È arrivato il momento di contrastare con fermezza questa chiesa traditrice

di monsignor Carlo Maria Viganò

Prima abbiamo avuto la provocazione di una cresima conferita ad un pubblico concubinario omosessuale “sposato” civilmente con il proprio padrino. Presente – ovviamente – il cappellano LGBTQ+ James Martin sj. Poi, a distanza di poche ore, l’assist di Prevost: una coppia di omosessuali “sposati” civilmente ricevuta in udienza, con ostentati toni di cordialità [qui l’articolo di “Duc in altum”]. Non semplici operai né impiegati, ma i proprietari di una società che impiega l’intelligenza artificiale per funzionalità smart-home di lusso.

La sodomia viene così legittimata dall’alto, con le provocazioni dei vescovi gay-friendly e la tacita approvazione di Prevost.

Tutto quanto sta accadendo nella chiesa sinodale segue uno schema ben preciso e ormai sono in molti a riconoscere la frode della chiesa conciliare-sinodale.

È giunto il momento che sacerdoti e fedeli contestino con coraggio e fermezza il tradimento di chi – a iniziare da Leone – invece di guidare la Santa Chiesa custodendo e trasmettendo intatto il Deposito della Fede, la demolisce dall’interno e spinge nell’eterna dannazione le anime.

La chiesa conciliare e sinodale NON È la Chiesa cattolica in comunione con la quale abbiamo giurato di vivere e morire.

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