E hanno il coraggio di proclamarsi cattolici!

di Fabio Battiston

Caro Aldo Maria,

oggi il mouse e la tastiera scottano, almeno per me. Non riesco a star fermo. Di getto due riflessioni che fatico non poco a tenermi dentro. Ora basta.

La prima riguarda coloro che scrivono su “Avvenire”. Letteralmente ributtanti! In queste due giorni, dal vile assassinio di Kirk, non ho letto sui loro resoconti una parola che sia una dalla quale trasparisse esecrazione per l’accaduto, incondizionata condanna del colpevole, preghiera, pietà e cordoglio per la vittima (un cristiano), la sua famiglia e per i piccoli che lascia in tenera età, condanna di chi ha manifestato gioia o indifferenza per l’accaduto. Niente di tutto questo! Solo analisi fredde e astiosamente di parte in cui, tutt’al più, si analizzano sociologicamente – mettendoli sullo stesso piano – gli atteggiamenti di odio che si manifestano da una parte o dall’altra. E in questo orrendo stagno di indifferenza per la vittima e per le idee e i valori che rappresentava traspare evidentissima l’appartenenza sociale, ideologia e politica di chi scrive. Essi, caro Aldo Maria, si proclamano cattolici! Mai e poi mai vorrò condividere un futuro e un’eternità con simili “unità carbonio”. Non sono e non saranno mai miei fratelli!

La parola “fratelli” richiama immediatamente il secondo argomento che è peggio di un rospo in gola. Avevo letto, ammetto un poco distrattamente, il tuo recente contributo nel quale parlavi dell’evento “World Meeting on Human Fraternity” collegato al giubileo. Avevo fatto più che altro attenzione agli aspetti di contorno (ma non per questo meno significativi) che ruotano attorno alle presenze di presunti vip della canzone e dello spettacolo invitati dalla Santa Sede a partecipare alla manifestazione. Stamani però, ascoltando per radio alcune note su ciò che sta “andando in onda” da ieri a Roma, ho avuto un impulso di autentico disgusto. Il giubileo – che si autodefinisce “della Chiesa cattolica” – progetta, promuove e realizza un evento il cui titolo si rifà, senza possibilità di errore, a un concetto ateo, ideato e sviluppato nell’ambito della più orrenda e nefasta rivoluzione che il mondo ricordi: quella dei maledetti giacobini francesi. Per noi credenti nel Dio trinitario non esiste altro che la fratellanza in Cristo! Tutto il resto è inganno. Questo la Chiesa ci ha sempre insegnato dalla sacra fondazione.

Dimmi: che accidenti c’entriamo noi con questi sedicenti cattolici (sempre più maggioranza) e con la nuova chiesa universale che li ama e nella quale essi albergano felici? Abbiamo e avremo di fronte a Dio già tanti problemi personali come peccatori impenitenti, perché dovremmo aggiungere alla nostra sempre imperfetta condizione anche quella di condividere un destino di morte con costoro e con chi li rappresenta?

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