Il nuovo libro di Martino Mora / Così la nostra civiltà sta morendo. Ed è ecco quale sarà l’ultima tappa

È disponibile il libro di Martino Mora «Dissoluzione. Perché la nostra civiltà sta morendo», Radio Spada, 190 pagine, 18 euro.

Ecco una parte della presentazione.

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Il capitalismo, soprattutto dove è più estremo e scatenato, come in America, permette a persone di un certo tipo di arricchirsi a dismisura e di acquisire un enorme potere senza possedere né la saggezza né l’equilibrio necessari: è il «tipo umano inferiore» di cui scriveva Nicolás Gómez Dávila. Gli States sono un’oligarchia plutocratica, assai più che una democrazia, oligarchia che ha la possibilità di condizionare il mondo intero, attraverso i media e l’industria culturale del villaggio globale, in una maniera tanto pervasiva e profonda che nessun regime comunista o islamista potrà mai realizzare. Del resto, chi può togliere il potere a questi mostri della plutocrazia? Nessun uomo. Nella gabbia d’acciaio del profitto capitalista, che Max Weber vedeva come la prigione definitiva dell’uomo moderno, è entrato di tutto.

Questa oligarchia plutocratica ha scelto da tempo la fusione con il Sessantotto–pensiero, con l’istintualismo pansessualista, col «vietato vietare», il «godere senza ostacoli», la dittatura del politicamente corretto, l’immigrazionismo buonista e meticcista, la negazione dell’identità sessuale, secondo il progetto di quel livellamento egualitario e di quell’individualismo atomistico così tipici della mentalità del mercante, soprattutto quando si fa ideologo. L’élite plutocratica si è quindi fatta pornocratica e Mammona si è ormai congiunto con Sodoma, è il sistema orgiastico–mercantile. Non una sola parola del Vangelo è scritta a caso, non uno iota. Egli ha detto: «Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a Mammona» (Mt 6,24). Cioè, al demone della ricchezza. Egli non ha parlato di indifferenza, o di estraneità, ma di odio e disprezzo. L’indifferenza iniziale verso Dio, alimentata dalla cupidigia, prima o poi si trasforma in disprezzo e odio: è per questo che i plutocrati odiano la Trascendenza. E quest’odio è la premessa al passo successivo, al trionfo del materialismo assoluto occidentale: il passaggio, in tutti i sensi ultimo, a adorare «quel dio che è il contrario di Dio» (Bataille), adorare colui che deve venire, in assenza di katechon, di forza frenante, come previsto, sebbene in maniera non sempre lineare, da Plinio Correa de Oliveira.

L’ultima tappa della società aperta sarà il passaggio dal regno del denaro a quello infero, dal primato dell’avere a quello della spiritualità alla rovescia, dal feticismo della merce al sacro capovolto, dal consumismo al satanismo.

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