“Caro Gesù”. Diario dalla “chiesa in uscita”
di Elena Martinz
Carissimo Aldo Maria,
dopo aver letto le chiarissime e verissime analisi che pubblichi (per esempio qui e qui) e, in particolare l’ultima di monsignor Viganò (qui), ho deciso di mandarti questo scritto. Non trovo più tollerabile, da madre, l’atteggiamento pericolosamente schizofrenico di troppi cattolici. Ci sono teologi, filosofi, giornalisti, sacerdoti e vescovi che criticano continuamente la gerarchia ecclesiastica post-Bendetto XVI e poi perseguitano chi osa non dare religioso ossequio a quella stessa gerarchia. Io non sono teologa, ma frasi come “Non si può difendere la verità della fede al prezzo di lacerare la comunione ecclesiale” sono pericolosissime per le anime! È un inganno del maligno!
Ti chiedo il permesso, caro Aldo Maria, di rivolgermi a loro attraverso questo spazio che tu generosamente metti a disposizione perché possiamo confrontarci e confortarci a vicenda.
Inizio con una domanda a questi “maestri” (li definisco così, vista la quantità di catechesi, ammonizioni, consigli, giudizi e insegnamenti che diffondono): ma vi rendete conto che quei vescovi di cui voi difendete il ministero (mentre spesso ne infangate il nome nei vostri interventi) inducono pubblicamente, ostinatamente e con arrogante certezza al peccato mortale? Vi rendete conto che la fede della stragrande maggioranza dei sacerdoti e dei parrocchiani non è più cattolica e ne vanno tutti addirittura fieri? Fate un sondaggio nelle diocesi.
Che cosa state difendendo quando vi scagliate ulteriormente contro chi viene scomunicato, esiliato, umiliato da queste arroganti autorità anticristiche? Difendete un’idea o Dio?
A voi interessa veramente il bene delle anime o siete più preoccupati di puntellare le mura pericolosamente barcollanti di quel castello dietro cui vi siete barricati da decenni a questa parte? I vostri puntelli non tengono più e le mura stanno venendo giù, schiacciando sotto il loro peso un sacco di anime! Eppure voi lo negate e continuate a dire loro di stare lì sotto; di non preoccuparsi, di non farsi prendere dal panico… Consigliate addirittura di chiudere occhi e orecchie per non sentire il fragore della rovina e non vedere i massi che precipitano sulle loro teste, condannandoli a morte sicura. State saldi, dite. Ma non vi accorgete che non è la vera roccia quella su cui invitate a stare fermi!
Vi siete mai chiesti quali siano le conseguenze degli insegnamenti deviati e perversi della gerarchia (che voi definite ecclesiastica) sulle anime?
Vi rendete conto che è proprio quella gerarchia che sta picconando le mura e lanciando le pietre dall’alto, abusando della sua posizione?
Come se non bastasse, mentre quegli uomini distruggono tutto, dicono di farlo nel nome di Gesù! E così le anime, pensando di seguire Cristo, imitano i loro falsi pastori in questa opera di devastazione per rimanere prima o poi fatalmente sepolti sotto le macerie.
Sono una semplice mamma, ma gli occhi li ho anch’io e purtroppo sono costretta a vedere ogni giorno i frutti marci e velenosi di quell’albero da cui questi “maestri” negazionisti mi chiedono di attingere.
Bene, leggete voi stessi cosa succede lì, in quella chiesa che voi vi ostinate a chiamare cattolica e apostolica.
Da qualche tempo, per fare chiarezza dentro di me e in famiglia, ho iniziato a tenere un diario, immaginando di scriverlo con le mani dei miei figli, usando le loro espressioni a volte un po’ irriverenti, ma totalmente sincere. Ciò che leggerete è per il 99% vero. Ogni parola, ogni dubbio, ogni domanda e ogni personaggio citato è davvero esistito. Ecco quello che per anni ho dovuto affrontare mandando i miei figli nelle parrocchie della diocesi. Le abbiamo provate praticamente tutte e gli esempi che leggerete sono frutto di queste frequentazioni. Nonostante le vere e proprie offese alla Santissima Trinità, che di volta in volta ho annotato, siano state denunciate regolarmente alle autorità ecclesiastiche competenti, i provvedimenti presi dalle stesse si sono concretizzati o in una completa indifferenza o addirittura in ulteriori promozioni, bonus e scatti di carriera dei bestemmiatori.
Un ultimo messaggio: la Chiesa cattolica esiste ed è una fortezza sicura. Le sue mura sono di roccia granitica e non si sono mosse di un millimetro nonostante le numerose scosse di terremoto che si sono succedute nel corso dei secoli. Con la mia famiglia ci siamo trasferiti lì e vi assicuro che le nostre anime hanno trovato amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé… Sbaglio o questi sono frutti buoni? Allora perché non dovrebbero venire da Dio?
Caro Aldo Maria, qui sotto trovi la prima pagina di questo diario schietto e dal tono un po’ scanzonato. Qui da noi, come sai, anticipiamo i tempi… non quelli della salvezza, ma quelli della dannazione. Nota bene: i racconti risalgono in parte anche ai tempi in cui io stessa ero una bambina, cioè a quasi cinquant’anni fa. Giusto per togliere subito di mezzo l’obiezione che prima di Bergoglio le mura fossero ancora intatte…
Con affetto e tanta tanta gratitudine.
