Leone XIV: “Troppi divari di reddito, guardate Elon Musk. Democrazia non sempre soluzione perfetta”
Il papa, in un’intervista pubblicata da “El Comercio” e “Crux”, sottolinea “il divario sempre più ampio tra i livelli di reddito della classe operaia e quelli dei più ricchi. Ad esempio, gli amministratori delegati che sessant’anni fa avrebbero potuto guadagnare da quattro a sei volte di più dei lavoratori di oggi, secondo gli ultimi dati che ho visto, guadagnano seicento volte di più del lavoratore medio”.
“Ho letto la notizia che Elon Musk è destinato a diventare il primo triliardario al mondo. Cosa significa e di cosa si tratta? Se questa è l’unica cosa di valore oggi, allora siamo nei guai”.
Il papa parla poi del processo sinodale e fa un riferimento ai sistemi democratici dei Paesi nel mondo.
“Non si tratta di cercare di trasformare la Chiesa in una sorta di governo democratico, poiché, se guardiamo a molti Paesi del mondo di oggi, la democrazia non è necessariamente una soluzione perfetta per tutto”. E in riferimento al processo sinodale della Chiesa aggiunge: “Si tratta piuttosto di rispettare e comprendere la vita della Chiesa per quello che è e dire: dobbiamo farlo insieme”.
Nell’intervista il papa aggiunge: “Sono ovviamente americano e mi sento molto americano, ma nutro anche un grande amore per il Perù, per il popolo peruviano, quindi questo fa parte di me. Ho trascorso metà della mia vita ministeriale in Perù, quindi la prospettiva latinoamericana è molto preziosa per me”.
Circa la questione della pace, Leone XIV spiega: “Ho alzato la mia voce, la voce dei cristiani e delle persone di buona volontà, affermando che la pace è l’unica risposta all’uccisione di persone dopo tutti questi anni da entrambe le parti, in quel particolare conflitto, ma anche in altri conflitti”.
“In qualche modo le persone devono svegliarsi e dire: c’è un altro modo per farlo, chiudere il conflitto. Credo che diversi attori debbano esercitare una pressione sufficiente affinché le parti in conflitto dicano: basta, troviamo un altro modo per risolvere le nostre divergenze”.
Il Papa che ama lo sport ai Mondiali tiferà “probabilmente il Perù, giusto per un legame affettivo. Sono anche un grande tifoso dell’Italia”.
“La gente sa che sono un tifoso dei White Sox ma, come mio padre, sono un tifoso di tutte le squadre. Anche a casa, sono cresciuto tifando per i White Sox, ma mia madre era tifosa dei Cubs, quindi non potevi essere uno di quei tifosi che esclude l’altra squadra. Abbiamo imparato, anche nello sport, ad avere un atteggiamento aperto, comunicativo e amichevole, perché altrimenti non avremmo cenato insieme”, ha scherzato Papa Leone parlando in questo caso di baseball.
Circa la sua esperienza come pontefice: “Ho ancora un lungo percorso di apprendimento davanti a me”. “C’è una parte importante che sento di essere riuscito a gestire senza troppe difficoltà, ovvero l’aspetto pastorale. Sono ancora stupito dalla risposta, dal coinvolgimento di persone di tutte le età”. “Apprezzo tutti, chiunque siano, da qualunque parte provengano, e li ascolto”.
“L’aspetto totalmente nuovo di questo lavoro – spiega Leone alla giornalista che uscirà con il volume biografico ‘León XIV: ciudadano del mundo, misionero del siglo XXI’ che sarà pubblicato in spagnolo da Penguin Peru il prossimo 18 settembre – è l’essere stato lanciato al livello di leader mondiale. È una cosa molto pubblica; la gente sa delle conversazioni telefoniche o degli incontri che ho avuto con i capi di Stato di vari governi e Paesi in tutto il mondo, in un momento in cui la voce della Chiesa ha un ruolo importante da svolgere”.
“Sto imparando molto su come la Santa Sede abbia svolto un ruolo nel mondo diplomatico per molti anni” e “tutto questo è nuovo per me in termini pratici. Ho seguito l’attualità per molti anni. Ho sempre cercato di rimanere aggiornato sulle notizie, ma il ruolo del papa è certamente nuovo per me. Sto imparando molto e mi sento stimolato, ma non sopraffatto. Da questo punto di vista, ho dovuto buttarmi a capofitto molto rapidamente”.
Fonte: Ansa



