di Laura Dodsworth
I media amano le crisi, anche a costo di inventarne una. Su Sky News Tom Cheshire ha recentemente intervistato un vescovo anglicano, Ceirion Dewar, su quella che è stata definita l’ascesa del “nazionalismo cristiano” in Gran Bretagna, una “corruzione della fede”.
Secondo Cheshire, qualcosa di pericoloso starebbe avanzando silenziosamente e dovremmo tutti essere allarmati da un cristianesimo “militante”. Beh, ammesso che sia davvero militante, forse non è poi una cosa così negativa.
Ho il sospetto che Cheshire non abbia familiarità con il concetto anglicano di Chiesa militante, che si riferisce a tutti i cristiani sulla terra, impegnati in un conflitto spirituale, in lotta per la santità, la disciplina e la virtù. Ricordo che il “Book of Common Prayer” include preghiere per “l’intera Chiesa militante di Cristo qui sulla terra”. Una militanza che può essere uno stato d’animo invisibile, una lotta interiore contro la tentazione, ma anche qualcosa di ben visibile.
Cheshire descrive con toni preoccupati quello che percepisce come un nuovo cristianesimo militante, soprattutto quando è “in opposizione all’Islam”. I cristiani, sembra suggerire, non devono essere troppo rumorosi o arroganti riguardo alle proprie convinzioni.
“Come possiamo sapere quali sono le motivazioni che spingono le persone a portare una croce o a recitare il Padre nostro?”, ha chiesto Wilfred Frost su Sky News. Ecco una domanda davvero arrogante. Specie ricordando che viviamo in un’epoca in cui le persone vengono arrestate per aver pregato in silenzio per strada. A quanto pare, la motivazione conta quando sei considerato un cristiano pericoloso, conta molto meno se inneggi alla Jihad o alla globalizzazione dell’Intifada.
Il servizio di Sky News ha voluto sottolineare che la maggior parte dei cristiani frequenta chiese come St. Martin-in-the-Fields e la telecamera ha indugiato su uno sparuto gruppo di fedeli anziani, bianchi, che cantavano un motivetto degli Abba. Sono stata in chiese come quella e ne sono fuggita. E sembra che molti la pensino allo stesso modo, visto che i banchi si svuotano anno dopo anno.
Il cristianesimo è considerato accettabile se composto da indolenti fedeli della Chiesa d’Inghilterra che ascoltano Bbc Radio 4 e Sky News e si tirano indietro davanti alla croce. Non lo è più se composto da fedeli che fanno processioni, vogliono pregare in pubblico e hanno la temerarietà di sventolare la croce di san Giorgio perfino nei giorni in cui la nazionale di calcio inglese non gioca. Oggigiorno Sky News attaccherebbe Alfredo il Grande dandogli del nazionalista cristiano.
Pur parlando di una “maggioranza”, il servizio non ha detto nulla sul fatto che le persone che si identificano come cristiane sono scese dal 59,3% del 2011 al 46,2% nel 2021. Nel frattempo, però, le chiese evangeliche, cattoliche e pentecostali stanno crescendo. Io stessa attualmente sto seguendo il percorso cattolico per l’iniziazione cristiana degli adulti.
Cosa trovano i cristiani di queste chiese che non riescono a trovare nella Chiesa d’Inghilterra?
Ho già raccontato come il mio momento sulla via di Damasco sia coinciso con il momento sulla via di Davos della Chiesa d’Inghilterra. Cheshire sostiene che la Chiesa d’Inghilterra non è riuscita ad affrontare le sfide politiche. Io sostengo il contrario: si è troppo invischiata nella politica e nelle guerre culturali, e non è sufficientemente concentrata sulla Scrittura e sulla fede.
Ecco un esempio calzante. Sabato, mentre portavo a spasso il cane, ho scoperto una bellissima chiesa anglicana che non avevo mai notato prima. Entrando, sono rimasta stupita nel vedere che l’ingresso è stato trasformato in una caffetteria, con tavoli e sedie lungo la navata. Ho chiesto alla signora che ci lavorava se fosse sempre così. Ha risposto di sì, dal martedì al sabato. Un cliente della caffetteria mi ha detto: “Così almeno la gente viene in chiesa”. Ma è una parodia di chiesa. Così bella, ora è svuotata di ogni suo scopo e ridotta a essere un bar. Ho risposto semplicemente, dal profondo del cuore: “Triste”. E quello è stato il mio primo errore.
Se trasformate una chiesa in un bar per attirare la gente e sperate che le persone mentre sono lì abbiano un’illuminazione, quasi certamente rimarrete delusi. Mangiare una fetta di torta non è la stessa cosa che ricevere un sacramento.
Ho toccato la bandiera del Progress Pride che decorava la caffetteria e ho detto alla signora: “Insolito trovare questa bandiera in una chiesa”. È stato il mio secondo errore, sufficiente a farla infuriare.
Ho ricevuto quindi una lezione su come la chiesa debba essere aperta a tutti, perché “Gesù ha accolto gli abbandonati e i poveri”. Ho ribattuto che questa bandiera non riguarda gli abbandonati e i poveri, ma lei ha ripetuto ancora una volta che la chiesa è aperta a tutti.
La bandiera del Progress Pride non è la classica bandiera del Pride di una volta. Rappresenta il movimento Black Lives Matter, marxista, anti-famiglia e anti-polizia, e riflette i colori del movimento trans, che sostiene non solo la confusione e la transizione di genere, ma talvolta la sterilizzazione dei bambini. Evitare di esporre la bandiera del Progress Pride non significa avere ostilità verso le persone gay e bisessuali. La sua esposizione significa invece un sostegno a movimenti fortemente politicizzati e controversi.
Ma non ho discusso oltre. Ho salutato e me ne sono andato. La signora ha continuato a parlare a voce alta, se non addirittura urlando: “Tutti sono benvenuti!” ha esclamato. Non sono sicura che valesse anche per me.
Ora, come può la Chiesa d’Inghilterra lamentarsi del fatto che la croce sia stata cooptata dall’”estrema destra”, come dicono loro, quando ha permesso che i suoi spazi fossero cooptati dall’ideologia di genere, dai rave, dalle vaccinazioni anti-Covid e persino dai pasti per l’Iftar al termine del Ramadan? Ricordo che tutto ciò ha creato un grave scisma e ha portato alcune chiese anglicane africane a separarsi. Sky News etichetterà anche queste chiese africane come di “estrema destra”?
Domenica, nella mia chiesa cattolica locale, nel giorno della festa della dedicazione della basilica di San Giovanni in Laterano, eravamo in tanti. Questa giornata ci ricorda l’importanza degli edifici ecclesiastici fisici, dove le comunità si riuniscono per pregare, riflettendo il desiderio di Dio di costruire un tempio spirituale, non un tempio per caffè e dolci. E nella chiesa non c’erano lusinghe, niente che attirasse le persone se non la funzione e la fede stessa. E i fedeli erano di tutte le età, tutte le classi sociali e tutti i colori di pelle, una comunità coesa unita dalla fede.
Ogni comunità ha il dovere di prendersi cura dei propri edifici sacri e di ricordare che, insieme e individualmente, siamo le “pietre vive” che compongono la Chiesa. Militante.