate that you and we desire. Too often these past fifty years disagreements about Vatican II have been challenged by mere ad hominem attacks rather than calm argumentation. We urge all who will join this debate to follow your example.

We pray that Our Blessed Mother, St. Peter the Prince of the Apostles, St. Athanasius, and St. Thomas Aquinas protect and preserve your Excellencies. May they reward you for your faithfulness to the Church and confirm you in your defense of the Faith and of the Church.

In Christo Rege,

Donna F. Bethell, J.D.

Prof. Dr Brian McCall

Paul A. Byrne, M.D.

Edgardo J. Cruz-Ramos, President Una Voce Puerto Rico

Dr Massimo de Leonardis, Professor (ret.) of History of International Relations

Prof. Roberto de Mattei, President of the Lepanto Foundation

Fr Jerome W. Fasano

Mauro Faverzani, journalist

Timothy S. Flanders, author and founder of a lay apostolate

Matt Gaspers, Managing Editor, Catholic Family News

Corrado Gnerre, leader of the Italian movement “Il Cammino dei Tre Sentieri”

Dr Maria Guarini STB, editor of the website Chiesa e postconcilio

Kennedy Hall, book author

Prof. Dr em. Robert D. Hickson

Prof. Dr.rer.nat. Dr.rer.pol. Rudolf Hilfer, Stuttgart, Germany

Rev. John Hunwicke, Senior Research Fellow Emeritus, Pusey House, Oxford

Prof. Dr Peter Kwasniewski

Leila M. Lawler, writer

Pedro L. Llera Vázquez, school headmaster and author at InfoCatólica

James P. Lucier PhD

Massimo Magliaro, journalist, Editor of “Nova Historica”

Antonio Marcantonio, MA

Dr Taylor Marshall, author of Infiltration: The Plot to Destroy the Church from Within

The Reverend Deacon, Eugene G. McGuirk

Fr Michael McMahon Prior St. Dennis Calgary

Fr Cor Mennen

Fr Michael Menner

Dr Stéphane Mercier, Ph.D., S.T.B.

Hon. Andrew P. Napolitano, Senior Judicial Analyst, Fox News; Visiting Professor of Law, Hofstra University

Fr Dave Nix, Diocesan Hermit

Prof. Paolo Pasqualucci

Fr Dean Perri

Dr Carlo Regazzoni, Philosopher of Culture, Therwill, Switzerland

Fr Luis Eduardo Rodríguez Rodríguez

Don Tullio Rotondo

John F. Salza, Esq., Catholic Attorney and Apologist

Wolfram Schrems, Wien, Mag. theol., Mag. Phil., catechist

Henry Sire, historian and book author

Robert Siscoe, author

Jeanne Smits, journalist

Dr. sc. Zlatko Šram, Croatian Center for Applied Social Research

Fr Glen Tattersall, Parish Priest, Parish of St John Henry Newman (Melbourne, Australia)

Marco Tosatti, journalist

Jose Antonio Ureta

Aldo Maria Valli, journalist

Dr Thomas Ward, President of the National Association of Catholic Families

John-Henry Westen, co-founder and editor-in-chief LifeSiteNews.com

Willy Wimmer, Secretary of State, Ministry of Defense (ret.)

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