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Caro Gesù,
oggi ho compiuto otto anni e per il mio compleanno ho ricevuto un diario. Visto che sai mantenere i segreti e non fai la spia, ho deciso di raccontare a te quello che mi succede. Tanto tu sai già tutto, no? Almeno così mi dice sempre la mia mamma.
Ah, poi ho tante cose da chiederti. I grandi dicono che sono una rompiscatole che fa sempre domande inutili e strane, ma a me sembra che tra noi due il più strano sia tu, visto quello che si dice di te in giro.
Ma scusa Gesù, tuo padre è… trans? Io non sapevo cosa volesse dire quando ho sentito quella parola per la prima volta alla messa di stamattina in duomo, durante la preghiera dei fedeli. Pensa che pensavo pregassero per i camionisti. Dopo la messa la catechista ci ha fatto incontrare il vescovo in persona. Dovevi vederla! Con noi sembra il generale dell’esercito e davanti a lui era diventata piccola e timida! Neanche avesse visto te in persona.
Ci siamo seduti tutti in cerchio e lui ha voluto spiegarci la preghiera che avevano fatto per i camionisti. Allora ho scoperto che trans non era una ditta di trasporti. Io ho capito solo che è un po’ come a carnevale: gli uomini possono travestirsi da donna e le donne possono appiccicarsi la barba sulla faccia, camminare molleggiate come i cow-boy e parlare con la voce roca. Solo che i trans lo possono fare tutti i giorni e non solo il martedì grasso e invece di andare al negozio a comprare le maschere vanno dal dottore. Sarà che ho la testa vuota, come dice mia mamma, ma ci ho capito poco.
Il vescovo poi ha continuato dicendoci che tuo Padre, cioè Dio, è anche femmina. Ecco perché ti chiedo se è trans. Io nei quadri delle chiese e dei musei l’ho sempre visto con la barba. Allora, visto che mio papà, che ha la faccia coperta di barba ed è pieno di peli dappertutto, invece è un maschio, se il tuo è femmina come la mia mamma, ma con la barba, magari è trans. Mia mamma infatti non ha i baffi; pensa che se scopre un pelo sulle gambe ne fa una tragedia e poi è impossibile usare il bagno per ore perché lei si chiude dentro a fare non so cosa.
Al momento delle domande, io ho alzato la mano e ho detto al vescovo che di solito le femmine non hanno la barba. Allora mi ha risposto: “Ecco, giusta osservazione! Infatti è ingiusto che Dio sia bianco e abbia la barba. Perché Dio dovrebbe essere un maschio bianco? Perché non può essere una femmina? Ecco, io sarò femminista finché la gente continuerà a disegnare Dio così, come un vecchio signore con la barba”.
Mi ha anche ringraziata per avergli dato l’idea geniale di farci disegnare Dio. Sai, il vescovo è anche un artista e fa un sacco di mostre. Ci ha detto che Dio potevamo immaginarcelo come volevamo a patto che evitassimo di mettergli la barba e non usassimo il rosa per coloragli la faccia… Una mia amica per non sbagliare ha pensato di farlo con la testa di gatto. Ma quelli, Gesù, non erano gli dei egiziani? Io ti confesso che non sono riuscita a fare tuo padre con la gonna e le labbra rosse. Diciamo che ho fatto un omino stilizzato e l’ho lasciato a matita. Stasera lo incollo qui e ci disegno la barba lunga e i capelli come i tuoi. Se è tuo padre un po’ ti assomiglia, giusto?
Scusa se insisto Gesù, ma non sei stato tu a insegnarci il “Padre nostro”?
No perché alla fine dell’ora, il vescovo ci ha fatto recitare una preghiera simile. Ricordo solo la prima e l’ultima frase, perché poi mi son distratta, perdonami. Iniziava così: “Transgender nostro, che sei nei cieli…” e finiva con “inducici in tentazione e liberaci dall’essere divisivi”.
Quando sono tornata a casa ho riletto il Vangelo che mi aveva regalato la nonna per il battesimo. Ho controllato e lì c’è scritto “Padre nostro… non indurci in tentazione, ma liberaci dal male”. Gesù, sei sicuro che i tuoi discepoli abbiano capito bene duemila anni fa? O forse ti sei confuso tu? La catechista dice sempre che al vescovo dobbiamo una riverenza speciale e dobbiamo obbedire a tutto quello che dice perché lui è una specie di te. Dicono che lui ha il potere di capire bene cosa volevi dire quando insegnavi duemila anni fa e quindi dobbiamo fidarci solo di lui. In questo caso, tu avevi detto padre, ma intendevi dire altro, e a quanto pare nessuno era riuscito a capire esattamente cosa fino a oggi. Il guaio è che se domani qualcuno dovesse capire ancora meglio, sarò costretta a cancellare tutto e riscrivere tutto daccapo. Gesù, fammi un favore, la prossima volta che torni sulla terra, cerca di essere più chiaro.
Scusa, ma adesso devo andare a fare i compiti di matematica. Aiutami Gesù, perché confondo sempre il 6 con il 9. Sembra poco, ma è un bel guaio, perché cambia completamente il risultato finale.
Alla prossima!



