Don Camillo
Don Camillo: – Gesù, avete visto?
Gesù: – Che cosa, don Camillo?
Don Camillo: – Nella basilica di San Pietro sono stati installati “spazi di ascolto”.
Gesù: – Vuoi dire confessionali?
Don Camillo: – No! Sono posti in cui sacerdoti, suore e laici, dietro un paravento, ascoltano i visitatori. Aperti a tutti, sono stati pensati “per offrire un momento di incontro e spiritualità”.
Gesù: – Ma entrare nella basilica non è già un momento di incontro con il Padre mio?
Don Camillo: – Qui si parla di un altro incontro. Con qualcuno che ascolta…
Gesù: – Anche il Padre mio ascolta, se un cuore è sincero.
Don Camillo: – Gesù, le cose sono cambiate…
Gesù: – E come sono questi spazi?
Don Camillo: – A dirla tutta, a me sembrano vespasiani.
Gesù: -Don Camillo!
Don Camillo: – Me l’avete chiesto voi. Più brutti di così non li potevano immaginare.
Gesù: – Speriamo che almeno servano al pentimento e alla conversione.
Don Camillo: – Gesù, non so come dirlo… La Chiesa oggi non chiede più pentimento e conversione.
Gesù: – E allora che fa?
Don Camillo: – Ascolta.
Gesù: – Fammi capire. Invece di far ascoltare alla gente la voce mia e del Padre mio, la Chiesa ascolta la gente.
Don Camillo: – Esatto.
Gesù: – Come in una seduta psicologica.
Don Camillo: – Vedo che avete capito.
Gesù: – Allora sulla cupola di San Pietro al posto della grande croce potrebbero mettere un grande orecchio!
Don Camillo: – Gesù, m’avete rubato la battuta!



