I maturandi muti nel teatrino della ribellione facile

di Vincenzo Rizza

Caro Aldo Maria,

la moda dell’“esame muto” sta conquistando le cronache. Maturandi che si siedono davanti alla commissione e decidono di non rispondere. Non, per carità di patria, perché sono meno preparati dei fratelli Capone mentre scrivono la lettera alla malafemmina, ma perché sono contro il sistema.

Quello stesso sistema che, tuttavia, incomprensibilmente li promuove lo stesso, premiando la mediocrità.

Una ribellione facile, quella dei neo martiri della maturità, che non ha conseguenze negative ed anzi porta visibilità al grido di “non mi sento valutato oggettivamente”, “sono vittima del sistema”, “la scuola manca di inclusività e non capisce le fragilità degli studenti”, con genitori e giornalisti pronti a difenderli e santificarli.

Parlano di fragilità quando in realtà si tratta spesso di arroganza travestita da disagio, esaltata dai professionisti del buonismo che da anni delegittimano professori, programmi e regole, che gridano allo scandalo se un ragazzo viene bocciato, che trasformano in eroi le comparse che fanno “scema muta” (copyright Max Del Papa).

Non serve un genio per capire dove finisce questo percorso: un Paese in cui il merito è un optional (quando non è fascista), la fatica un fastidio e l’ignoranza una medaglia. Così ci ritroveremo diplomati (e laureati) incapaci di leggere un testo qualsiasi, professori di italiano che confonderanno Dante Alighieri con l’olio Dante, medici che non sapranno fare una diagnosi e ingegneri che non sapranno progettare un ponte. In compenso saranno tutti “inclusivi” e “consapevoli del proprio disagio”.

Stiamo crescendo una generazione che non sa pensare, non sa parlare, non sa scrivere e soprattutto non sa vergognarsi. Comparse di un teatrino penoso tenuto in piedi da chi vuole cittadini ignoranti, sempre più deboli e sempre più manipolabili.

In fondo, a ben vedere, quando l’ignoranza diventa un diritto, la scena muta si trasforma in virtù: è preferibile il silenzio se a parlare sono rimasti solo i cretini.

 

 

 

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