“Io sono per la vita”. Il messaggio di Anna

Cari amici di Duc in altum, ricevo dall’Associazione San Michele Arcangelo questo comunicato, che volentieri vi propongo. Saremo sempre dalla parte della vita e dei suoi coraggiosi difensori.

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Sono stati affissi a Ravenna i manifesti della campagna #Stop aborto promossa dall’Associazione Pro Vita e Famiglia onlus. Il manifesto presenta il volto di un bambino con lo slogan «Io sono per la vita».

Fino a ieri è transitato per le strade della città romagnola anche il camion-vela con l’immagine di Anna Bonetti, una ragazza sorda profonda dalla nascita, molto attiva sui social al fine di diffondere la cultura della vita. La sua svolta come attivista pro-life è iniziata dopo aver scoperto che anche coloro che vivono la sua stessa condizione vengono sterminati per mezzo della diagnosi prenatale. Il suo amore per la vita l’ha portata a diventare assistente educatore per i bambini che vivono la sua stessa condizione. «Il corpo di mio figlio non è il mio corpo, sopprimerlo non è la mia scelta #stopaborto» è il messaggio di cui Anna si fa portatrice.

Orgogliosa di aver partecipato a questa iniziativa di sensibilizzazione, in difesa della vita innocente, e di denunciare chi invece tenta di censurare verità scomode, Anna ha scritto sul suo profilo Facebook: «Vi definite democratici, eppure cercate di imbavagliare in tutti modi chi porta alla luce del sole la verità, cosa tipica delle peggiori dittature che hanno attraversato la storia dell’umanità. È evidente che siete talmente terrorizzati dalla verità che cercate di sopprimerla in tutti i modi».

«Siccome sono sorda profonda dalla nascita – continua Anna – io faccio parte di quella “diversità” che voi tanto dite di difendere, perciò so bene di cosa parlo». Poi una domanda: «E su tutti i bambini disabili che vengono sterminati per mezzo della diagnosi prenatale niente da dire? D’altronde, se abbiamo il diritto di essere inclusi nella società, nessuno può avere l’autorità di negarcelo prima della nascita».

«Mamma, chi sceglie la vita vince sempre! L’aborto è una sconfitta #io scelgo la vita». L’immagine scelta per la campagna è di Maria Rachele Ruiu, moglie, mamma e counsellor professionista, socio fondatore del Comitato Difendiamo i Nostri Figli e membro del direttivo di Pro Vita e Famiglia onlus.

«Chiamare l’aborto diritto è una bugia», afferma Maria Rachele Ruiu. «Nessuna donna sceglie di abortire. Le donne, quando ricorrono all’aborto, vi ricorrono perché pensano che non possano fare altrimenti. Ecco, vorrei che io, noi, lo Stato, tutti si facessero carico di questo “non poter fare altrimenti” per accogliere quella mamma spaventata e, naturalmente, suo figlio. Invece viene presentato spesso e volentieri solo l’aborto. E il fatto che questi manifesti siano stati accolti così come sono stati accolti, mi conferma che oggi, nel 2021, non si può parlare di aborto, se non con i “dogmi”. Dogmi però che sono diffusi sulla pelle delle donne, e dei loro figli». E conclude: «Vorrei restituire ai miei figli un mondo in cui la 194 dorma in un cassetto, perché le donne non vi ricorrano più, perché la società accolga seriamente loro, le loro difficoltà e ovviamente, i loro figli».

In Romagna la campagna è curata dall’Associazione culturale San Michele Arcangelo con il sostegno di Giuristi per la Vita, Movimento per la Vita di Cesena, parrocchia ortodossa Protezione della Madre di Dio del Patriarcato di Mosca, Comitati difendiamo i nostri figli di Ravenna e Rimini, Centro internazionale Giovanni Paolo II per il magistero sociale della Chiesa, Centro culturale Il Crocevia di Cesena e Associazione culturale identità europea.

La campagna proseguirà nelle prossime settimane nell’intera Romagna e in alcune città dell’Emilia.

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Cari amici di Duc in altum, sono lieto di annunciare l’uscita del libro L’altro Vaticano II. Voci da un Concilio che non vuole finire (Chorabooks 2021), nel quale è proposto un modo alternativo e controcorrente di guardare al Concilio Vaticano II, tema imprescindibile se si vuole affrontare la questione della crisi della Chiesa e della fede stessa.

Con contributi di Enrico Maria Radaelli, padre Serafino Maria Lanzetta, padre Giovanni Cavalcoli, Fabio Scaffardi, Alessandro Martinetti, Roberto de Mattei, cardinale Joseph Zen Ze-kiun, Eric Sammons, monsignor Carlo Maria Viganò, monsignor Guido Pozzo, Giovanni Formicola, don Alberto Strumia, monsignor Athanasius Schneider, Aldo Maria Valli.

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