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Quell’improvvisa conversione sulla via di Genova

Cari amici di Duc in altum, si è rifatto vivo il Medicus cogitans, medico italiano con una lunga esperienza anche all’estero. Questa volta per sottolineare la marcia indietro, anzi la conversione a U, dell’ineffabile Bassetti.

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di Medicus Cogitans

Tempo di marce indietro, o meglio di conversioni a U in quel di Genova.

Da molti mesi eravamo abituati ai foschi e implacabili ukase che l’infettivologo alla moda lanciava quasi ogni giorno da un sistema di informazione che Mario Monti addirittura ritiene troppo democratico, con il silenzio assenso dell’altrimenti ubiqua Liliana Segre, evidentemente d’accordo con la pluralistica tolleranza montiana da Minculpop: davvero strana la Segre…

Il nostro Bassetti, dunque, da ascetico pasdaran propalatore del terrore microbiologico piano piano ha cominciato a trasformarsi in cantante, sirenetto da spiaggia, sposo romantico (come se ce ne importasse qualcosa) e adesso in gambero.

Grande marcia indietro, grande coerenza del piccolo severo primario di provincia che adesso scopre l’inganno e ci invita a tenere gli occhi aperti, perché, udite udite: nel numero dei nuovi ricoveri covid che quotidianamente stritolano il nostro fatiscente Servizio sanitario nazionale (spesso cantato come il migliore del mondo dai trombettieri che però non vivono come me e altri 300 mila colleghi lo sfascio progressivo del medesimo, con un quinto delle terapie intensive della Germania, un misero 20%!!) non vanno considerati tutti quei pazienti che sono sì positivi al covid ma entrano, che so io, per infarto o polmonite o peritonite e via dicendo.

Ecco la grande scoperta che speriamo spianerà al geniale primario genovese la via di Stoccolma (nel senso di Nobel): forse tutti quei numeri terrorizzanti, utili per mantenere allarme e stato di emergenza, erano gonfiati o mal calcolati.

Molti di noi lo dicevano da mesi ma sono stati ridotti al silenzio in tutti i modi: possibile che un politraumatizzato da incidente stradale che muore in ospedale deve essere classificato come morto per covid solo perché positivo a un tampone fatto al pronto soccorso prima di morire?

Possibile che l’anno scorso ci siano stati tremila morti in meno per cancro al polmone? Dove sono finiti? Tutti miracolosamente guariti? O forse trasferiti armi e bagagli al gruppo dei morti per covid?

E di esempi “epidemiologici” del genere ce ne sono un’infinità in questa Italia dall’informazione troppo democratica (vero Liliana?) come L’Aifa, che adesso sostiene essere solo sedici i morti riconducibili al vaccino: tuttavia si deve sempre ancora firmare una liberatoria circa gli effetti secondari sconosciuti del medesimo, che proprio per questo tanto sicuro non è, ma questo non interessa né ai cittadini-lemming né ai pasdaran della sanità.

Complimenti Bassetti, hai confermato che certe “incongruenze” c’erano eccome, io lo dico da mesi.

Tutti noi tuoi fans affezionati attendiamo con ansia le prossime rivelazioni e scoperte sensazionali, speriamo di vederti prima a Sanremo poi a Stoccolma, poi magari in Parlamento e sempre più in alto, ma magari non più in corsia, grazie.

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Foto da genovasi.it

 

 

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