L’avventura di un povero cristiano alla ricerca di una messa
Caro Valli,
le racconto una vicenda personale recente.
Decido di partecipare a un viaggio di gruppo in nave, per una vacanza con mia moglie. La partenza è fissata per un sabato, ed essendo io un cattolico apostolico romano “bigotto”, cerco di organizzarmi per poter andare alla santa messa.
Chiedo all’agenzia di viaggi se la domenica è prevista la possibilità di seguire una messa nella prima città che dobbiamo visitare, ma l’impiegata risponde che quando si è in viaggio non sussiste l’obbligo di partecipazione alla messa. Inoltre, dice, durante la settimana è prevista la visita a un importante santuario mariano, quindi che vogliamo di più?
Chiamo la compagnia marittima per sapere se è possibile richiedere la celebrazione della messa a bordo della nave, ma la risposta è negativa.
Chiedo allora a una persona che conosco, impegnata nella Chiesa locale da tempo immemorabile, ma mi liquida sostenendo che non mi devo preoccupare di queste cose.
Tento con un’altra persona, anch’essa presente a vario titolo nella Chiesa locale, e mi risponde con tono quasi di rimprovero: “Ma così tu sei schiavo della messa!”.
Superato lo sgomento, rispondo: “Partecipando alla santa messa io sono libero, non schiavo!”.
Inizio allora una ricerca sul ben organizzato sito web diocesano circa gli orari delle messe nella città da cui saremmo salpati nella serata di sabato, e scopro che ci sono messe alle 16:30 e alle 17 in diverse parrocchie, ma qualcosa mi dice che è meglio non fidarsi. Infatti, al telefono mi rispondono: “No, quell’orario riportato sul sito non è veritiero. Niente messa”.
Una notte, non riuscendo a dormire, invio diverse mail a chiese e parrocchie e… miracolo! Qualcuno si fa vivo: “Sì, da noi sarà celebrata sabato alle ore 17”.
Avvisata l’agenzia che avremmo raggiunto gli altri al punto di imbarco, chiedo a una coppia di amici un atto di carità e loro non solo accettano di accompagnarci al porto ma partecipano con noi alla messa.
Non so perché, ma è stato bellissimo e siamo partiti con più gioia e pace nel cuore!
La domenica pomeriggio abbiamo visitato una cattedrale, ma nessuno ha minimamente accennato alla possibilità di partecipare a una messa.
Noi abbiamo affidato al Signore tutti coloro che hanno viaggiato con noi, chiedendo protezione contro il dilagante ateismo di fatto, sempre più subdolo e pervasivo fuori e dentro la nostra amata Chiesa. Infatti, se una volta l’atteggiamento oppositivo rispetto alla fede cattolica era presente esternamente alla Chiesa, oggi si trova tra i membri della Chiesa stessa, al punto da non poterli più distinguere!
Che fare? Pregare, pregare, pregare!
Un saluto da un povero peccatore continuamente perdonato.
Lettera firmata



