X

Il papa metta subito fine alla confusione dottrinale e alla persecuzione di chi è fedele

Propongo la traduzione di questo forte intervento del padre Martín sottolineando come il sacerdote, inizialmente ben disposto nei confronti di papa Leone, stia ora virando su una posizione diversa man mano che il tempo passa e dal Vaticano e dal pontefice stesso arrivano segnali che preoccupano e rattristano.

***

di padre Santiago Martín

Un giovane marito e padre, Charlie Kirk, è stato assassinato negli Stati Uniti. Era un leader di spicco del partito repubblicano, cristiano evangelico e appassionato difensore della famiglia e della vita umana sin dal suo concepimento. La notizia, che ha sconvolto gli Stati Uniti, ha un fondo ideologico che va oltre la politica e riguarda anche ciò che sta accadendo nella Chiesa. Il presidente Trump ha subito attribuito la responsabilità morale a coloro che demonizzano e accusano di essere fascisti tutti coloro che rifiutano l’ideologia woke, l’ideologia di genere e l’aborto. C’è qualcuno che ha caricato di proiettili il fucile con cui hanno ucciso Kirk.

Anche all’interno della Chiesa, senza arrivare all’estremo di uccidere il corpo, si demonizzano, diffamano, minacciano, perseguitano e insultano coloro che difendono la fede cattolica. Se difendere la vita e la famiglia nella società americana ti fa considerare un fascista, anche nella Chiesa uno stigma viene posto su coloro che difendono gli insegnamenti ancora ufficiali. Da decenni subiamo emarginazione, minacce e insulti. Lo dico a titolo personale, anche se non sono tra quelli che sono stati trattati peggio. Questa situazione deve finire, perché non è giusta e perché rende molto difficile l’evangelizzazione.

Domenica abbiamo commemorato i 1624 cristiani morti per odio verso la fede, la maggior parte dei quali per mano dei musulmani. Ma intanto si dimenticano coloro che, pur non essendo stati uccisi, sono stati e sono perseguitati all’interno della Chiesa per aver difeso quella che è ancora ufficialmente la fede cattolica. Prendiamo l’esempio di quanto accaduto con il giubileo gay, organizzato, tra gli altri, dal gruppo guidato dal sacerdote gesuita James Martin, accolto con un sorriso gentile dal papa. Come vengono trattati coloro che protestano perché quell’atto giubilare è stato permesso? Quali insulti vengono loro rivolti? Verranno uccisi solo moralmente o anche fisicamente, come Kirk? Uno di quelli che si è espresso con maggiore chiarezza contro quanto accaduto è stato il vescovo Schneider, che ha definito l’evento un «abominio desolante in un luogo santo», sottolineando che il passaggio attraverso la porta santa deve essere un atto di conversione e che quel pellegrinaggio è stato invece una rivendicazione. Schneider ha inoltre ritenuto responsabili delle autorità della Santa Sede per quanto accaduto, paragonando la profanazione con quanto avvenuto con la Pachamama e chiedendo al papa di riparare pubblicamente entrambi gli eventi. Per questo vescovo, che molti trattano da fascista come Kirk, quanto accaduto significa che si è già passati dal «tutti, tutti, tutti» al «tutto, tutto, tutto». E questo non solo in Vaticano, ma in tante diocesi e parrocchie del mondo, trasformando i pastori in guide cieche che conducono altri ciechi verso l’abisso.

Questa settimana, il prefetto della Dottrina della fede, il cardinale Fernández, è intervenuto al corso di formazione per i nuovi vescovi e ha parlato loro della sinodalità. Ha riconosciuto che «alcuni sacerdoti esprimono dubbi, disinteresse o rifiuto» nei suoi confronti e lo ha attribuito a una concezione radicale della sinodalità, che implicherebbe, tra le altre cose, il cambiamento in senso democratico della dottrina. Il cardinale ha riconosciuto che è necessario chiarire la portata di tale sinodalità, ma ha lasciato aperta la porta a una sinodalità a più velocità, a seconda dei paesi in cui viene applicata, il che coincide in parte con quanto richiesto dal Sinodo tedesco. Se questa è l’opinione del prefetto della Dottrina della fede, sta a lui chiarire al più presto un concetto che egli stesso definisce confuso, affinché quei sacerdoti che guardano alla sinodalità con timore sappiano a cosa attenersi. C’è qualcosa che non va quando, dopo tanto tempo passato a dire che la Chiesa deve essere sinodale, non si sa ancora che cosa voglia dire.

Torno alla memoria dei martiri cristiani che sono stati commemorati domenica, nella festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Mi vengono in mente le parole di rimprovero del Signore agli ebrei: i padri avevano ucciso i profeti, e loro si dedicavano a erigere altari in loro onore. In qualche modo si sta facendo lo stesso nella Chiesa: da un lato si lodano coloro che versano il sangue per Cristo, dall’altro si demonizzano e si trattano come spazzatura coloro che difendono la fede cattolica nella sua integrità. La conseguenza è la stessa di ciò che sta accadendo nella società: molti hanno paura di parlare per non essere perseguitati e, se nel mondo cresce la sensazione che il futuro sia l’ideologia di genere, nella Chiesa accade qualcosa di simile. È molto difficile mettere Cristo al centro, quando il suo messaggio viene ridicolizzato. Non è possibile separare il messaggio dal messaggero. Per evangelizzare è necessario porre fine alla confusione dottrinale e farlo subito. Solo il papa può farlo. È sua responsabilità difendere Cristo tanto quanto difendere i suoi insegnamenti. Preghiamo per lui.

Aldo Maria Valli:
Post Correlati