Il Concilio Vaticano II spiegato ai figli. E non solo
di Paolo Gulisano
Il teologo domenicano Marie-Dominique Chenu definì il Concilio “una rivoluzione copernicana nella Chiesa”. Non per niente da sessant’anni (quest’anno ricorre l’anniversario della sua conclusione) il Vaticano II fa discutere, e non solo. La richiesta di aderire incondizionatamente ai suoi documenti e al suo “spirito” portò a decisioni disciplinari di inconsueta durezza contro i fautori della Tradizione, in primis monsignor Lefevbre, fondatore della Fraternità sacerdotale San Pio X, arrivando nei suoi confronti anche alla scomunica.
Al contrario, i sostenitori entusiasti del Concilio continuano anche dopo sessant’anni a citarlo, e a vedere in esso la pietra angolare di una nuova Chiesa. Da sempre questi ambienti hanno sottolineato che il Vaticano II fu l’unico concilio della storia che si concluse senza la condanna di nessuna eresia, e che propose ai cattolici una nuova categoria: la lettura dei “segni dei tempi”. Tra le altre parole d’ordine post conciliari spicca quella di “discernimento”. La Chiesa cioè si pone in ascolto e propone ai credenti l’umiltà, il riconoscimento dei segni, delle attese, delle domande valoriali nuove che vengono dalle culture contemporanee. Altri termini fondamentali di questo lessico conciliare sono quelli di “aggiornamento”, “rinnovamento”, “liberazione” (che ha sostituito il termine salvezza), “collegialità” riferito ai pastori, “popolo di Dio” (che ha preso a indicare laChiesa sostituendo la definizione di “Corpo Mistico di Cristo”).
Alla missione a alla costruzione di un ordine cristiano si sostituisce la “lettura dei segni dei tempi”.
Pochi eventi nella bimillenaria storia della Chiesa sono stati così importanti e purtroppo “divisivi” come il Concilio Vaticano II.
Molti studi sono stati dedicati al Vaticano II, e ora giunge in libreria un testo molto interessante, dello studioso Luca Del Pozzo: “Il Concilio Vaticano II spiegato ai miei figli”, un testo corposo (oltre settecento pagine) eppure di lettura agile, e che si avvale dell’introduzione del cardinale Sarah. Il quale scrive: “Spesso si considera il Concilio Vaticano II in modo troppo astratto e ideologico, mettendo in campo interpretazioni che assecondano interessi e visioni del mondo e della Chiesa che non rispondono a quanto è stato discusso e approvato. C’è, infatti, una grande differenza tra ciò che il Concilio ha sancito e quello che invece si desiderava che il Concilio affermasse. Il risultato di questa forzatura, purtroppo, è lo stravolgimento sia della comprensione che della ricezione delle disposizioni conciliari”.
Il prestigioso cardinale africano sembra voler sposare la tesi dell’ermeneutica della continuità, e spiegare ciò che accadde dopo il 1965 come una sorta di degenerazione post conciliare voluta dalla componente più progressista dell’episcopato e dei teologi. Tuttavia, le dinamiche che portarono all’elaborazione degli stessi documenti conciliari, e non le letture esegetiche che ne seguirono, fanno chiaramente capire che la rivoluzione fu fortemente voluta da quella che inizialmente era solo una èlite intellettuale ma che poi prese totalmente il controllo della Chiesa, per un cambiamento radicale. Una evoluzione – come ebbe anni fa a scrivere il professor Danilo Castellano, uno dei più lucidi rappresentanti del pensiero cattolico tradizionale – in senso luterano.
I rivoluzionari del Concilio Vaticano II si opponevano a una Chiesa che da sempre si presentava come una società perfetta, che proponeva ai fedeli una risposta completa su tutto: dall’etica sessuale alla politica, dalla liturgia alla teologia, dalla scuola alla sanità.
”Con la sua liturgia, la sua pietà, il suo insegnamento morale, la sua filosofia tomista e la sua dottrina sociale – scrive Rènè Remond, storico e grande intellettuale cattolico francese, accademico di Francia, nel suo libro–intervista ‘Le christianisme en accusation’ la Chiesa offriva una spiegazione globale”. Spiegazione a cui si è rinunciato.
Il libro di Luca Del Pozzo offre un importante contributo per chiarire equivoci e fraintendimenti. Il merito principale di quest’opera veramente originale e, per certi aspetti, unica nel suo genere consiste nello spiegare con chiarezza e dovizia di particolari che cosa sia stato effettivamente il Vaticano II. Non si tratta di un’opera destinata ai giovani, come il titolo potrebbe far credere, ma di un saggio divulgativo in cui però non mancano le analisi approfondite, la sistematicità e il riferimento alle fonti e ai documenti conciliari che offrono un quadro chiaro e organico anche al lettore meno attento alle vicende ecclesiali. Un libro per ripensare la storia recente della Chiesa e comprendere meglio la sua attuale situazione di crisi.
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Luca Del Pozzo, “Il Concilio Vaticano II spiegato ai miei figli”, Cantagalli, 720 pagine, 28 euro.



