Povero san Francesco. Gli hanno fatto la festa
di Fabio Battiston
Allora, pare che il 4 ottobre tornerà a essere una festività da celebrare nel nome di san Francesco. Tutti i “diversamente giovani” ricorderanno quando, da ragazzi, era piacevole vivere una giornata di vacanza quasi subito dopo l’inizio dell’anno scolastico. Francesco di Assisi, allora, era per tutti il santo patrono d’Italia; questo bastava e avanzava.
Sono passati poco meno di cinquant’anni da quando quella festa fu abolita, al pari dell’Epifania, a opera di un premier cattolico, tal Giulio Andreotti, se non erro.
Oggi, anno del Signore 2025, al Santo di Assisi viene di nuovo riconosciuta dignità festaiola con queste parole (scrivo quanto riportato da “Il Foglio” in merito alle motivazioni indicate nel provvedimento governativo): “Istituita la festa nazionale di Francesco (d’Assisi) per celebrare e promuovere i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà”.
Come si può facilmente notare, manca qualsiasi riferimento che possa legare il Santo a qualcosa che abbia direttamente a che vedere col Dio trinitario, con le fede cristiana cattolica o con la Chiesa. Mi pare di ricordare che in uno dei primi don Camillo, Peppone-Cervi pronunciava quasi tutte quelle parole (meno l’ambiente che a quel tempo non era di moda) durante uno dei suoi celebri discorsi elettorali. Quella insulsa motivazione è il trionfo della visione laica, secolarista e agnosticamente universalista che ammanta di neo-paganesimo l’attuale Occidente (ateo e pseudo-religioso).
Non posso quindi che condividere al cento per cento il titolo e il laconico ma giustissimo commento proposto dal quotidiano dell’ex direttore Ferrara sull’evento; ecco qua: “Povero san Francesco, ridotto ad attivista eco pacifista”.
Le motivazioni addotte dal legislatore, più che celebrare il grande Santo, celebrano la macchietta che negli ultimi due secoli è stata creata attorno all’uomo “che parlava al lupo e agli uccellini”.
C’è voluto il commento di un quotidiano laico per sottolineare l’ignominia delle motivazioni alla base di questa decisione. Attendiamo con ansia i panegirici multicolori degli adepti alla Nuova Chiesa Universale e dei loro tossici media: hai visto mai che per festeggiare l’evento affitteranno un migliaio di droni per allestire un’altra kermesse pagana dalle parti di via della Conciliazione? Che problema ci sarebbe? A pensarci bene, da piazza Pia a San Pietro – tra il “Fiat lux” dell’8 dicembre 2015 (con babbuini e scimpanzé proiettati sulla facciata del Maderno), la Pachamama in processione alla Traspontina nel 2019, la Croce arcobaleno sotto la porta santa e l’ignobile “Grace the world” nel 2025 – si è già materializzato un susseguirsi di sconsacrazioni/profanazioni, organizzate e benedette dal clero cattolico e dai suoi devoti fedeli.
Che dire di più? Con questa decisione (e le sue orrende motivazioni) l’esecutivo di finta destra ha infilato l’ennesima perla di una collana con la quale tenta di emulare in ogni modo le decisioni e i comportamenti più ignobili che potrebbero essere presi da un qualunque governicchio catto-sinistro-ecologista. E il bello (o il brutto) è che ci riesce perfettamente.



