Don Camillo
Don Camillo: – Gesù, avete visto?
Gesù: – Che cosa, don Camillo?
Don Camillo: – Il papa ha nominato una signora presidente della Pontificia Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon.
Gesù: – E allora? Che problema c’è? Non sarai misogino…
Don Camillo: – Ma no, Gesù. Il problema è che questa signora in passato ha curato la mostra di un “artista” che mette in mostra corpi nudi “che a volte rimandano al sadomachismo e al feticismo” (parole sue) e in un’intervista ha dichiarato di essere interessata “alle tematiche legate al femminile e al femminismo, ma anche alla cultura queer e comunque in generale a tutto quello che rifugge la semplificazione e lo schematismo”.
Gesù: – E dunque?
Don Camillo: – La mia domanda è semplice: che cosa c’entrano questi discorsi con un’accademia del Vaticano i cui componenti sono di nomina papale?
Gesù: – Mi sembra che non c’entrino niente. Ma sai come sono gli artisti…
Don Camillo: – Lo so, Gesù, spesso sono strani. Ma questa è pur sempre un’istituzione vaticana.
Gesù: – E vedo che ha un nome bello lungo!
Don Camillo: – Gesù, io non so più che cosa pensare.
Gesù: – Don Camillo, lascia perdere, sei un prete di campagna. Che cosa c’entri tu con le accademie?
Don Camillo: – Niente. Ma soffro. E parecchio.
Gesù: – E allora offri la tua sofferenza. E cerca di essere tu il virtuoso. Anche se non sei accademico!



