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Battiston / Dopo la lettera di Paolo Gulisano a Silvana De Mari

Caro Aldo Maria,

c’è voluto l’ennesimo attacco contro chi manifesta posizioni pro-Israele per far conoscere a molti lettori del blog (purtroppo in negativo) la meritoria battaglia che Silvana De Mari sta da tempo conducendo – specie dalle colonne de La Verità – per portare un po’ di luce sulle questioni inerenti il conflitto tra Israele e i macellai di Hamas. Una battaglia che conosco e che seguo con grande partecipazione e solidarietà.
Non entro nel merito di quanto affermato da Gulisano, non servirebbe a niente (sai bene quale sia il mio pensiero in questa fattispecie). Mi preme tuttavia dover constatare, non senza dispiacere, la grande visibilità che su Duc in altum viene data a chi divulga le istanze filo palestinesi a detrimento di quelle, ad esempio, propugnate dalla De Mari. In questi mesi credo di aver letto solo un contributo (uno di numero) a favore di Tel Aviv; molto numerosi (forse troppi) i contrari. Ma è una scelta editoriale che non posso discutere; mi limito a dire: peccato.
Non posso non constatare come questi due anni di conflitto abbiano scoperchiato una pentola dalla quale sta fuoriuscendo, incontrollato e incontrollabile, quell’odio atavico che molti cattolici – evidentemente – non hanno mai smesso di nutrire verso gli ebrei e la loro storia. Mi torna in mente la frase che il Marchese del Grillo rivolge al falegname Aronne Piperno per giustificare il mancato pagamento di un suo lavoro. La ricordi vero? Oggi però non c’è proprio niente da ridere.
È notizia di questi giorni che la stramaledetta Francia di Macron stia per riconoscere lo “Stato” palestinese (e quindi le bestie terroriste che lo governano); la cosa non mi sorprende. Questo primo atto ufficiale che ci è proposto dalla “democratica” Europa, non poteva che provenire dalla nazione che ha offerto ai nazisti il personale per costituire, durante la Seconda Guerra Mondiale, l’odiata Divisione Carlo Magno, uno dei più feroci e criminali reparti delle SS. È quella stessa Francia che, nel dopoguerra, ha visto il maggior numero di ebrei emigrare verso Israele a causa delle continue persecuzioni e violenze sociali cui negli anni essi sono stati sottoposti in quel paese.
Ciò che sta accadendo in medio oriente è l’ennesimo scenario sul quale si sta ferocemente dividendo il mondo cattolico; in questo caso, tuttavia, il rapporto tra le fazioni è molto più sbilanciato in favore dei pro-Hamas; siamo davvero ben pochi ad innalzare e difendere la Stella di Davide. Non per questo abbassiamo timorosi quel vessillo, anzi. E ciò che fa Silvana De Mari. A lei il mio omaggio più sentito (anche per le sue posizioni su vaccinismo, LGBTQ, ecc.).
Comunque, al di là del conflitto mediorientale, resta il fatto che su guerre, eco-ambiente, sanità, salute, immigrazione, tecno-scientismo, costume, secolarismo  e – soprattutto – fede, noi cattolici siamo ormai letteralmente dilaniati dal conflitto interno. Evidentemente così deve essere. L’importante è avere posizioni e convinzioni forti per poterle difendere con decisione e trasparenza.
Sempre sinceramente.
Aldo Maria Valli:
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