“Mater populi fidelis” / 4

di Radio Spada

I modernisti che attualmente occupano la gerarchia ecclesiastica, da “buoni” seguaci dell’arcieresiarca Lutero e dei suoi satelliti [1], si oppongono al titolo di “corredentrice” e alla verità di fede che è la corredenzione. Lo fanno alla maniera degli eretici che «credendosi sapienti, interpretano le Scritture altrimenti da come richiede lo Spirito Santo, a loro piacimento; e, teste l’Apostolo, per ambizione dell’acclamazione popolare, le distorcono ed adulterano, sicché, secondo quanto dice Girolamo, non è più il Vangelo di Cristo, ma quello di un uomo, o quel che è peggio, del diavolo» [2].

Nella fattispecie (lo scrive il cardinale Fernández con l’approvazione di Leone XIV e citando copiosamente il cardinale Joseph Ratzinger) il titolo di corredentrice “rischia di oscurare l’unica mediazione salvifica di Cristo e, pertanto, può generare confusione e squilibrio nell’armonia delle verità della fede cristiana, perché «in nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati” [3].

Si potrebbe chiudere la questione facendo notare che il citato passo degli Atti degli apostoli è negato dall’ecumenismo e dal dialogo interreligioso professato e praticato dai modernisti dal 1965 a oggi senza soluzione di continuità; ma preferiamo spiegare perché il titolo di “corredentrice del genere umano” non solo esprima una verità, ma spetti di diritto alla Madre di Dio.

A tal fine riprendiamo un passaggio del teologo Jean-Jacques Bourassé (1813-1872).

Se la Beata Vergine possa essere detta cooperatrice della Redenzione umana.

Osservo che la Redenzione del genere umano spetta principalmente a Cristo e deve essere attribuita unicamente a Lui come Redentore principale; e ciò è anche una verità certa di fede perché è detto espressamente: “Ho pigiato il torchio da solo e non c’era con me nessuno dei popoli” (Isaia 63, 3). Ed “Egli è il Mediatore del nuovo testamento” (Ebrei 9, 15), cosa che non si afferma di nessun altro. Perciò Cristo Signore è indubbiamente il Mediatore e Redentore principale. E per questo motivo, i titoli della Beata Vergine come Corredentrice e Coadiutrice di Cristo nella riparazione del genere umano sono da alcuni aboliti e respinti come sconvenienti.

Si chiede dunque se in realtà la Beata Vergine abbia cooperato all‘umana Redenzione e se per questo meriti il titolo di Corredentrice, specialmente nella Passione del Signore. Riguardo a ciò affermo che la Beata Vergine ha veramente cooperato alla Redenzione umana, così da meritare a buon diritto il titolo di Cooperatrice della Redenzione umana. Questa asserzione sembra essere conforme al comune sentire dei Padri e dei Dottori, poiché in primo luogo Dio volle che l’opera della Redenzione dipendesse dal consenso della Vergine, non volendo che l’Incarnazione avvenisse se non preceduta dal consenso della Beata Vergine.

Quindi, Ella non generò Suo Figlio semplicemente come le altre madri generano i figli – le quali dovrebbero dire con la madre dei Maccabei: “Non so come siete apparsi nel mio grembo” (2Maccabei 7, 22) – ma Lo generò dopo aver ricevuto la richiesta per mezzo dell’Angelo e aver dato il previo consenso all’opera della Redenzione. E così Lo generò come Redentore, poiché fu detto: “E chiamerai il suo nome Gesù” (Luca 1, 31), che significa lo stesso che Salvatore.

Perciò san Bernardo si rivolge alla Santissima Vergine in questo modo (Omelia 4, “Super Missus est”): “Aspetta l’Angelo la risposta, aspettiamo anche noi, o Signora, la parola di misericordia, noi che siamo miserabilmente oppressi dalla sentenza di condanna. Ed ecco che ti viene offerto il prezzo della salvezza: saremo subito liberati se tu consenti”. Se dunque dal consenso della Beata Vergine dipendeva l’opera della Redenzione, Ella ha veramente cooperato ad essa con il suo consenso, con la donazione del suo sangue, con il parto e con i suoi uffici materni alla Redenzione umana.

Summa aurea de laudibus B.M.V., t. VIII, Lutetiae Parisiorum, 1862, c. 1275

  1. La luterofilia dei papi conciliari
  2. Leone X, “Exurge Domine
  3. “Nota dottrinale” del card. Fernández (approvata da Leone XIV) si oppone alla corredenzione andando contro il magistero dei papi. Confutazione in 3 punti

 

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