Le gemelle Kessler e Dostoevskij

di Martino Mora

È triste che Alice ed Ellen Kessler, due donne assolutamente ammirabili per avvenenza fisica, talento artistico, eleganza innata e simpatia umana, abbiano compiuto a mente fredda, togliendosi la vita, una delle azioni più aberranti, empie e sacrileghe che si possano immaginare.

Dietro il loro suicido non c’è nemmeno l’attenuante di sofferenze indicibili o di gravissime invalidità permanenti, ma solo la proterva ed empia volontà di essere, fino alla fine, il dio di loro stesse.

È paradossale che fu proprio Umberto Orsini, amante ventennale di Ellen Kessler, ad affermare dagli schermi della tv, davanti a milioni di italiani, che “se Dio non esiste tutto è permesso”. Fu proprio Orsini infatti a interpretare, nella trasposizione televisiva (1969) de “I fratelli Karamazov”, la parte di Ivan, il personaggio di Dostoevskij che porta più lucidamente all’estremo il nichilismo moderno.

Oggi anche non credenti capaci di analisi intelligenti e realistiche riconoscono che la fase di “cristianesimo zero” nella quale viviamo è quella del nichilismo assoluto.

Emmanuel Todd, storico e antropologo francese di famiglia ebraica, battezzato cattolico ma tendenzialmente agnostico, riconosce che le “morali laiche” possono funzionare nella fase del “cristianesimo zombie”, quando la religione è in declino ma non è scomparsa del tutto dal costume e dalle mentalità. Allora le soluzioni etiche di un Kant o di un Hegel possono sembrare sensate. Ma quando Cristo sparisce del tutto dall’orizzonte (persino da quello dei suoi ufficiali rappresentanti vaticani) emerge appieno la profezia del romanziere russo più profondo e quindi più grande della storia: “Se Dio non esiste, tutto è permesso”. O nichilismo o cristianesimo, tertium non datur.

E ancora il grande Fëdor Dostoevskij, nella sua lettera a Nicolaj Strachov, afferma: «L’Occidente ha perduto Cristo; questa è la ragione per cui l’Occidente sta per morire, solo per questa ragione”. Lo scrisse nel 1871, quando ancora, forse, si poteva non capire.

Non capirlo nel 2025 è solo immensa ignoranza spirituale.

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