La torta di mele? Non mangiatela, è razzista

La tipica torta di mele, appoggiata su un panno e messa sul davanzale a raffreddare, è un simbolo dell’America e dell’americanità, ma nasconde una storia di violenze e sopraffazioni.

È quanto spiega il Guardian, giornale liberal per eccellenza, in un articolo di Raj Patel, esperto di cucina secondo il quale il dessert al quale tanti americani sono affezionati è frutto del colonialismo e della schiavitù.

L’articolo, intitolato Food injustice has deep roots: let’s start with America’s apple pie (L’ingiustizia alimentare ha radici profonde: cominciamo con la torta di mele americana), sostiene che il caro, vecchio apple pie ha origini “sanguinose” e a ben guardare non è per niente americano, ma è frutto di una storia di sopraffazione.

Patel, documentarista britannico di origini indiane, descrive se stesso come “simpatizzante anarchico” ed ha scritto un libro, Stuffed and Starved: The Hidden Battle for the World Food System, che si occupa di quelle che l’autore considera le ingiustizie alimentari.

Ma perché la torta di mele è finita nel mirino di Patel? Perché, spiega l’articolo del Guardian, “le mele hanno viaggiato nell’emisfero occidentale con i coloni nel 1500 in quello che veniva definito lo scambio colombiano, ma ora è meglio compreso come un vasto genocidio di popolazioni indigene”. Senza contare che i colonizzatori inglesi nelle nuove terre usavano i meli “come indicatori di civiltà, vale a dire di proprietà”.

Ma se le mele sono da condannare, nemmeno lo zucchero si salva, perché il commercio della canna da zucchero e degli schiavi andò di pari passo.

Infine, l’autore ne ha anche per il panno sul quale la torta viene appoggiata. Anch’esso sarebbe infatti il frutto di un’appropriazione culturale, perché i nativi americani usavano già il cotone quando Cristoforo Colombo sbarcò in America nel 1492 e il commercio del cotone attuato dai bianchi diede luogo a un vero “capitalismo di guerra” che “schiavizzò e commise atti di genocidio contro milioni di indigeni nel Nord America e milioni di africani e dei loro discendenti attraverso il commercio transatlantico degli schiavi”.

Se a questo punto la torta di mele vi è andata per traverso, sappiate che Patel ne ha per l’intero sistema alimentare, la cui storia “è sempre stata una storia di lotte”.

Preso di mira da molti lettori sui social, l’articolo ha suscitato scalpore. Quelli come Patel, dice un tweet, sono matti.

Fonte: theguardian.com

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