Nel nome del dio vaccino. Verità e dogmi del culto covidico

Cari amici di Duc in altum, nel mio saggio Virus e Leviatano dedico alcune riflessioni all’analogia tra “pandemia” e religione. Abbiamo i sacerdoti del culto, i virologi. Il virus non è più un accidente, ma è conseguenza della colpa morale che ricade sui non vaccinati. Se non credi alla narrativa imposta, sei nel peccato. Se non ti assoggetti alle direttive, meriti la scomunica (letteralmente, sei messo fuori dalla comunità). Se non prendi per buono quanto dicono i mass media mainstream, sei un eretico e dunque contro di te sia anatema. Abbiamo perfino i bacchettoni, che si sono autonominati guardiani della fede. E abbiamo una divisione della storia tra un pima e un dopo il Covid. Analogie di cui si occupa anche un autore ebreo, Judah Rose (uno pseudonimo) in questo articolo di American Thinker che ho tradotto e sintetizzato.

***

di Judah Rose

Ho obiezioni religiose, morali ed etiche sincere e profondamente radicate all’idea di essere obbligato ad assumere uno qualsiasi dei farmaci sperimentali noti come “vaccini Covid-19”.

Sono un ebreo. Credo, quindi, nel Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, e nella Verità del mio Dio e negli obblighi verso di Lui, come furono rivelati ai miei antenati sul Sinai.

Una delle leggi religiose più fondamentali che devo seguire è credere nel mio unico Dio e non accettare l’idolatria, o qualsiasi cosa rappresenti un falso idolo, o che io sappia essere falsa. Sono costretto dal mio Creatore a scegliere la Verità invece della menzogna.

Nel corso dei secoli, il mio popolo ha affrontato vari gradi di oppressione. A ogni generazione, periodicamente, è stata offerta la “scelta” di accettare falsi dei di vario genere oppure la tortura e la morte. La conversione ai falsi dei o la morte. La conversione, ovvero la morte di ciò che io sono in quanto persona. Non pensavo che potesse succedere negli Stati Uniti, ma sono stato smentito.

Sono arrivato a capire che questi “vaccini” sono falsi dei. È stato dimostrato che non sono sicuri e hanno dimostrato di non essere efficaci. La motivazione per prenderli si è rivelata falsa, rendendo assurda l’idea che la loro somministrazione forzata possa essere giustificata in una logica di salute pubblica. Anche il CDC [Centers for Disease Control and Prevention, Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, agenzia federale Usa, ndt] ora ammette che essi non fermano l’infezione o la trasmissione del virus. Non funzionano. Eppure si continua con il dogma che i vaccini vanno fatti, per il nostro bene, perché i vaccini rappresentano il bene. Ma questa è fede, non ragione. Questo è scientismo, non scienza.

Tutto nel culto del Covid ha analogie con una religione i cui precetti, dogmi e pratiche so essere falsi. Siamo obbligati a indossare mascherine quando le coperture per il viso non hanno mai funzionato come misura di salute pubblica contro una malattia respiratoria. Era noto prima del 2020 e tutti gli studi da allora lo hanno ribadito. Le mascherine sono, piuttosto, un segno di sottomissione al culto: il marchio che certifica che sei un vero credente o ti sei sottoposto alla coercizione.

In questo culto ci sono sommi sacerdoti le cui dichiarazioni devono essere seguite alla lettera. I burocrati che gestiscono il NIH [National Institutes of Health, Istituti nazionali per la salute, ndt] il CDC e la FDA [Food and Drug Administration, Agenzia per gli alimenti e i medicinali, ndt]. Solo questi eletti possono spiegarsi cosa dice la Scienza e quali messaggi sono ammessi. Le loro contraddizioni e i paletti continuamente spostati non sono da mettere in discussione. Se lo fai, sei demonizzato come eretico.

Scienziati e liberi pensatori vengono cacciati se mettono in discussione la narrativa imposta. Anche se la realtà dimostra che ciò che dicono è vero, tutti coloro che vanno contro il dogma della setta sono per definizione ciarlatani. Gli eretici, demonizzati, sono letteralmente esclusi dalla società in cui il culto ha preso piede, e la segregazione medica colpisce attraverso le moderne leggi.

Abbiamo funzionari pubblici – in America! – come il governatore Hochul di New York, che ha dichiarato che Dio vuole che ti vaccini e che non ci possono essere obiezioni religiose alla vaccinazione perché i leader religiosi riconosciuti hanno detto che il vaccino va bene. Dunque, le religioni la cui leadership ordina al loro gregge di sottomettersi al dio supremo del culto del Covid possono essere riconosciute; tutte le altre sono ritenute illegittime.

Hanno inventato il concetto di diffusione asintomatica per giustificare le contromisure e i blocchi senza senso, che non garantiscono alcun beneficio funzionale per fermare una presunta pandemia e sono nient’altro che sacrifici agli dei del Covid. I non vaccinati sono demonizzati come portatori di malattie, proprio come ottant’anni fa in Europa la scienza dello Stato stabilì che i miei antenati erano una minaccia per la salute pubblica in quanto portatori di malattie e dunque dovevano essere cacciati.

C’è un intero sistema di assurde minuzie sviluppate su come vivere la propria vita per evitare il male del Covid. Per esempio l’idea che quando sei in un ristorante devi indossare la maschera, ma se sei seduto a tavola è sicuro rimuoverla. Altrettanto arbitrarie sono le regole sul “distanziamento sociale”: pratiche bizzarre stabilite dai membri della setta per dimostrano la loro virtù e lo zelo nell’osservare il dogma.

Fonte: americanthinker.com

 

I miei ultimi libri