Risposte a un amico su papa Leone

Ma insomma, caro Aldo Maria, si può sapere come la pensi su papa Leone dopo quasi quattro mesi di pontificato?

L’amico che mi pone la domanda non fa tanti complimenti. Va dritto all’obiettivo.

Prima dici che ti piace, poi lo critichi. Poi dici che non bisogna sparare su di lui, poi nel blog pubblichi articoli di commentatori che lo criticano…

Per una valutazione complessiva è ancora molto presto, non dobbiamo esser impazienti. Comunque mi sembra chiaro: papa Prevost è un frutto della Chiesa vaticansecondista.

Quindi?

Quindi non può essere diverso da ciò che è. Dialogo, ecumenismo, «Nostra aetate», «cammino comune», sinodalità, Concilio Vaticano II, Dichiarazione universale dei diritti umani, Onu, don Milani e don Mazzolari “profeti di pace e giustizia” eccetera eccetera. Il suo orizzonte è quello, e non può essere diversamente.

Bocciato?

Qui non si tratta di bocciare o promuovere. Si tratta di fare i conti con la realtà. Leone XIV non può essere un novello Pio X, ma neanche un Pio XII.

Conseguenze?

Abbiamo un altro papa nel solco del Vaticano II. Più istruito, più preparato, più sensibile di Francesco e non certo brutale come il predecessore. Un papa che, in una certa misura, sembra anche amare la Tradizione ed è consapevole delle divisioni nella Chiesa. Ma l’orizzonte resta quello.

Deluso?

Ma no. L’ho detto e lo ripeto: visto il collegio cardinalizio nel suo insieme, ci è andata di lusso. Ciò non significa che dobbiamo pensare che ormai abbiamo voltato pagina. Quella pagina è ancora lì, davanti a noi.

Che fare?

Continuare a vigilare e a testimoniare. Con grande rispetto per il successore di Pietro, ma senza sconti. Di papolatria ne abbiamo avuta fin troppa. Passiamo al setaccio e tratteniamo ciò che è buono, ma sapendo bene che siamo ancora in regime di vaticansecondismo.

Hai perso la verve che avevi quando te la prendevi con Francesco…

Non è vero. Vero è che ci sono stagioni diverse. Di fronte a Bergoglio occorreva il bazooka, specie contro la sua ambiguità. Con Leone è un’altra storia. Ma la vigilanza non viene meno. Dovere di noi battezzati.

Speravi in qualcosa di meglio?

Non ho mai immaginato che il nuovo papa dicesse: sconfesso il Vaticano II. Sono contento quando Leone rimette al centro Gesù. Contentissimo quando dice che solo Gesù ci salva. Bello che citi Agostino. Bella la difesa del matrimonio cristiano e del diritto naturale. Bella la devozione mariana. Bello che nel messaggio ai vescovi amazzonici abbia condannato l’adorazione della natura mettendo fine allo scandalo della pachamama. Meno bello che lasci intendere che il cammino sinodale continuerà. Vedremo anche che cosa dirà il 6 settembre al Giubileo LGBTQ, se dirà qualcosa. E che cosa deciderà circa la messa tradizionale. Se deciderà qualcosa. Il fatto che tra poco in Vaticano si terrà il terzo meeting sulla fraternità umana, in stile bergogliano, è molto negativo. Speriamo che l’anno prossimo non ce ne sarà un quarto.

Insomma, ti accontenti…

Ma no, anzi. Ho apprezzato, per esempio, che abbia ricevuto il cardinale Burke e nominato il cardinale Sarah suo inviato speciale al santuario di Sainte Anne d’Auray. Ma, ripeto, la vigilanza continua. Senza diventare saccenti.

Che cosa ti auguri?

Non mi auguro niente. Piuttosto, prego. Perché il papa mi confermi nella fede. Sia con quello che dice e fa, sia con quello che non dice e non fa.

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Foto: vaticannews

 

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