Una chat per la vita

«Non riesco ad affrontare il dolore. Fa troppo male. Non so come fare. Aborto volontario, nove mesi fa…».

«Ciao, mi sto separando da mio marito, ho una figlia di cinque anni che soffre moltissimo l’assenza del padre».

«Ciao, ho appena scoperto di essere incinta, non so chi sia il padre, ho deciso di portare avanti la gravidanza da sola, ma sto incontrando dei problemi nella mia famiglia».

Tre voci, tre donne, tra le tantissime che si sono rivolte alla chat del sito del Movimento per la Vita di Varese (www.VitaVarese.org). Ma ci sono anche altre voci: di uomini e ragazzi, che chiedono consiglio o aiuti materiali.

Le vicende sono raccolte nel bel libro Una chat per la vita. Cinquanta storie di speranza (Edizioni Ares, 264 pagine, 16,80 euro) di Vittoria Criscuolo e Susanna Primavera, rispettivamente presidente e componente del direttivo del Movimento per la Vita di Varese ed entrambe con una lunga esperienza di volontariato.

Protagoniste del libro sono persone reali che in dialogo con le volontarie Vittoria e Susanna aprono il loro cuore: spesso con fatica, spesso all’insegna di un dolore profondo. E nella chat trovano accoglienza, conforto, speranza, perché in qualunque momento viene recepita ogni richiesta di sostegno.

Scrive Susanna Primavera: «Quando dieci anni fa entrai nel volontariato del Movimento per la Vita di Varese mai avrei pensato di poter aiutare mamme, donne e uomini attraverso una chat aperta al mondo intero. Ringrazio per questa esperienza tanto umana quanto tecnologica».

Un’esperienza, annota in appendice monsignor Giuseppe Vegezzi, vicario episcopale di Varese, che fa letteralmente miracoli: Il miracolo di ascoltare, il miracolo di riuscire a far parlare, il miracolo di saper dire con dolcezza e fermezza che la vita è un dono.

Tra le appendici anche i contributi di Francesca Romana Poleggi (Comitato direttivo Pro Vita & Famiglia), Massimo Gandolfini (presidente del Family Day), Medua Boioni Dedé (insegnante del metodo naturale Billings), Stefano Parenti, don Maurizio Gagliardini (presidente dell’Associazione Difendere la vita con Maria), Giuseppe Noia (docente di Medicina prenatale all’Università Cattolica di Roma), don Gabriele Mangiarotti (responsabiole di culturacattolica.it).

Partita nel 2018, l’esperienza del sito ha raggiunto le settantamila visite all’anno, in crescita costante. La chat (ormai circa quattordicimila i messaggi) è del tutto anonima. Le tre persone che vi si dedicano sono una docente, una psicologa e una pedagogista. L’impegno non è da poco. Come spiega Vittoria Criscuolo, chi si rivolge al servizio richiede risposte immediate, in qualunque momento, senza appuntamento, e occorre essere sempre pronti. Tutte le persone che chiamano sono ricordate nella preghiera da un sacerdote, don Andrea Tosca, nella Santa Messa.

 

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