Lettera da Londra / Controllo totale e libertà razionata dallo Stato. Il Grande Fratello è qui
di Laura Dodsworth
“Se volete immaginare il futuro, immaginate uno stivale che calpesta un volto umano, per sempre”, diceva O’Brien, il grande inquisitore del regime totalitario nel romanzo futuristico di Orwell, “1984”.
Con l’annuncio del governo del Regno Unito di un’identità digitale obbligatoria, un’altra pagina di Orwell rischia di diventare realtà.
Non esiste un mandato democratico per questo provvedimento. Non era nemmeno previsto dal manifesto del Partito laburista, eppure eccoci qui.
Tony Blair spinge per l’identificazione digitale da decenni. Lui e il suo istituto esercitano un potere smisurato, con una forte impronta autoritaria. Durante il Covid affermò: “La vaccinazione è la vostra strada verso la libertà. Sarà molto difficile per le persone condurre una vita normale se non potranno dimostrare il loro stato vaccinale”. E adesso, con l’identificazione digitale, si passa alla realizzazione pratica.
Lisa Nandy ha dichiarato a “BBC Breakfast” che non si verrà multati se non si avrà un documento d’identità digitale, ma “si avrà un problema se si vuole trovare un nuovo lavoro”. Tutto ciò mi ricorda molto quando ci venne detto che i passaporti vaccinali anti-Covid non sarebbero stati obbligatori, tranne per entrare in un cinema e in un supermercato, viaggiare all’estero, andare a scuola e al lavoro eccetera eccetera. In altre parole, se si vuole partecipare alla normale vita economica e civile, è necessario un documento d’identità digitale. Altrimenti, si può andare volontariamente a morire in un bosco.
Dicono che l’ID digitale serve a contrastare il lavoro illegale e l’immigrazione. Ma per lavorare legalmente nel Regno Unito è già necessario un codice fiscale. I datori di lavoro del mercato nero pagano in contanti: cosa li spingerà a richiedere l’ID digitale? Le affermazioni del governo sulla repressione del lavoro illegale mediante l’ID digitale sono puramente di facciata. Pensano davvero che siamo così stupidi da credere che l’ID digitale fermerà l’immigrazione illegale?
Ci sono ben altre leve a nostra disposizione: eliminare e ridurre il welfare per immigrati clandestini e richiedenti asilo, e controllare la Manica. Entrambe le cose sono più economiche per i contribuenti e non puniscono i cittadini. Ma l’immigrazione è solo l’ultima scusa a cui si aggrappano gli autoritari. Vogliono emettere documenti d’identità digitali programmabili sul telefono, in un’app obbligatoria, così da attivare o disattivare il diritto al lavoro. Vogliono il controllo statale totale.
Potreste pensare che stia esagerando. L’identità digitale è poi così male? Non sarebbe comoda? Forse. Se non hai niente da nascondere, qual è il problema? Lasciate che vi spieghi.
Non è necessario immaginare lo stivale di O’Brien. Basta guardare alla Cina.
Il sistema di credito sociale cinese è un quadro normativo di ampia portata progettato per valutare e incentivare l’affidabilità di individui e aziende. Il governo premia o punisce i comportamenti attraverso il monitoraggio in tempo reale e la raccolta e la condivisione di dati. In questo modo crea liste nere (i cattivi da punire) e liste rosse (i buoni, da premiare). Un rapporto del 2019 ha rilevato che 23 milioni di persone erano state escluse dai viaggi in aereo o in treno a causa di bassi punteggi di credito sociale. Nel 2018 a una studentessa fu negato l’accesso all’università perché suo padre era indebitato.
Comportamenti come la cattiva guida, il trascorrere troppo tempo giocando ai videogiochi o la pubblicazione di notizie false possono comportare meno credito, così come questioni più gravi come il mancato rispetto degli ordini del tribunale.
Non troverete molti critici cinesi del sistema di credito sociale, il che non sorprende, dato che possono essere puniti all’istante.
Si potrebbe pensare che questo sistema faccia inorridire qualunque commentatore occidentale, ma non è così: alcuni scrittori e think tank di sinistra sembrano approvarlo. Noi, dicono, mica siamo cattivi come la Cina! Beh, forse non ancora, ma ci stiamo arrivando.
Considerate la storia recente del Regno Unito: lockdown, obblighi di mascherine, obblighi vaccinali che sono costati il lavoro a oltre quarantamila operatori socio-sanitari. E la polizia che si presenta alle porte per interrogare o arrestare le persone in merito ai tweet. Proprio stamattina ho letto una notizia sull’attivista politico Pete North, arrestato (arrestato!) per aver twittato un meme che diceva: “Fanculo Hamas, Fanculo la Palestina, Fanculo l’Islam”. C’è da piangere per lo stato di questo nostro Paese.
I critici, come il gruppo per le libertà civili Big Brother Watch, hanno già lanciato l’allarme su un potenziale rischio di “mission creep“[espressione che vale come “espansione graduale di un progetto”, N.d.T.] in base al quale le identità digitali potranno alla fine essere collegate a una sorveglianza più ampia, inclusi i dati di Internet. Immaginate un sistema in grado di monitorare tutto ciò che fate, tracciare le vostre spese e limitare l’accesso alle risorse in base al comportamento. Non è un episodio della serie televisiva “Black Mirror”, ma uno sguardo realistico sul futuro.
Nel caso non fossi stata abbastanza chiara, lasciatemi spiegare cosa succede quando l’identità digitale programmabile incontra la moneta programmabile. Se Brit Card e Brit Coin si incontrano e si mettono d’accordo, daranno vita a Brit Cage [cage in inglese è gabbia, N.d.T.], il nostro inferno totalitario.
Diversi anni fa, la Banca d’Inghilterra invitò i ministri a decidere se una valuta digitale della banca centrale (CBDC) dovesse essere programmabile, dando essenzialmente all’emittente il controllo completo su come viene speso il denaro.
Immagina che il tuo acquisto di carburante venga limitato se hai speso molti crediti di carbonio. O che la tua possibilità di viaggiare all’estero venga bloccata se non sei in regola con le vaccinazioni. O che i tuoi risparmi scadano tra due settimane per dare una spinta alla spesa e all’economia. Le opzioni sono pressoché infinite.
La visione del gerarca O’Brien era limitata dalla tecnologia che Orwell conosceva all’epoca. Se lo Stato imponesse l’identificazione digitale, la tua impronta digitale verrebbe utilizzata per controllarti. Ogni passo potrebbe essere monitorato, valutato e gestito. Combinato con il denaro programmabile, questo sistema potrebbe dettare non solo cosa puoi acquistare o dove puoi viaggiare, ma potenzialmente anche cosa puoi e non puoi dire, dove puoi lavorare e come puoi vivere.
Il governo del Regno Unito è pronto a dotarsi di strumenti di controllo senza precedenti. Dobbiamo resistere alla tentazione di diventare una società controllata in cui la libertà è razionata dallo Stato.



