Don Camillo: – Gesù, avete visto?
Gesù: – Che cosa, don Camillo?
Don Camillo: – Nella basilica di San Pietro, per il giubileo, sono entrate diverse persone Lgbtq, queer eccetera.
Gesù: – E allora?
Don Camillo: – Non avrei niente da dire se si fossero presentate in modo degno, in segno di pentimento, ma…
Gesù: – Ma? Spiegati meglio.
Don Camillo: – C’erano uomini mano nella mano con altri uomini, in maglietta, calzoni corti e ciabatte. Sulle magliette non mancava l’arcobaleno e poi c’erano scritte come “Fuck the rules”, che non sto a tradurre per rispetto nei vostri confronti ma non è esattamente una preghiera. Una carnevalata, altro che pentimento!
Gesù: – Capisco, don Camillo.
Don Camillo: – Qualcuno mi dice: sei un formalista. Ma la forma è sostanza.
Gesù: – Don Camillo, devi pregare per quelle persone. Chiedi al padre mio di toccare il loro cuore.
Don Camillo: – Lo faccio, Signore. Ma un po’ di decoro non guasterebbe. Quanta sfacciataggine!
Gesù: – Don Camillo, recita anche preghiere di riparazione. E comunque stanne certo: la mia casa è e resta casa di preghiera. Chi ci entra solo per esibizione ne resta fuori. Per il resto, sarà il padre mio a giudicare.