A proposito di “Mater populi fidelis” / 2
di Elena Palatini
Caro Aldo Maria,
un altro marasma si è abbattuto sulla Chiesa. Con abilità all’Arsenio Lupin, il famoso ladro gentiluomo, il cardinale di nomina bergogliana Tucho Fernández ha sferrato un colpo perfetto. Dopo “Fiducia supplicans”, ecco la sua personale versione della santissima Vergine, non Corredentrice. Un furto vero e proprio del depositum fidei da parte dell’acrobatic Fernandèz, un vero apostata.
È stato scritto che a portarlo a indossare vesti cardinalizie sia stata la sfrenata ambizione di questo prelato sudamericano. Un altro bluff di una chiesa in caduta libera, che qualcuno crede in rinascita grazie al neo pontefice, firmatario del documento scottante.
Inviterei i fedeli di buon senso a studiare le apparizioni della Signora di tutti i popoli ad Amsterdam. Una devozione mondiale e un’apparizione assolutamente provvidenziale che il suddetto prelato ha snobbato con un commento che lascia quanto meno a bocca aperta: Amsterdam è un problema.
Sinceramente non sapevo che la nostra Madre celeste, mediatrice di ogni grazia, fosse considerata da uno dei suoi figli traviati addirittura un problema. Ma forse il problema vero è Tucho.
E adesso la figura certamente sfuggente di Prevost sta rivelandosi sempre più serva dei poteri forti che da decenni dominano un Vaticano ormai corrotto.



