L’insostenibile alleanza Vaticano-Onu per la “sostenibilità”

Il Vaticano lancia la collaborazione in materia di istruzione con l’Onu per promuovere la “sostenibilità” e l’”uguaglianza di genere”.

L’ex segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, l’economista pro-aborto e neocolonialista Jeffrey Sachs (ormai ospite fisso) e il direttore generale dell’Unesco sono tra i personaggi coinvolti dal Vaticano per il lancio di una collaborazione tra la Santa Sede e l’Onu indirizzata a educare il mondo a stili di vita “sostenibili”, all’”uguaglianza di genere” e alla cultura della pace e della non-violenza.

Ne riferisce Edward Pentin sul National Catholic Register. Articolo tradotto e opportunamente proposto in italiano da Sabino Paciolla.

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L’ex segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, l’economista Jeffrey Sachs e il direttore generale dell’Unesco sono tra i relatori del poco pubblicizzato lancio di una collaborazione tra il Vaticano e le Nazioni Unite volta a educare il mondo a stili di vita sostenibili, all’uguaglianza di genere e alla cultura della pace e della non-violenza.

Il Simposio vaticano dei giovani del 16-17 dicembre, ospitato dalla Pontificia accademia delle scienze, serve da lancio per una collaborazione tra l’iniziativa Global Compact on Education di papa Francesco, che invita un nuovo umanesimo basato su un cambiamento globale di mentalità, e Mission 4.7, un gruppo consultivo di leader civili e politici appoggiati dalle Nazioni Unite che mira a raggiungere l’obiettivo educativo (numero 4.7) degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dell’Onu.

Il Vaticano ha detto che il simposio si sta concentrando in particolare sulla necessità di promuovere un nuovo tipo di educazione, “che superi l’attuale globalizzazione dell’indifferenza e della cultura dello spreco”.

Gli Sdg (gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, ndr) sono diciassette obiettivi interconnessi, elaborati dall’Assemblea generale dell’Onu, che richiedono un’azione urgente per raggiungere “un futuro migliore e più sostenibile per tutti”. Gli Sdg sono stati creati nel 2015, lo stesso anno in cui papa Francesco ha pubblicato l’enciclica ambientale Laudato si’, e il loro principale architetto è l’economista della Columbia University Jeffrey Sachs, un sostenitore del controllo della popolazione e alleato del senatore socialista Bernie Sanders.

L’Sdg numero 4 è finalizzato a “un’istruzione di qualità” e, nell’ambito di tale obiettivo, l’obiettivo 4.7 mira a “garantire che tutti gli studenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, anche attraverso l’educazione allo sviluppo sostenibile e a stili di vita sostenibili, i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la promozione di una cultura della pace e della non violenza, la cittadinanza globale e l’apprezzamento della diversità culturale e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile”.

Giunto al quinto anno, il Simposio giovanile vaticano di questa settimana è sempre servito a promuovere gli Sdg, anche se gli obiettivi 3.7 e 5.6 includono “servizi per la salute sessuale e riproduttiva” – nomi in codice dell’Onu che stanno per aborto e contraccezione.

Ogni simposio, compreso quello attuale, è stato organizzato congiuntamente dal Vaticano e dal ramo giovanile della Rete delle soluzioni per lo sviluppo sostenibile (Sdsn), un’organizzazione anch’essa diretta da Sachs e parzialmente finanziata dalla teoria pro-contracezione e pro-gender della Bill e Melinda Gates Foundation (nel 2016 ha dato all’organizzazione un milione di dollari).

Ban Ki-moon, che è stato segretario generale dell’Onu dal 2007 al 2016, è patrocinatore del gruppo consultivo Mission 4.7, insieme a Audrey Azoulay, la direttrice generale dell’Unesco, nota per la sua promozione della “parità di genere” e dei diritti Lgbt. Azoulay ha anche partecipato al rilancio del Patto globale sull’istruzione di Francesco in ottobre.

Tra i quattro copresidenti di Mission 4.7 ci sono Sachs e il cancelliere della Pontificia accademia delle scienze, monsignor Marcelo Sánchez Sorondo. Tra i membri del suo “gruppo di consulenza di alto livello” ci sono Jack Ma, fondatore del Gruppo Alibaba, la multinazionale cinese multimiliardaria, conosciuta anche come l’equivalente cinese del gigante del commercio al dettaglio online, Amazon, e Jennifer Gross, fondatrice della Blue Chip Foundation che mira a sradicare la povertà aiutando le persone a raggiungere l’autosufficienza. Tra gli altri membri ci sono i responsabili di Scholas Occurrentes, un programma educativo per la creazione di una cultura dell’incontro sostenuto da papa Francesco.

Nel suo messaggio video al simposio del 16 dicembre, Francesco ha ringraziato i partecipanti per essersi riuniti, soprattutto durante un “anno di sofferenza” dovuto al Covid, in un atto di speranza che contrasta gli “impulsi di odio, divisione e ignoranza” attraverso una “nuova ondata di opportunità educative basate sulla giustizia sociale e sull’amore reciproco”.

Il papa ha aggiunto che, in un momento in cui “il patto per l’educazione globale si è rotto”, è stato “lieto di vedere che i governi si sono nuovamente impegnati a mettere in pratica queste idee adottando l’Agenda 2030 e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu, in sinergia con il Global Compact sull’educazione”.

Ha anche elogiato il ruolo e il contributo delle Nazioni Unite nell’offrire una “opportunità unica” per creare “un nuovo tipo di nuova educazione”, e ha citato il messaggio di apprezzamento dell’Onu del 1965 di san Paolo VI, in cui lodava l’istituzione tesa a “insegnare la pace agli uomini”.

A proposito di questa nuova collaborazione, il papa ha espresso l’auspicio che la Chiesa cattolica e la Mission 4.7 lavorino insieme “per la civiltà dell’amore, della bellezza e dell’unità”, e ha chiesto che non vengano dimenticati gli anziani “portatori dei valori umani più decisivi”.

In un messaggio ai partecipanti, Ban Ki-moon si è detto “orgoglioso di lanciare” la Mission 4.7, definendola “un’iniziativa vitale per sostenere che tutti i discenti acquisiscano i valori, le conoscenze e le capacità per promuovere la cittadinanza globale e lo sviluppo sostenibile”.

La giovane partecipante Kimi Waite, educatrice ed esploratrice della giustizia sociale, ha detto di essere “entusiasta dell’opportunità di partecipare” al simposio vaticano e di conoscere la Missione 4.7 dell’Unesco e della Sdsn. La mission, ha twittato, “ci ricorda che l’educazione non è un obiettivo globale da raggiungere per se stesso, ma un mezzo per raggiungere tutti gli altri SDG! Chiave per il cambiamento e la sostenibilità globale”.

Waite ha fatto eco ai commenti, che anche Azoulay aveva twittato, che l’Unesco “dà priorità all’obiettivo 4.7 per ricordare che l’educazione non è solo un obiettivo in sé. È anche un mezzo per raggiungere tutti gli altri #SDG, un catalizzatore di cambiamento”.

Il vescovo Sánchez, che in passato ha giustificato il lavoro con figure pro-aborto come Sachs dicendo che non esprimono tali opinioni nel contesto di tali eventi, si è detto “molto felice di collaborare” con la Mission 4.7, “specialmente dopo questo importantissimo discorso del Papa, che riconosce la necessità di ristabilire un’educazione globale e universale”.

Edward Pentin

National Catholic Register

Traduzione di Sabino Paciolla

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