The Viganò Tapes #14: “This is not a coincidence” (con traduzione)

The Viganò Tapes consist of 18 tapes each one containing a question that we asked Archbishop Viganò at the end of August 2021. This exclusive interview covers the current situation in the Church and in the world. This video is #14 of these 18 tapes, in which Archbishop Viganò warns of the present danger to the individual person, “annulled into an indistinct mass in which the State is lord and master of its citizens” by the ideologies of “Socialism, Communism, National Socialism, and today’s transhumanist globalism.” The remaining tapes will be released in the coming days.

Traduzione della quattordicesima risposta

Le filosofie neopagane e le correnti spiritualiste orientali hanno insinuato nella nostra società una valutazione positiva di concetti che originariamente sono di matrice gnostica e massonica. Non è un caso: molti di questi movimenti non sono altro che la declinazione religiosa di principi filosofici dell’Illuminismo, del relativismo, del soggettivismo, del liberalismo e di tutti gli errori moderni. Così l’illuminazione del Buddha – consistente in una sorta di presa di coscienza della propria divinizzazione o del proprio annullamento nel tutto panteistico – trova il proprio corrispondente nella blasfema Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, il quale diventa centro del mondo, dopo averne estromesso Gesù Cristo.

La vera Religione difende l’individualità del singolo nel suo intimo rapporto con il suo Creatore, Signore e Redentore e nelle sue relazioni con i propri simili. Nella nuova concezione antropocentrica, invece, l’individuo si annulla in una massa indistinta, in cui lo Stato è signore e padrone dei cittadini; e questo ha posto le basi al Socialismo, al Comunismo, al Nazismo e oggi al globalismo transumanista. Non sfuggirà che, coerentemente, l’impostazione antropocentrica e comunitaria sia il marchio distintivo del Novus Ordo, in netta contrapposizione alla visione teocentrica della Messa tradizionale.

Vorrei ricordare che il buddhismo, in particolare quello del Soka Gakkai International, rappresenta una sorta di versione orientale del pensiero conciliare ecumenista, e non stupisce che il suo fondatore, Hiromasa Ikeda, abbia collaborato con Aurelio Peccei e il Club di Roma proprio nel dare al movimento un’impronta religiosa che predisponesse i propri adepti ai principi massonici e globalisti, intrisi di panteismo ecologista e di pacifismo, oggi fatti propri dalla chiesa bergogliana (qui). Tutti i principi professati dal Soka Gakkai coincidono con quelli del globalismo e del Nuovo Ordine Mondiale, mutuandone significativamente anche il lessico (qui). È altresì interessante notare che il Soka Gakkai rappresenta una “eresia” del buddhismo tradizionale, esattamente come lo è la religione conciliare rispetto al Cattolicesimo romano. Quando il progetto della Religione Universale dovesse divenire realtà, ne saranno esclusi i fedeli delle religioni che non accettano la visione massonica e globalista. Ma già da ora vediamo in atto una vera e propria scrematura, per così dire, tra progressisti e integralisti.

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Dall’estate del 2018, quando rivelò al mondo il suo memoriale sul caso dell’ex cardinale McCarrick, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò è diventato il capofila di un movimento di resistenza cattolica a difesa della retta dottrina e della fede nel segno della Tradizione, contro l’apostasia ormai dilagante. Titolare del popolare blog Duc in altum, nel quale gli interventi dell’arcivescovo compaiono spesso, Aldo Maria Valli raccoglie nel volume Nell’ora della prova numerosi contributi dell’ex nunzio negli Usa: testi che, spaziando dall’analisi della situazione della Chiesa a temi di spiritualità, compongo un quadro indispensabile per capire che cosa significa oggi essere cattolici. Un testo che l’arcivescovo ha scritto per amore alla verità e rinunciando a tutte le royalties derivanti dalle vendite.

“Ascoltare, o riascoltare, la voce di monsignor Viganò – scrive Valli – è come salire in cima a una montagna. È come respirare a pieni polmoni dopo essere rimasti troppo a lungo esposti ai miasmi della menzogna, delle mezze verità, delle parole che nascono dall’opportunismo politico e non dall’amore per la Verità”.

Carlo Maria Viganò (Varese, 1941), consacrato arcivescovo da san Giovanni Paolo II nel 1992, ha lavorato nella segreteria di Stato della Santa Sede ed è stato segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America.

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