L’assalto a Taybeh e la guerra dell’Occidente collettivo al cristianesimo
di Marco Anca
Caro Valli,
leggo che le squadracce armate dei coloni israeliani hanno assalito la cittadina di Taybeh, in Cisgiordania, senza che l’esercito e le forze di sicurezza israeliane siano intervenute a difenderla.
Per chi non lo sapesse, Taybeh è l’unica cittadina interamente cristiana della Cisgiordania, abitata da latini, melchiti e greco-ortodossi (e dove si produce l’omonima birra, molto buona, oltre che l’olio d’oliva).
Abbiamo assistito a un’aggressione armata diretta ai cristiani, stile Hts, con la copertura dello Stato.
Reazioni? Quasi totale silenzio dei media “cattolici”. E silenzio anche del Vaticano, papa Leone compreso.
Ma guardiamo oltre, al contesto.
L’Occidente collettivo, ispirato da Davos, ha ormai sferrato l’attacco mortale al cristianesimo, a partire da quello ortodosso.
Pensiamo al genocidio di cristiani ed alawiti in corso in Siria e attuato dalla Turchia attraverso i suoi sgherri di Hts.
Pensiamo all’Armenia, il primo paese a far diventare il cristianesimo religione di Stato, dove il filo-occidentale Pashinyan sta perseguitando la Chiesa apostolica armena che per gli armeni non è solo religione ma anche identità. E guarda caso gli armeni della Città Vecchia di Gerusalemme, che vivono lì da mille anni, sono sotto attacco da parte dello stato di Israele. E così l’Armenia, paese del popolo martire che ha subito il genocidio a opera dei turchi, diventerà un protettorato turco!
Le punta di lancia militari e di intelligence dell’Occidente collettivo sono Israele e la Turchia.
Israele è un paese fuori controllo. Sta compiendo un genocidio e lo rivendica. E odia i cristiani. Qualcuno non mi crede? Ci vada e poi racconti.
La Turchia è il paese arrivato al terzo genocidio di cristiani in centodieci anni. E anche lì l’establishment politico e militare odia profondamente i cristiani. Con l’unica eccezione di… Erdogan. Che infatti, se avete notato, non si vede più, mentre pare che la Turchia sia nelle mani di Hakan Fidan, il ministro degli Esteri ex capo dei servizi segreti, e ho detto tutto.
Se la Turchia riuscisse a incendiare l’Asia Centrale ex sovietica, cosa non scontata (anche se in Uzbekistan c’è una forte propaganda islamista sotterranea rivolta ai giovani), la minoranza cristiana locale (si va dal 30% del Kazakhstan al 2% del Tagikistan) sarebbe a fortissimo rischio.
I cattolici occidentali e il Vaticano, decadente espressione dell’Occidente, se ne lavano le mani: tanto in Oriente sono quasi tutti ortodossi.
Però poi toccherà anche ai cattolici.
Perché deve essere chiaro che tutto il cristianesimo (cattolicesimo e ortodossia) costituisce una irriducibile opposizione antropologica al folle progetto di Davos, che non è solo politico od economico, ma è soprattutto antropologico, l’ennesimo tentativo di “uomo nuovo” dal quale poi deriverà un nuovo ordine politico ed economico, ma solo come effetto e non causa.
Se ci fate caso, l’odio dell’Occidente collettivo è rivolto verso la Russia, e lo è proprio per questo motivo culturale, valoriale, antropologico.
Avete mai sentito qualche governante europeo insultare la Cina? Mai, perché le visioni antropologiche di Davos e della Cina sono le stesse.
Il conflitto, eventuale, con la Cina sarà solo di carattere inter-imperialista “L’imperialismo, fase suprema del capitalismo” (Lenin 1917): attualissimo.
Quindi i cattolici che tengono ancora al cristianesimo non pensino di cavarsela facendo pagare il conto agli ortodossi.
La campana suona per tutti.
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Nella foto, uno scorcio di Taybeh



