Se un cuboide fa da altare

La chiesa di San Lorenzo a Oberföhring, Monaco di Baviera, è un bell’esempio di barocco della fine del XVII secolo, tanto da essere tutelata come monumento protetto. Costruita tra il 1677 e il 1680, la chiesa, con i suoi elaborati stucchi e le sculture, è considerata una delle meglio conservate sotto il profilo architettonico.

Ebbene, qui, a completamento di una approfondita ristrutturazione, il cardinale Reinhard Marx domenica 25 ottobre ha consacrato una “cosa” che a stento possiamo definire altare.

Nella foto, sopra il titolo, potete vedere il cardinale ultra-progressista nell’esercizio delle sue funzioni.

Ma ecco come la “cosa”, del tutto avulsa dal contesto, viene descritta dai progettisti: “Il nuovo altare è concepito come un blocco cuboide, diviso orizzontalmente da due linee di frattura irregolari. La linea superiore si allarga al centro in una piccola croce che penetra tutto l’altare, con un incavo, il cosiddetto sepolcro. Diverse forme di trattamento – dalle superfici di frattura ruvide alle superfici tagliate e lucidate – hanno lo scopo di dare all’altare luminoso un’ulteriore visibilità nel coro relativamente buio”.

Che l’altare abbia visibilità è fuori discussione. Diciamo pure che è un pugno nell’occhio. Ovviamente, come sempre in questi casi, c’è stato un concorso tra diversi progetti, e ovviamente, come avviene quasi sempre in questi casi, ha vinto un progetto orrendo.

Il problema non riguarda solo la Germania. Torna alla mente il nuovo altare della basilica di Santa Maria Assunta a Gallarate (Varese), con quelle teste mozzate e impilate, che inducono a macabri pensieri.

La costante è una sola: la bruttezza che svilisce e crea inquietudine.

Il discorso potrebbe allargarsi facilmente a tante chiese dall’architettura orripilante, come per esempio questa qui sotto, sulla quale hanno pensato bene di scrivere a enormi caratteri la parola “chiesa”, caso mai qualcuno la potesse scambiare, e con ragione, per un magazzino o un deposito della nettezza urbana.


Inutile mostrare altre immagini, tanto ognuno di noi potrebbe fornire un lungo campionario di chiese brutte e di arredi liturgici che gridano vendetta al Cielo.

Resta la solita domanda: perché?

Tante le risposte, che riguardano la teologia, la filosofia, l’estetica. In passato me ne sono occupato più volte. Ma la spiegazione delle spiegazioni può essere una sola: c’è lo zampino del diavolo. Che evidentemente, quando vede certe chiese e certe “attrezzature liturgiche”, se la ride alla grande.

“Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori, e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me e io non ero con te”. Parole di sant’Agostino.

Ah, dimenticavo. I costi per il restauro di San Lorenzo a Monaco di Baviera ammontano a circa quattro milioni di euro, di cui 245 mila per le “attrezzature liturgiche”. Compreso il cuboide. Che forse, azzarda qualcuno, è diventato così, tutto fratturato, dopo che il cardinale Marx vi si è appoggiato.

Sento arrivare, dal basso, altre risate.

A.M.V.

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