La battaglia in corso è epocale, e riguarda non solo e non tanto l’economia, ma le nostre stesse anime

Cari amici di Duc in altum, sono lieto di dare il benvenuto nel blog a Francesco Toscano, che con Vox Italia Tv costituisce ormai una voce imperdibile per tutti coloro che avvertono il bisogno di conoscere e interpretare la realtà attuale evitando di impiegare gli occhiali del politicamente corretto, imposti dai padroni della narrativa dominante.

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Viviamo tempi molto particolari, caratterizzati dal predominio della suggestione sulla logica, dal prevalere della forza ipnotica su qualsiasi forma di basilare buon senso. Tutti i valori sono invertiti, i pavidi e gli stolti vengono di continuo trasfigurati mediaticamente in esempi di virtù, mentre coloro che ancora conservano uno spirito critico sono additati a reti unificate alla stregua di potenziali untori e nemici del bene pubblico; endemicamente insolentiti da personaggi senza alcuno spessore culturale assoldati nella qualità di “picchiatori di completamento” da un sistema informativo che pretende di creare la realtà anziché limitarsi a raccontarla o, al limite, interpretarla.

Il sistema infernale che sovrintende quel mostro chiamato globalizzazione è tanto mellifluo e ipocrita nella forma quanto violento e totalitario nella sostanza. Plastica e precisa traduzione delle intuizioni orwelliane che affidavano il compimento delle azioni più turpi proprio a un ministero chiamato beffardamente “dell’Amore”.

In molti ritengono che la battaglia in atto, e che trova oggettivamente adesso negli Stati Uniti il suo epicentro, sia legata a ragioni prettamente economiche, sia cioè in qualche modo figlia dell’ingordigia e dell’avidità delle solite oligarchie che non si saziano mai. Non sono affatto persuaso circa la bontà di una simile analisi. Non fraintendetemi, però. So perfettamente, per dirla con Victor Hugo, che “il paradiso dei ricchi è fatto dell’inferno dei poveri”. Per cui non mi sognerei mai di utilizzare senza sorridere il termine “filantropi” per definire personaggi come Soros, Gates o Buffet. Non dico che l’attaccamento al denaro non sia una molla potente che induce questi uomini a pianificare qualsiasi tipo di operazione, anche la più spregiudicata, in danno di chiunque. Semplicemente dico di più e di peggio. Questi uomini, controllando di fatto le leve che determinano la “creazione” (non la “distribuzione”) del denaro, non hanno più bisogno di proseguire una lotta di classe che hanno già vinto abbondantemente. Viviamo, così dicono gli esperti, in regime di “moneta fiat” (la moneta si crea dal nulla), immagine che richiama non a caso il “fiat lux” di biblica memoria. Perché dico questo? Perché gli “architetti” della globalizzazione cavalcante stanno combattendo in realtà una guerra prevalentemente “spirituale”, colpendo le persone al cuore dopo averne svuotato il portafogli. Una guerra che intende infine riprogrammare dalle fondamenta l’essere umano, ricalibrato secondo i dettami di una modernità che ci vuole neutri, isolati, incapaci di relazioni interpersonali e privi di sentimenti forti e idealità. Il loro sogno è quello di far nascere una società transumana e robotizzata, pacificata proprio nella misura in cui è svuotata e inconsapevole. Una società tristemente simile a quella immaginata da Aldous Huxley ne Il  mondo nuovo.

Questa guerra spirituale non possiamo però combatterla in compagnia della Chiesa di Bergoglio, oramai palesemente impegnata nel puntellare il dominio dei peggiori. Donald Trump è forse l’unico leader politico di un certo rilievo che sta provando ad affrontare le questioni prima precisate con coraggio e chiarezza. Uno dei pochi capi di Stato che non abbia interiorizzato e veicolato la narrazione terroristica sul Covid che serve chiaramente interessi malefici e dissimulati.

Trump sta pagando un prezzo per questo. Dileggiato di continuo dai media mainstream e ora perfino censurato da quasi tutti i principali social network. E pure la partita in America non è ancora chiusa, con buona pace dei progressisti che inneggiano a Biden quasi fosse per davvero uno statista e non un politico mediocre. In un certo senso la battaglia tra Trump e Biden ricorda lo scontro che vide contrapporsi Costantino a Massenzio nel 312 d.c., una battaglia epocale che avrà ripercussioni durature non solo in Occidente, ma nel mondo intero.

Poco importa constatare come Trump non sia magari la personificazione del cristiano perfetto: neppure Costantino lo era. L’intervento di Dio nella Storia segue logiche che la mente umana non può compenetrare (così come “non si può svuotare il mare con un cucchiaino” direbbe sant’Agostino). Non ci resta quindi che continuare fare il massimo, ogni giorno e con coraggio, per impedire che il male assoluto del “politicamente corretto” imponga definitivamente il suo volere.

Indebolitasi con l’attuale pontefice la forza “catecontica” della Chiesa di Roma, tocca ora agli uomini di buona volontà fare giorno dopo giorno di più e di meglio. Senza chiedersi neppure quando e se arriveranno i risultati sperati. Anche perché è scritto: “Non temere nella tribolazione, è con il fuoco che si prova l’oro”.

Francesco Toscano

Direttore Vox Italia Tv

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Aldo Maria Valli, Semel in anno

(Cronache dal futuro, Interviste pazze, Cattolici su Marte)

Semel in anno licet insanire” dicevano gli antichi. “Una volta all’anno è lecito impazzire”. Quando le cose si mettono male, una risata può essere terapeutica. E può anche servire per dire la verità a fronte di un dispotismo soffocante. Vecchia storia: quando il conformismo dilaga, solo il giullare, attraverso la satira, riesce a proporre squarci di verità. E allora “insanire” può diventare addirittura dovere civile, se vogliamo usare parole grosse. Come diceva Victor Hugo, “è dall’ironia che comincia la libertà”. L’avvertenza è quella solita, nota ai frequentatori del mio blog Duc in altum: i contributi qui raccolti contengono ironia e sarcasmo. In caso di accertata allergia all’ironia e al sarcasmo, astenersi dalla lettura. Se siete allergici e non vi astenete, peggio per voi.

Semel in anno lo trovi qui, qui e qui

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