Lettera / Prima Draghi, poi Mattarella. Diventano feroci perché si sentono deboli

Cari amici di Duc in altum, ricevo questa lettera da un affezionato lettore del blog.

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Caro Valli,

la sparata  del capo dello Stato ha stupito anche me che pur respiro l’atmosfera avvelenata di questi giorni. Dire che chi si sottrae (si sottrae!) alla inoculazione mette perciò stesso a rischio la vita altrui è una plateale fandonia e Mattarella non poteva non saperlo, così come Draghi quando ha detto la stessa cosa. Ora, che cosa dobbiamo pensare di pubblici amministratori al servizio del bene comune, quando indicano(falsamente) una parte della popolazione come nociva per la restante parte? Che essi non sono più, almeno moralmente, quei servitori del popolo che si dicono. Così facendo essi seminano scientemente odio, rancore e divisione tra la popolazione attizzando sentimenti che avremmo pensato relegati ai regimi di un tempo. Sembra che il vaso delle Furie sia stato aperto proprio da chi era incaricato di tenerlo chiuso. Questo mentire spudoratamente, e noi sappiamo chi è padre della menzogna…

Non mi attira il complottismo però questo modo di fare, autorità e mass media, lascia pensare che vi sia ben altro in questione che la preoccupazione per la nostra salute minacciata da un virus peraltro assai meno apocalittico di come viene dipinto. Chi si preoccupa amorevolmente per te non ti ricopre di insulti e minacce se non fai quello che vuole. Questo è il modo di fare di chi ricerca un vantaggio proprio, non il bene altrui. Però sono altresì convinto che questo modo di fare tradisca la debolezza, non la forza della loro posizione. E magari la paura. Chi può presentare ragioni fondate delle proprie intenzioni non agisce così, non ricorre a questi metodi, non ne ha bisogno. Vi ricorre invece chi ha intenzioni non limpide, chi non può rivelare i propri veri scopi. Non essendo io nei palazzi del potere posso solo intuire cosa ci può essere che li faccia così feroci: forse la paura dell’avvicinarsi dell’inevitabile rendiconto, il momento in cui non si potrà più abbindolare la gente. Il fatto è che le perplessità ed anche l’aperta opposizione provenienti dall’interno del mondo scientifico sono andate crescendo in questi mesi parallelamente alla campagna vaccinale. E non si tratta di no-vax, come li chiamiamo con disprezzo. Si tratta di scienziati che a queste cose si dedicano da sempre. E mostrano argomenti seri, fondati, per dirci che queste sostanze non fanno ciò di cui sono accreditate ma, per i sistemi poco conosciuti che mettono in moto, potrebbero risultare disastrose in futuro. E poi ci sono le reazioni avverse già ora. Insomma, io credo che sia questo il loro incubo vero, ciò che li muove a questa insensata guerra d’odio, tanto simile alla ferocia dei regimi vicini alla fine: la sensazione che le ragioni opposte di chi dubita, di chi diffida, di chi rifiuta siano divenute nel frattempo molto più fondate di quel che ci si aspettasse e che alla fine questo potrebbe travolgerli.

Lettera firmata

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