Lettera da Londra / Parlano di equità? No, è controllo sociale. E intanto la Bbc fabbrica bugie
di Laura Dodsworth
A quanto pare il governo sta valutando l’idea di imporre una tassa sui veicoli elettrici. Avete capito bene: una tassa di tre penny al miglio, da aggiungere alle altre tasse che già gravano sulle automobili.
Un portavoce del governo ha dichiarato alla Bbc: “L’accisa sul carburante copre benzina e gasolio, ma non esiste un equivalente per i veicoli elettrici. Vogliamo un sistema più equo per tutti gli automobilisti”.
Siete sorpresi? Non dovreste. Questa è chiaramente la direzione intrapresa da anni. E certamente non si tratta di equità. Semplicemente, ti stanno spingendo fuori strada. Lentamente, deliberatamente e senza il tuo consenso. Questo è il gradualismo radicale: il cambiamento ottenuto attraverso una serie di piccoli passi, quasi impercettibili, ognuno apparentemente ragionevole di per sé.
Nel rapporto della Camera dei Lord intitolato “In our hands: behaviour change for climate and environmental goals” (“Nelle nostre mani: cambio di comportamento per obiettivi climatici e ambientali”), una delle proposte recita: “Le misure che potrebbero dissuadere dall’uso dei veicoli privati includono: la modifica delle norme sull’uso delle strade (come limiti di velocità, strade scolastiche, quartieri a basso traffico) e pedaggi stradali, pedaggi urbani, zone a basse emissioni, costi di parcheggio più elevati, tasse di parcheggio sul posto di lavoro”.
Come si vede, non si tratta di equità. Si tratta di dissuasione. E di controllo comportamentale.
L’obiettivo è ottenere un risultato finale radicale attraverso piccoli passi. Se ti dicessero fin dall’inizio, chiaro e tondo, che vogliono che tu rinunci all’auto (c’è perfino una proposta che prevede la riduzione obbligatoria dell’uso dell’auto privata), diresti subito di no. Allora applicano la versione dolce, fatta di piccoli passi.
Dicono che si tratta di avere aria più pulita, ma non ci devi cascare: si tratta di controllo sociale.
Ci sono già vaste aree del paese in cui occorre viaggiare al di sotto dei trenta chilometri all’ora, e i parcheggi sono sempre più costosi. Tutto per dissuadere dall’uso dell’auto. Un tempo, guidare era libertà, ora è qualcosa per cui provare vergogna e senso di colpa.
E tutto questo, badate bene, è accaduto senza che il governo abbia mai dichiarato l’obiettivo apertamente, fin dall’inizio. Non c’è stato dibattito parlamentare. Niente trasparenza.
Ci sono evidenti problemi etici nell’uso dei nudge, le “spinte gentili”, da parte dei governi. I nudge minano la libertà di scelta. Modificare il comportamento delle persone senza il loro consenso, e senza dare loro gli strumenti per capire, non dovrebbe essere un pilastro dei governi moderni. E invece è proprio così. Più ci lasciamo spingere verso il cosiddetto “bene superiore”, più rinunciamo a determinare in che cosa consista esattamente questo bene, per noi.
La verità è che oggi viviamo ormai in una “nudgecrazia”, non più in una democrazia. Quindi cosa possiamo fare?
Innanzitutto, non dobbiamo sorprenderci se ci ritroviamo spinti, centimetro dopo centimetro, in un angolo che non abbiamo scelto. Dobbiamo imparare a riconoscere le tattiche usate da chi comanda.
Dopo aver scritto “A State of Fear” (“Stato di paura”, di cui “Duc in altum” ha parlato più volte, per esempio qui) ho chiesto al governo del Regno Unito di indagare sul suo utilizzo delle scienze comportamentali. Non mi hanno risposto. Ho chiesto all’inchiesta sul Covid di includere l’uso che è stato fatto della paura e della psicologia comportamentale per spingere verso le vaccinazioni. Non l’hanno fatto.
Il governo, dobbiamo saperlo, non è il nostro cavaliere bianco. Dalle tasse alle vaccinazioni, dall’istruzione ai trasporti, l’utilizzo della scienza comportamentale è ormai una prassi consolidata. In parole povere, per loro il tuo cervello è un campo di battaglia, un territorio conteso dai padroni del pensiero.
Se non vuoi essere “spinto” o, come ho sentito dire, “calibrato”, devi liberare la tua mente. Le scorciatoie cognitive rendono più vulnerabili alla manipolazione. Vergogna, paura, senso di colpa e conformismo sono indotti in mille modi. L’unica difesa è la consapevolezza. Ecco perché con Patrick Fagan ho scritto “Free Your Mind: the new world of manipulation and how to resist it” (“Libera la tua mente: il nuovo mondo della manipolazione e come resistervi”).
Se l’avete letto e vi è piaciuto, vi preghiamo di lasciare una recensione. Ha ricevuto alcune recensioni a una sola stella, da parte di chi evidentemente non è stato contento del fatto che abbiamo analizzato la propaganda sui gas serra, l’ideologia trans e il Covid. Pazienza. Sono comunque ottimi casi di studio.
Ti capita di rimanere senza parole ogni giorno che passa? Ti senti come un palloncino sgonfio che ondeggia debolmente sul pavimento? Le cose vanno davvero così male? Ebbene, sembra proprio di sì.
La conduttrice della Bbc Martine Croxall ha alzato gli occhi, in diretta, quando è stata costretta a leggere l’assurda definizione di “persone incinte”, prima di correggersi dicendo “donne”.
Apriti cielo. La sua ovvia e intelligente reazione ha scatenato lamentele che il Servizio reclami della Bbc ha puntualmente accolto. Secondo loro, l’espressione facciale della conduttrice ha dato la “forte impressione di esprimere un’opinione personale su una questione controversa”.
Ehi, voi della Bbc! Sappiate che stiamo tutti alzando gli occhi al cielo!
L’ipocrisia e la parzialità della Bbc sono sconcertanti. L’emittente si è spinta a manipolare un discorso di Trump per far sembrare che il presidente avesse incitato i rivoltosi del Campidoglio. Uno scandalo: falsità con l’intento esplicito di ingannare.
Costringere i conduttori a usare espressioni incredibili come “persone incinte” invece di “donne” è un’assurdità che non siamo più disposti a ingoiare.
E vogliamo parlare di sharia, la legge islamica? Questa settimana Adil Ray, conduttore televisivo musulmano, ha apertamente elogiato l’elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York, celebrandola come un cenno di approvazione per la sharia. Bene, ma noi vogliamo ricordare che il cuore della sharia è l’esatto opposto della giustizia sociale, del benessere, dell’equità, della carità e della coesione!
In molti paesi governati dalla sharia, la testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo. Le donne ereditano la metà di quanto ereditano gli uomini. La libertà di fede può essere punita con la morte, e il furto con l’amputazione.
Strano come questi musulmani apparentemente moderati, che hanno scelto di vivere in democrazie liberali, continuino a professare ammirazione per un tipo di legge che annienta proprio quella libertà che consente loro di esaltare la sharia. Ricordiamo che se molte persone fuggono da quei paesi è perché là è in vigore la sharia, eppure ecco che molti musulmani, una volta al sicuro qui da noi, la rimpiangono e dimenticano quanto sia ingiusta.
Mi fermo qui. Non mi resta che concludere, come Martine Croxall, alzando gli occhi verso il cielo.
__________________________
Nella foto, la conduttrice della Bbc Martine Croxall



