Lettera / Fede cattolica e smarrimento della gerarchia

di Antonio Polazzo

Caro Aldo Maria Valli,

senza entrare nel dibattito tra don Pompei e il professor Trabucco, vorrei mettere l’attenzione sopra una considerazione che il professore fa al termine del suo ultimo intervento su “Duc in altum“: “In ultima analisi, se anche tutta la gerarchia dovesse smarrirsi, la Chiesa resterebbe comunque la Chiesa, perché il suo fondamento è Cristo stesso, non la rettitudine soggettiva dei suoi membri”.

L’idea di uno smarrimento della gerarchia cattolica non è conciliabile con la fede cattolica.

La gerarchia della Chiesa (papa e vescovi in comunione con lui) non può smarrirsi, proprio a causa del suo essere con Cristo. A meno di non voler pensare che Cristo possa smarrirsi.

Peraltro, se la gerarchia non fosse con Cristo e potesse quindi smarrirsi (parlo per assurdo, ovviamente, atteso che la cosa non è possibile) non si comprende che senso abbia invitare i fedeli a sottomettersi ad essa, dato che così facendo non li si invita a sottomettersi a Cristo. E, del resto, non si comprende che male ci sia nel non volersi sottomettere a una gerarchia che non è con Cristo.

Se la gerarchia non può smarrirsi (perché è con Cristo), è certo che se c’è un’entità che si smarrisce questa entità, nonostante ogni apparenza e nonostante una legittima autorità ecclesiastica non lo abbia ancora dichiarato, non è la gerarchia della Chiesa di Cristo.

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