The Viganò Tapes #10 è stato censurato. Ma ecco il testo in italiano

Tape #10 of the 18 Viganò Tapes was taken down by YouTube a few minutes later for alleged violation of its community guidelines.

Cari amici di Duc in altum, la decima puntata dei diciotto Viganò Tapes – a cura di Robert Moynihan, direttore di Inside the Vatican – è stata cancellata da YouTube. Avrebbe violato – questa la motivazione – le linee guida della community di YouTube.

Nel frattempo anche il video con la risposta numero 9 è stato censurato, ma i lettori di Duc in altum trovano qui la traduzione in italiano.

Qui proponiamo la traduzione italiana della risposta numero 10.

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Quali sono i poteri che muovono le fila di questo assalto alla civiltà occidentale e alla cristianità?

La risposta è fin troppo semplice. Anzitutto, come cristiani, sappiamo che questa guerra epocale è condotta da Satana, nemico del genere umano. Dietro gli operatori di iniquità c’è sempre e solo lui, omicida sin dal principio. Poco importa che i cooperatori di questo piano siano le case farmaceutiche o l’alta finanza, le organizzazioni filantropiche o le sette massoniche, le fazioni politiche o i media corrotti: tutti costoro, consapevoli o no, collaborano all’opera del Demonio.

Il peccato, la malattia e la morte sono il marchio inconfondibile della sua opera. Peccato, malattia e morte non come male da sanare, ma come sciagurata risposta, come unico presunto rimedio alla vita e alla salute materiale e spirituale degli uomini. Anzi come normalità per chi vive non più nell’economia della Redenzione, ma nella schiavitù di Satana che vuole rendere irreversibili gli effetti del peccato originale e inefficace il Sacrificio di Cristo. Al punto che si è giunti a considerare i sani come malati potenziali, come untori, come propagatori di morte; e viceversa, i vaccinati – che sono contagiosi – come unici presunti sani. Al punto che gli stessi chierici osano anteporre la salute del corpo al dovere di amministrare i Sacramenti e di celebrare la Messa: la viltà abbietta di molti sacerdoti e vescovi, durante gli scorsi lockdown, ha portato alla luce un quadro desolante di pavidità, anzi di tradimento, e mancanza di Fede tra i membri del clero che mostra, se mai ve ne fosse stato bisogno, le proporzioni del danno causato dalla rivoluzione conciliare.

Perché questa è l’assurdità di quanto vediamo accadere da un anno e mezzo: la risposta ad un’influenza stagionale si è fatta consistere nel divieto delle cure efficaci, e nell’imposizione di terapie sperimentali con nuove tecnologie geniche che, mentre non curano le conseguenze del virus, provocano modificazioni genetiche ed effetti collaterali, infarti e miocarditi, decessi di persone altrimenti sane o che potrebbero guarire con le cure disponibili. E a questo si aggiunge, come un rituale infernale, il ricorso al siero genico fatto con feti abortiti, quasi a rinnovare in chiave sanitaria i sacrifici umani dei pagani, propiziando con vite di innocenti il Nuovo Ordine venturo. E mentre il Battesimo cristiano monda l’anima dal peccato e la rende nel carattere sacramentale figlia di Dio, il battesimo satanico segna chi lo riceve con il marchio della Bestia.

Come possano i cattolici, senza porsi alcuno scrupolo di coscienza, sottoporsi al vaccino come ad una sorta di battesimo satanico, rimane un quesito al quale si dovrà dare una risposta. Di certo, decenni di cancellazione sistematica della Fede e della Morale nei fedeli, in nome di un dialogo con il mondo e con la modernità, hanno permesso che le anime perdessero ogni riferimento soprannaturale, lasciandosi ottundere da un sentimentalismo informe che non ha nulla di cattolico. La castrazione delle anime si è compiuta nel momento in cui il certamen cristiano contro il mondo, la carne e il diavolo si è pervertito in una indecorosa ritirata, anzi in una vile diserzione. Da soldati di Cristo, molti si sono ritrovati ad essere effeminati cortigiani dell’avversario.

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Dall’estate del 2018, quando rivelò al mondo il suo memoriale sul caso dell’ex cardinale McCarrick, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò è diventato il capofila di un movimento di resistenza cattolica a difesa della retta dottrina e della fede nel segno della Tradizione, contro l’apostasia ormai dilagante. Titolare del popolare blog Duc in altum, nel quale gli interventi dell’arcivescovo compaiono spesso, Aldo Maria Valli raccoglie nel volume Nell’ora della prova numerosi contributi dell’ex nunzio negli Usa: testi che, spaziando dall’analisi della situazione della Chiesa a temi di spiritualità, compongo un quadro indispensabile per capire che cosa significa oggi essere cattolici. Un testo che l’arcivescovo ha scritto per amore alla verità e rinunciando a tutte le royalties derivanti dalle vendite.

“Ascoltare, o riascoltare, la voce di monsignor Viganò – scrive Valli – è come salire in cima a una montagna. È come respirare a pieni polmoni dopo essere rimasti troppo a lungo esposti ai miasmi della menzogna, delle mezze verità, delle parole che nascono dall’opportunismo politico e non dall’amore per la Verità”.

Carlo Maria Viganò (Varese, 1941), consacrato arcivescovo da san Giovanni Paolo II nel 1992, ha lavorato nella segreteria di Stato della Santa Sede ed è stato segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America.

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