Delirio gender. Un solo genere, per “ripensare” la società
di Vincenzo Rizza
Caro Aldo Maria,
segnalo a te e ai lettori del blog un video in cui mi sono imbattuto su MSN: Immagina se: ci fosse un solo genere | Watch.
Due minuti di delirio gender in cui si immagina un idilliaco mondo con un solo genere. Si elencano, quindi gli innegabili vantaggi:
- non più sessismo e ineguaglianza di genere;
- non più norme sociali basate sul genere;
- non più critiche per il proprio genere;
- non più coprirsi il volto o i capelli a causa del genere;
- nessuno verrebbe considerato più vulnerabile;
- nessuno dovrebbe nascondere i propri sentimenti o “fare l’uomo”;
- considereremmo le persone per come sono e non a seconda dei loro organi genitali;
- tutti potrebbero sposare tutti e ogni matrimonio sarebbe un’unione omosessuale;
- entrambi i genitori potrebbero sostenere la famiglia in tutti i modi.
Certo, ci potrebbe essere qualche problema con la riproduzione, ma niente paura: potremmo diventare come i funghi oppure come i batteri che semplicemente si dividono in due oppure replicare il DNA. Le generazioni future potrebbero crearsi in laboratorio! Riprodursi sarebbe più difficile, le varietà genetiche si ridurrebbero ma “in questo modo controlleremmo meglio l’aumento della popolazione”.
E poi vuoi mettere i vantaggi nel campo della moda con infinità di outfit? Non ci sarebbe un canone estetico basato sul genere ma sarebbe solo una ricerca di bellezza e creatività.
Un programma che “sulla carta sembra molto promettente ma potrebbe essere complicato vivere in un mondo così. Dovremmo ripensare la società!”.
La questione si potrebbe liquidare in poche battute di spirito, se non fosse che, soprattutto per le menti più fragili, questi messaggi, per di più ripetuti nel tempo e assunti come verità per un mondo migliore, possono diventare credibili e sfociare in atteggiamenti e atti dannosi quando non violenti per sé e per gli altri.
“Ripensare la società” è sempre stato l’obiettivo primario dei costruttivisti di ieri e di oggi che immaginano il paradiso in terra e il cui risultato immediato, come sosteneva Paul Claudel, è “un molto rispettabile inferno”. Anche perché, come ammoniva san Giovanni Paolo II nella Centesimus annus, “Quando gli uomini ritengono di possedere il segreto di un’organizzazione sociale perfetta, che rende impossibile il male, ritengono anche di potenziare tutti i mezzi, anche la violenza o la menzogna per realizzarla”.



