Il furto al Louvre e il fallimento delle élite macroniane

Il Musée du Louve è stato teatro di un furto sensazionale. Un gruppo di ladri è riuscito a rubare gioielli di inestimabile valore, con un’operazione rapida e altamente professionale, in netto contrasto con l’incompetenza delle “élite” di Macron incaricate di proteggere il Louvre.

La Francia è sotto choc. Dopo l’incendio di Notre-Dame, questo furto al Museo del Louvre è sintomo del decadimento dell’amministrazione francese e delle élite macroniane artificialmente elevate a posizioni di vertice, come madame Laurence des Cars, presidente e direttore del museo, e la responsabile della sicurezza, Dominique Buffin, la cui nomina era nata dal fatto che “la femminilizzazione del reclutamento” stava a cuore a madame des Cars. Evidentemente più a cuore degli storici gioielli conservati al museo.

Il Musée du Louve, simbolo della cultura e della storia francese, è stato saccheggiato in sette minuti. I ladri sono entrati nella leggendaria Galerie Apollon con la scala scorrevole di un montacarichi appoggiata a una finestra affacciata sulla Senna, il cui vetro è stato tagliato con una sega circolare, mentre altri due sono rimasti all’erta all’esterno. Nessun sistema tecnologico ingegnoso, nessun laser a fibra ottica, nessuna tuta mimetica, nessuna sequenza da “Mission impossible”: solo gilet gialli, felpe con cappuccio e l’incompetenza della direzione del Louvre in materia di sicurezza. I ladri sono poi fuggiti a bordo di uno scooter, dirigendosi verso l’autostrada.

Più tardi la presidenza ha ammesso che la telecamera di sorveglianza era spenta, così come l’allarme alla finestra. Essendo difettosi da tempo, erano stati disattivati ​​anziché riparati. A proteggere un tesoro nazionale c’erano solo un balcone e una finestra al primo piano, assolutamente privi di sicurezza. Nessuna guardia armata, nessun poliziotto. Niente.

È così che hanno preso il volo i gioielli di valore inestimabile, nove pezzi della collezione di gioielli di Napoleone e dell’imperatrice, tra i quali la tiara dell’imperatrice Eugenia, gli orecchini di smeraldi della parure di Maria Luisa, la collana di zaffiri della regina Maria Amelia, il grande fiocco del corpetto dell’imperatrice Eugenia, la spilla reliquiario di Eugenia. Durante la fuga, i ladri hanno perso per strada la corona dell’imperatrice Eugenia, purtroppo rimasta danneggiata nella caduta.

I gioielli napoleonici del XIX secolo sono tempestati di migliaia di diamanti, smeraldi, zaffiri, perle e oro 465 carati. Alcune delle pietre preziose sono molto antiche. La spilla reliquiario di Eugenia è (era?) composta da diamanti, tra cui quelli denominati Mazzarino n. 17 e n. 18 (un lascito a Luigi XIV dal suo ministro), mentre il grande diamante era il quarto bottone del giustacuore di Luigi XIV, prima di essere utilizzato come orecchino da Maria Antonietta. Questi diamanti erano sopravvissuti a Robespierre, ma non a Macron.

Il furto con scasso, effettuato solo con una scala e smerigliatrici angolari, alle 9.30 del mattino, davanti ai passanti, contrariamente a quanto affermato dall’ignorante signora Dati, ministro della Cultura, non è una nuova forma di criminalità. Il semplicissimo modus operandi dei ladri non ha nulla a che vedere con una rapina in stile hollywoodiano. Ha molto a che fare, invece, con le carenze di uno Stato rapace che non sa proteggere ciò che ha di più prezioso, né i suoi figli né i suoi tesori, ma sa aggredire le persone oneste che non parcheggiano correttamente le loro auto o non pagano puntualmente tasse e imposte di ogni genere. Quando si dimetteranno tutte queste persone incompetenti, queste élite macroniane inadeguate e arroganti?

Per Emmanuel Macron l’ennesimo fiasco. Solo otto mesi fa per i Louvre aveva pomposamente presentato il suo piano, denominato “Nuovo Rinascimento”, promettendo sicurezza assoluta. Ora sappiamo che è possibile svaligiare il Louvre in meno di sette minuti, in pieno giorno, una domenica mattina, con un montacarichi e delle smerigliatrici angolari, e andarsene con un bottino di inestimabile valore.

Alla signora Des Cars, la signora Buffin, la signora Dati, il signor Macron diciamo: andatevene!

medias-presse

 

I miei ultimi libri

Sei un lettore di Duc in altum? Ti piace questo blog? Pensi che sia utile? Se vuoi sostenerlo, puoi fare una donazione utilizzando questo IBAN:

IT64Z0200820500000400192457
BIC/SWIFT: UNCRITM1D09
Beneficiario: Aldo Maria Valli
Causale: donazione volontaria per blog Duc in altum

Grazie!