L’incredibile benvenuto del cardinale Nichols alla signora arcivescovessa

Il caloroso benvenuto del cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, alla signora Sarah Mullally, già infermiera e ora arcivescovessa anglicana di Canterbury, ha davvero dell’incredibile. Ma, ahinoi, è tutto vero. Il cardinale, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, ha salutato con entusiasmo la nomina della signora Mullally promettendo le preghiere della comunità cattolica e auspicando un rafforzamento dei legami tra le due Chiese.

Ora, i cattolici avrebbero una sola preghiera da fare per gli anglicani: che si convertano al più presto e la smettano di essere eretici. Ma Nichols non è di questo avviso. Lui parla di collaborazione e auspica un rafforzamento dei legami tra le due Chiese.

Due Chiese? Per Nichols, evidentemente, l’anglicana è sullo stesso piano della cattolica. Cioè: una setta nata da uno scisma nel XVI secolo e al cui vertice c’è il re d’Inghilterra sarebbe sullo stesso piano della Sposa di Cristo.

Non contento, a proposito della signora arcivescovessa Nichols parla di “doni personali” e di “esperienza” che la nuova “guida spirituale della Chiesa d’Inghilterra” dovrà mettere al servizio delle “nuove sfide” che l’attendono.

Doni personali? Esperienza? Forse vale la pena ricordare, anche a Nichols, che la signora arcivescovessa, esponente della “teologia liberale”, nelle sue vesti di infermiera e direttrice del servizio per il benessere dei pazienti del sistema sanitario inglese, si è dichiarata favorevole alla benedizione delle coppie omosessuali e “aperta alla scelta abortiva”.

Ovviamente, da parte del cardinale nessun accenno al fatto che la signora arcivescovessa, in quanto anglicana, nega alcune cosucce come il sacerdozio, il papato e la divinità di Cristo nell’Eucaristia. Dettagli trascurabili, in fondo.

La Chiesa cattolica che un tempo pregava per la conversione dell’Inghilterra ora si congratula con gli scismatici. “Possiamo essere tutti uno” dice Nichols, il quale, tuttavia, non pensa affatto all’unità nella fede cattolica, ma a un ecumenismo del volemose bene all’interno del quale proclamare la verità non è solo sconsigliato, ma vietato.

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