Un nuovo sogno
Ho sognato di nuovo il papa. Anzi, i papi. Perché erano tre. Riassumo.
Francesco non è morto, è andato in pensione. Non so i motivi del ritiro. Non so se è stata una scelta sua o è stato pensionato. Sta di fatto che ora lavora per Rai Uno come commentatore sportivo. E io mi trovo nello studio televisivo proprio il giorno in cui il papa lo visita per la prima volta, per un sopralluogo.
Francesco sembra felice, e mette subito le mani avanti: “Sarò super partes”. Lo osservo mentre si aggira fra microfoni e telecamere. Ma il mio pensiero è rivolto soprattutto al contrasto tra lo studio, tutto nuovo e lucente, e quel che ho visto all’esterno: una Roma ancor più degradata di come la ricordavo, piena di rifiuti, di traffico insopportabile e di gente incupita.
Seguo Francesco mentre torna in Vaticano e subito siamo tra le sacre mura. Non è chiaro quale sia il mio ruolo, sta di fatto che tocca a me tenere aperto il cancello. De ecco che, proprio mentre entra un Francesco sempre più sorridente, arrivano gli altri due papi: Leone XIV e uno nuovo, di cui non so il nome ma che assomiglia molto all’arcivescovo di Milano Delpini. Penso: “Ma guarda, adesso li scelgono bassi”.
Accompagnato da un prete in clergyman, Francesco se ne va non so dove e gli altri due entrano in Vaticano in fila, uno dopo l’altro, prima “Delpini” e poi Leone. Il quale Leone, apprendo, si è dimesso da poco, ma è ancora in carica, per così dire, allo scopo di aiutare il nuovo.
Anche questi due papi sono sereni, pieni di sorrisi. Se Francesco era in talare bianca, Leone e “Delpini” hanno mitria damascata, casula verde e pastorale.
Una suora grida “viva il papa!” e sia Leone sia “Delpini” si voltano per ringraziare. Noto il curioso siparietto e penso: “È solo l’inizio”.
Il piccolo corteo sparisce da qualche parte e io resto lì, un po’ perplesso. Che bisogno c’era di avere tre papi? Chissà che cosa ci sarà dietro. Comunque con “Delpini” ci divertiremo. Sai le battute.



