Celibato sacerdotale? Opzionale. Sacerdozio femminile? Possibile. Ecco a voi il nuovo arcivescovo di Vienna
Nome: Josef. Cognome: Grünwidl. Professione: nuovo arcivescovo metropolita di Vienna. Segni particolari: secondo lui il celibato sacerdotale dovrebbe essere opzionale, su base volontaria, non obbligatorio. Inoltre è favorevole all’ordinazione delle donne.
A Vienna la sede vacante risaliva a gennaio, con la rinuncia dell’ottantenne cardinale Christoph Schönborn accettata da Francesco.
Dopo trent’anni di regno di Schönborn (1995-2025), Vienna ha dunque il nuovo arcivescovo.
La nomina di Josef Grünwidl era attesa dato che il nuovo pastore è stato amministratore apostolico della diocesi su indicazione dello stesso Schönborn. Ma gran parte dei sacerdoti viennesi non l’ha presa bene: di fatto, tutto lascia supporre che Schönborn, pur essendosi ritirato, continuerà a esercitare una certa influenza attraverso un suo protetto.
In un’intervista concessa durante il servizio di amministratore apostolico, Grünwidl ha detto di non voler “prendere grandi decisioni”, ma di voler “ascoltare, incontrare, comprendere problemi, domande e necessità”. Stile “sinodale”, quello che va forte adesso. Il che non impedisce al nuovo vescovo di avere le sue idee. progressiste.
“Non abolirò il celibato né ordinerò donne, ma non potrebbe cambiare qualcosa in questo senso? Penso che qualcosa dovrebbe cambiare”, ha detto nella conferenza stampa. “Non vedo perché debba essere obbligatorio vivere in modo celibe per essere sacerdote. Il celibato è importante e esisterà sempre nella Chiesa, e dovrebbe esistere, ma su base volontaria, anche per i sacerdoti”.
Riguardo al ruolo delle donne nella Chiesa cattolica, Grünwidl sostiene che con il sinodo questo tema è “arrivato finalmente e chiaramente nella Chiesa” e che la discussione sul diaconato femminile deve continuare..
“Credo che ci siano molti livelli e molte possibilità già previste dal diritto canonico che ancora utilizziamo troppo poco o per niente. Credo che ci sia consenso sul fatto che le donne siano in gran parte artefici della vita delle parrocchie e che siano principalmente le donne a impegnarsi, collaborare e contribuire a mantenere viva la Chiesa. Ciò che ritengo debba ancora essere migliorato è che le donne non solo collaborino, ma partecipino anche agli organi decisionali.”
Circa l’ordinazione delle donne, ecco la sua posizione: “Posso anche immaginare che le donne vengano ammesse al ministero ordinato”.



